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Scritto Mercoledì 13 giugno 2018 alle 19:09

Il nuovo modello regionale per malati cronici: un fallimento

Una supercazzola con scappellamento a destra per dirla alla Ugo Tognazzi. Una definizione che, a mio giudizio, dà bene l’dea del flop conclamato del nuovo modello regionale per la presa in carico dei malati cronici.
L’evidenza dei numeri, presentati in questi giorni dall’assessorato sanità regionale, segnalano quanto fosse sbagliata l’impostazione di questa risposta ai bisogni dei malati cronici. Tanto che su tre milioni di malati solo 60mila vi hanno aderito. In provincia di Lecco nonostante molti endoserment, compreso quello improvvido di Cisl-Cgil-Uil dei pensionati, le adesioni a questo mal combinato modello di sanità, voluto dall’assessore regionale di Forza Italia, Giulio Gallera, sono stai solo il 13,6% che hanno scelto di passare dal tradizionale modico di famiglia al nuovo gestore che prenota per loro visite, esami ecc..
Ad oggi su 373.174 lettere inviate dalla Regione Lombardia ai malati cronici dell’ATS Brianza/Lecco, vi hanno aderito solo 23.498 pazienti.
Che fosse una riforma nata male e piena di criticità avevo già detto sollevando molte osservazioni: ad esempio: che la riforma non avrebbe ridotto le liste d’attesa, che la nuova figura del “gestore” avrebbe causato situazioni confuse e conflittuali con i medici di base, che non avrebbe permesso di essere ancora seguiti dallo specialista da cui si era seguiti, che il patto di cura sulla base di un badget limitato, firmato dal malato, sarebbe restato vincolante per un anno, che la riforma era un’ulteriore apertura alla privatizzazione della sanità, ecc..
La negativa, pesantissima e cruda verità dei numeri succitati non fa altro che confermare le ragioni sollevate mesi fa.
Una vera e propria Waterloo del condottiero Giulio Gallera, a cui il Presidente della Regione e la maggioranza di centro destra che lo sostiene dovrebbe ritirare le  deleghe alla sanità, non foss’altro per il gravissimo spreco di soldi pubblici pagati con i ticket e l’Irpef regionale in spot, stampa, opuscoli ecc.  Oltre al segnalare agli utenti della sanità, ogni qualvolta si usufruisce di una prestazione, il costo sostenuto dalla regione, l’Assessore Giulio Gallera informi con i suoi fiumi di comunicati quanto è costata questa insana operazione.
Un fallimento può essere un’opportunità per riesaminare in modo intelligente, riscrivendo in toto la riforma, che deve ESCLUDERE OGNI PRIVATIZZAZIONE, rilanciando presupposti e contenuti della legge 833 del 1978, legge  che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale.
G.CARLO BANDINELLI
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