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Scritto Lunedì 11 giugno 2018 alle 14:25

Lecco: già condannato per spaccio, torna in attività. Nuovamente arrestato, resta in cella

Il materiale posto in sequestro
Nel 2013 era già stato condannato a 2 anni e 8 mesi per spaccio. A distanza di un lustro, parrebbe proprio esserci ricascato, venendo costretto - dinnanzi all'evidenza - ad ammettere le proprie responsabilità anche al cospetto del giudice monocratico Salvatore Catalano chiamato quest'oggi a esprimersi in merito alla convalida del suo arresto, operato nella tarda mattinata di sabato 9 giugno e formalizzato nel pomeriggio stesso. A Z.S., tunisino, classe 1963 con casa in via Monte San Gabriele a Lecco, i Carabinieri sono arrivati nel corso di un'indagine volta al contrasto dell'immissione di sostanza stupefacente sul territorio cittadino. Segnalato quale venditore da alcuni acquirenti, due giorni fa si è trovato i militari dinnanzi all'uscio, autorizzati dal PM di turno ad operare una perquisizione nell'alloggio: scovati così, grazie anche alle unità cinofile di Casatenovo, 70 grammi di hashish e 31 di cocaina. Comparso quest'oggi in Tribunale, assistito dall'avvocato Daniela Sacchi in sostituzione del collega di studio Richard Martini, nominato d'ufficio, ha raccontato di aver perso il lavoro il 31 marzo scorso, di essere separato e di avere tre figli a cui provvedere. Ragioni queste che lo avrebbero spinto a tornare a dedicarsi allo spaccio, rifornendosi da altri soggetti a Zingonia, centro della bergamasca non nuovo a "giri" di polvere bianca e altre sostanze. Rispondendo alle domande del giudice l'arrestato ha altresì ammesso di essersi rifatto un mini pacchetto di clienti, già conosciuti in precedenza per la medesima ragione, con 6-7 persone che al bisogno lo contattavano telefonicamente - 5 gli apparecchi trovati nella sua abitazione - per prenotare la dose richiesta.
Il sostituto procuratore Cinzia Citterio, oltre alla convalida dell'arresto ha chiesto l'applicazione a carico del tunisino della misura cautelare del carcere. L'avvocato Sacchi, rimettendosi sul primo punto, ha chiesto un provvedimento meno afflittivo per il secondo. Ritiratosi in camera di consiglio, il dr. Catalano ha accolto la proposta del PM, aggiornando la causa al prossimo 18 giugno per la trattazione del merito, avendo chiesto il legale i termini a difesa.
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