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Scritto Mercoledì 13 giugno 2018 alle 15:03

Al Comune di Lecco non interessa la riqualificazione del lungolago

Marco Calvetti
Nell'improvvisazione, nell'ignoranza culturale e nella scarsa inclinazione al turismo di Lecco, anche un fiammifero acceso potrebbe illuminare la notte e dischiudere qualche finestra. Alle corte: oltre un anno fa, Confcommercio Lecco sensibile al tema (non a caso ha di recente lanciato un corso di alta formazione universitaria sul management turistico by Bocconi) aveva promosso tre bandi sulla riqualificazione del lungolago, sulla valorizzazione dei Piani Resinelli, sul rilancio dei Piani d'Erna. Chiamatelo accendino e fiammifero, come vi garba, quel che è certo è che cammin facendo si sono spenti. Il Comune, con dilazioni più o meno giustificate e proroghe pretestuose, non ha dato ancora seguito alle proposte e non si capisce davvero questa latitanza davanti a un paesaggio complessivamente desolante. Non ci risulta che l'assessore alla partita sia impegnata alla Nato o a Bruxelles e che non trovi qualche ora di tempo per dare il via libera ai bandi riesce davvero arduo da accettare. Ora la signora alla partita, per non restar nel vago e nell'anonimato, si chiama Gaia Bolognini. E' un valido architetto e mi è capitato in questi due anni di scambiare con lei qualche parola di nessuna rilevanza. Confesso anche che, non essendo fisionomista (faticai a riconoscere mia moglie dopo un anno di separazione), non sono certo di riconoscerla per strada. Me ne faccio una ragione e di sicuro se ne farà una anche lei. Resta l'interrogativo: perché questo silenzio? Perché non cavalcare la proposta di una associazione che vive all'interno di una città e che sul versante del tempo libero spesso bagna il naso al Comune? Dei tre lampi, la priorità toccava al lungolago di Lecco che, specie d'estate, è una sorta di emergenza. Non sono stanchi gli amministratori di Lecco di sentirsi dire che Malgrate ha fatto molto di più e meglio? L'ultimo incontro tra Comune e Confcommercio risale a fine marzo e da allora nessuna comunicazione. Nessun segnale di fumo. E sì che le due sedi, una in via Sassi e l'altra in piazza Garibaldi, sono quasi raggiungibili chiamandosi dalla finestra. C'è di più; il bando è finanziato dalla Confcommercio e se anche a costo zero il Comune dorme sugli allori (ma quali allori?) non resta che ricorrere ad un abusato ed elementare adagio: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Marco Calvetti
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