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Scritto Mercoledì 13 giugno 2018 alle 18:40

Anche i libri universatari e gli appunti diventano 'Wiki', due lecchesi raccontano il progetto

Qualche giorno fa ne ha parlato anche il Corriere della Sera, dedicando al progetto la prima pagina della sezione locale di Milano. Approfittando della disponibilità di due lecchesi – entrambi coinvolti nell’iniziativa che ha conquistato il plauso bipartisan di studenti e professori – abbiamo indagato sul “fenomeno” Wikitolearn, il sito "nato dal basso" che si prefigge di mettere in circolo gratuitamente e a chiunque dei libri universitari completi e affidabili, redatti dagli alunni sulla base dei loro appunti e che possono sempre essere modificati e revisionati da altri utenti e insegnanti.

Una sorta di Wikipedia – l’enciclopedia libera del web che mette a disposizione una quantità quasi infinita di informazioni in pochissimo tempo, scritta solo con il contributo volontario dei suoi fruitori – ma decisamente più “settoriale” ed ad uso “didattico”. Il sito - che ha portali in più lingue, visitati da studenti da ogni angolo del globo, dagli stati uniti all'India alla Francia e al Sud Africa – ad oggi rende già “sfogliabili” online diversi volumi completi, organizzabili, scaricabili e stampabili gratuitamente, oltre che molti corsi che stanno venendo completati da universitari "editor".

“L'idea della Wiki – spiega Riccardo Gilardi, 21enne di Olginate, collaboratore di Leccoonline, iscritto a Fisica - è nata nel 2015 dall'inventiva di cinque studenti del mio dipartimento dell'Universtà degli Studi – Bicocca e, da allora, sotto l'ala di KDE, leader nello sviluppo di software open-source mondiale, ha ricevuto l'attenzione di molte istituzioni, tra cui la stessa università di Milano e il consorzio Garr, che hanno reso disponibili al sito il loro patrocinio, materiali e server. Tutti i collaboratori del sito sono volontari che credono nella diffusione gratuita delle informazioni sul web: criterio sintetizzato dal motto del sito: "Knowledge only grows if shared" (dall'inglese, "la conoscenza cresce solo se condivisa"), che va a braccetto con il concetto di OpenSource, ovvero l'idea di rendere pubblico e disponibile a chiunque un software, senza venderlo ne’ darlo in licenza. Questa filosofia informatica, amata da moltissimi sviluppatori del web, è alla base di grandi rivoluzioni nella diffusione della tecnologia nel mondo, con sistemi come Linux che hanno guidato l'ondata del software libero. Oltre che al suo contenuto accademico specialistico, rivolto comunque a chiunque voglia poterlo fruire, il sito ha accolto molto consensi anche grazie allo sviluppo della sua architettura software. Sebbene la piattaforma sia costruita sulle stesse fondamenta di Wikipedia, ovverto MediaWiki, il suo team di informatici (che chiamiamo in gergo "i tech") lo hanno personalizzato e rivoluzionato rendendolo qualcosa di nuovo, più potente ed adatto alla scrittura di libri accademici. Io ho conosciuto WTL nel 2016, durante il mio primo anno di triennale, durante una presentazione del progetto che gli ideatori della piattaforma fecero nella mia aula. Tra quei ragazzi c'erano Riccardo Iaconelli, Davide Valsecchi, Luca Toma, Sofia Liguori, Gianluca Rigoletti e altri, persone intelligenti e stupende che ho conosciuto negli anni e mi hanno insegnato molte cose. Quello che mi ha colpito del sito era la sua onestà e integrità, che non chiedeva niente, ma voleva rendere disponibile tanto a molte persone. Da allora ho collaborato con il sito a tempo perso come editor, scrivendo corsi, aiutando nuovi utenti a orientarsi sulla piattaforma e importando corsi completi, donati da enti e università. Sono felicissimo di questa esperienza che mi ha permesso di acquisire conoscenze, sviluppare soft-skill, migliorare la mia capacità di sintesi e di spiegazione di concetti complessi come possono essere quelli legati a fisica e matematica. Grazie a WTL ho partecipato a uno sprint KDE al CERN nel 2016: una sessione di diversi tipo di sviluppo software, che mi ha permesso di visitare il più importante centro europeo sulla ricerca nella fisica delle alte energie oltre che a incontrare dal vivo sviluppatori da tutto il mondo. Sono felice il sito stia pian piano ricevendo sempre più consensi dalle università nel mondo, che vogliono provare a introdurlo agli studenti nonchè dagli stessi ragazzi che lo visitano al bisogno. Nell'ultimo anno il sito ha avuto 18.000 visite al mese e 700 nuovi iscritti. C'è chi lo frequenta per capire meglio dei passaggi ostici o recuperare appunti su un argomento che non ha seguito a lezione. Trovo imbarazzante – aggiunge infine l’olginatese - quanto costino alcuni libri universitari e se posso aiutare qualcuno in qualche modo ad avere a disposizione i mezzi per studiare al meglio, non c'è nulla che possa impedirmelo”.

Due pagine di Wikitolearn

Oltre a Riccardo, un altro lecchese, calolziese di due anni più grande, si è unito al progetto nel 2016: è Matteo Bonanomi. Studente della magistrale in Fisica delle Particelle all'università in Bicocca, ha conosciuto WTL tramite il passaparola che si era creato all'interno del suo corso, grazie ai ragazzi che già ci collaboravano.
"Ho sempre riscritto i miei appunti a pc e quando ho saputo del progetto ho subito pensato che fosse un'idea fantastica poter creare una rete collaborativa su cui condividere il sapere, così ho iniziato a lavorarci mettendo a disposizione i miei testi direttamente sul sito. Entrando a far pare della comunità mi sono legato molto anche a tutti i ragazzi che ci lavoravano come volontari. Ho contribuito a WTL sia caricando diversi libri completi, che lavorando attivamente ad aspetti organizzativi e promozionali del progetto: ho scritto per diverso tempo una blog-series dedicata al sito dove venivano raccontati i principali aggiornamenti alla sua comunità. Ho gestito l'ambito social e promozionale e presenziato a diverse conference open source (come Wikimania 2016, ad Esino Lario) dove ho parlato agli amanti del software libero di WTL e ho fatto presentazioni introduttive al progetto”.

Anche Matteo come Riccardo è stato da subito colpito dalla potenza e dalla visione del sito. Come ha spiegato: "Sono stato convinto a collaborare per l'idea di fondo che la "conoscenza si accresce solo se condivisa". Reputo fondamentale che ciascuno abbia la possibilità di avere accesso al sapere e il pilastro base del sito è proprio quello garantire a tutti la possibilità di avere accesso a risorse di studio senza distinzioni geografiche e/o culturali. Pur non essendo io un tech, né tantomeno un informatico esperto, ho partecipato a diverse conferenze sull'open source in giro per l'Europa perché condivido a pieno i cinque pilastri di questa filosofia: "USE, STUDY , SHARE, IMPROVE" (dall'inglese "usa, studia, condividi e migliora") e da quando sono entrato in questo mondo con la wiki, ho sempre cercato di apprendere tutto quello che in queste occasioni era dedicato alle OER "Open educational resources"".


Le storie dei due universitari lecchesi sono solo due delle tante di chi ha partecipato e collaborato al progetto credendo in una filosofia tanto semplice quanto impegnativa.
“Spero questo articolo sia risultato chiaro e possa incuriosire qualcuno sul il concetto di open source e di informazione libera. Come già detto, ma lo ripeto ancora una volta: la conoscenza cresce solo se condivisa” la chiosa di Riccardo.
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