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Scritto Giovedì 14 giugno 2018 alle 21:36

Si rimargina una ferita: il 23 giugno la posa della nuova croce in vetta alla Grignetta dopo l'abbattimento di quella 'storica'

Una nuova croce sarà posizionata in vetta alla Grigna meridionale: la posa avverrà sabato 23 giugno. Abbattuta nell’ottobre del 2017 suscitando enorme scalpore tra la popolazione e gli appassionati della montagna, la struttura simbolo della cima lecchese - posata nel lontano 1947 dal Gruppo Sportivo Amici della Montagna di Milano – sarà così sostituita da una inedita struttura progettata e realizzata dal Presidente del CAI di Ballabio Giuseppe Orlandi, noto nell’ambiente della montagna come “Calumer”.

Giuseppe Orlandi 'Calumer'

“Quando sono salito e ho guardato la croce piegata a terra mi è presa un’enorme tristezza: la prima volta che l’ho vista avevo sette anni – dopo essere arrivato sulla vetta a piedi nudi – e da quel giorno ho continuato ad ammirarla tutte le volte che arrivavo in cima alla Grignetta. Per questa ragione ho subito provato il desiderio di crearne una nuova” ha commentato. “Dopo aver buttato giù i primi schizzi ho contattato il mio amico Mauro Sormani, fabbro di Barzio, in modo che potesse aiutarmi a realizzarla. Una volta predisposto il progetto, l’ultimo problema rimaneva quello del trasporto: è a quel punto che ho ricevuto la chiamata del Vigile del Fuoco Fabio Adamoli, il quale mi ha accennato che lui e i suoi colleghi sarebbero stati interessati a contribuire nella posa della croce” ha epilogato, ringraziando in particolare la famiglia lecchese Spreafico che - dopo aver perso negli anni 70 un proprio caro sulle pareti rocciose della Grignetta – ha deciso di farsi carico delle spese per la realizzazione della croce.

In rappresentanza dei Vigili del Fuoco è invece intervenuto il Comandante Provinciale del vvf Roberto Toldo, che ha personalmente invitato ad essere presenti alla posa ufficiale non solo le autorità locali ma anche i cittadini ed anticipando come tra le rappresentanze dell’alpinismo tricolore ci sarà anche Simone Moro, scalatore bergamasco e detentore del record di maggior numero di ascensioni in prima invernale sui famosi “14 ottomila”. Insieme all’alpinista ed essere ricordati in quel giorno speciale saranno anche i nomi di tutti coloro che hanno perso la vita in Grignetta: non solo gli amici del soccorso alpino Giovanni Giarletta ed Ezio Artusi scomparsi lo scorso febbraio e citati oggi anche dal responsabile della XIX Delegazione del Soccorso Alpino Lariano Luca Vitali, ma anche i tanti alpinisti che hanno lasciato le proprie impronte su quella che è stata definita una vera e propria “palestra di roccia”.
“Nessun lecchese si è mai posto il problema di chi per primo abbia messo la croce in cima alla Grignetta perché è come se questa facesse parte da sempre di quella montagna” ha proseguito Alberto Pirovano, numero uno del CAI lecchese. “L’atto che si è verificato è stato il segnale che la mancanza di rispetto del bene comune è arrivata anche sulle nostre montagne e questo deve far riflettere anche noi che guidiamo i bambini e i ragazzi nella loro crescita: la vera manutenzione deve essere quindi legata all’incuria e agli atti vandalici, e in questo senso non c’è niente di più significativo dell’idea che qualcuno come i Vigili del Fuoco che sono abituati a prendersi cura del bene più grande, ovvero la vita, si impegnino a rimettere a posto quello che qualcun’altro ha ignorantemente rovinato”.

Insieme ai veri cultori delle montagne, a mettere la propria firma sul significativo progetto di “rinascita” sono state anche le autorità e le diverse realtà dei comuni affacciati sullo sfondo della Grigna meridionale: tra questi il Presidente della Provincia Flavio Polano che ha sottolineato come questa sia “l’ennesima riprova del territorio coeso che ci contraddistingue”, il rappresentante di LTM Alfredo Polvara, Gianluca Corti di Cine Sport Events, il vicesindaco lecchese Francesca Bonacina, il primo cittadino di Mandello Riccardo Fasoli e il borgomastro di Ballabio Alessandra Consonni convinta del fatto che “oggi qui non sia stato annunciato soltanto il rimedio ad un danno subito dal territorio, bensì la riparazione ad una grave ferita inferta al corpo sociale della nostra comunità”.
A conti fatti quindi - come esposto dal coordinatore provinciale SAF Sebastiano Saggiante - sabato 23 giugno gli organizzatori disporranno così di un elicottero a gancio baricentrico capace di sostenere il peso della nuova croce e fin dalle otto di mattina si provvederà quindi al trasporto di personale tecnico SAF, di soccorritori e di Soccorso Alpino sulla vetta della Grignetta. Dopo la benedizione da parte di mons. Franco Cecchin sarà quindi posto in loco il nuovo simbolo della montagna e recuperato quello vecchio, il quale verrà trasportato nuovamente alla piazzola del Bione per dare un senso di riconsegna simbolica alla comunità del prezioso cimelio prima che esso venga collocato nella sede ritenuta appropriata. L'ultima parola spetterà quindi ancora una volta al meteo, con la speranza che dimostri la stessa collaborazione messa in campo dalle svariate facce lecchesi a capo del progetto.
F.A.
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