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Scritto Lunedì 11 giugno 2018 alle 12:07

Calolzio: le preferenze hanno bocciato Gagliardi, Dario Gandolfi entra in consiglio per un soffio

Roberto Gagliardi e Dario Gandolfi
E' innegabile: la vittoria del centrodestra era scontata ed è per questo la "vera" battaglia è stata quella all'interno della lista di Marco Ghezzi.
L'attesa per i voti di preferenza espressi dai calolziesi era massima, per conoscere sia i futuri rapporti di forza tra i 3 movimenti politici (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord) sia i nomi dei consiglieri ed in particolare il loro peso.
Non sono mancate le soprese. La principale riguarda Forza Italia e l'esclusione di Roberto Gagliardi, primo dei non eletti con 86 preferenze. La sua è una bocciatura che pesa e che arriva dopo la sconfitta dello scorso 4 marzo quando correva per un posto da Consigliere Regionale.
Gagliardi è l'uomo di Michela Vittoria Brambilla e il fatto che non abbia ottenuto la fiducia dei calolziesi obbligherà il partito di Berlusconi ad alcune riflessioni. L'ex ministro (che 5 anni fa era stata la causa della spaccatura che ha portato poi alla vittoria del centrosinistra) non è riuscita a tirare la volata al suo delfino, indice forse che i rapporti di forza in Val San Martino sono cambiati e che lo scettro è ancora di più saldamente nelle mani della Lega Nord.
Sempre nell'area di Forza Italia, Dario Gandolfi si è salvato per un soffio: con 113 voti è l'ultimo degli eletti. Fino all'ultimo è rimasta aperta la partita con Gagliardi: solo quando sono arrivate anche i risultati del seggio 11 di Sala - tra i più lenti a scrutinare – il consigliere uscente ha avuto la certezza di approdare di nuovo in consiglio.
Una vittoria dunque di misura, che brucia. Ieri l'ex capogruppo di "Lavoro, Sviluppo e Libertà", arrivato a festeggiare nella sede di piazza Regazzoni, non è riuscito a nascondere la sua delusione. Lui, da oltre 40 anni in politica a Calolzio, superato anche da giovani outsider alla prima elezione. La sua esclusione sarebbe stata clamorosa: Gandolfi rimane un cavallo di razza, ma di certo non hanno aiutato i tentennamenti e gli abboccamenti con il gruppo del sindaco uscente Cesare Valsecchi con cui si era immaginato la costruzione di un'unica lista di centro.
Entra invece in consiglio con un discreto risultato Fabio Mastrobernardino (154 voti) che ha raccolto i voti di Fratelli d'Italia, al termine di una campagna elettorale assolutamente di livello, che ha puntato sui big del partito riuscendo a portare a Calolzio Daniela Santanchè e Riccardo De Corato.
Aldo Valsecchi e Cristina Valsecchi
I recordman di preferenze si confermano Aldo Valsecchi (369) e Cristina Valsecchi (347): la loro è stata una vera e propria valanga, assolutamente annunciata. I due Valsecchi da soli hanno portato oltre 700 preferenze.
Gli accordi per la doppia preferenza di genere (si possono esprimere 2 voti purchè ad un uomo e ad una donna) possono essere una cartina di tornasole.
E' andata malissimo l'accoppiata Giovanni Losa (55 voti) - Giovanna Levati (33) che sono risultati i meno votati. Non entra nemmeno Barzaghi Daniele (fermo a quota 58). Escluso anche Giovanni Fino nonostante sulla carta corresse in tandem con Cristina Valsecchi: ha preso solo 75 preferenze, inequivocabilmente indice che non è riuscito a intercettare i voti della "compagna" di lista.
Entra invece in consiglio a testa alta Pamela Maggi con la bellezza di 237 voti. Ha sicuramente giocato a suo favore l'essere l'unica donna non della Lega Nord, in accoppiata dunque con più di un candidato di centrodestra.
Entreranno in consiglio il segretario cittadino della Lega Nord Luca Caremi (198), l'ex assessore Marco Bonati (188), la giovanissima Eleonora Rigamonti (154). Anche l'accoppiata Ebe Pedeferri - Daniele Butti ha funzionato, avendo ottenuto praticamente lo stesso numero di preferenze: 166 e 167.

PER VISUALIZZARE IL FILE CON LE PREFERENZE ACCORDATE A TUTTI I CANDIDATI, CLICCA QUI
P.V.
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