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Scritto Lunedì 09 luglio 2018 alle 21:39

Lecco: nel primo semestre 2018 già 8.000 pratiche 'lavorate' dall'Ufficio Passaporti. Il primo 'buco' è a gennaio 2019 ma...

2 gennaio 2019. Questa la prima data utile proposta dal sistema a chi quest’oggi, 9 luglio 2018, ha provato – tramite l’apposito portale online della Polizia di Stato – a prenotare un appuntamento per il rilascio del passaporto presso la sede distaccata della Questura di Lecco in viale Leonardo da Vinci. Sei mesi d’attesa.

“Capisco benissimo che per il cittadino che apre il pc è uno shock venire a conoscenza di una prima disponibilità così avanti nel tempo. Consiglio sempre di provare più volte a ri-accedere al sistema perché spesso si vengono ad aprire delle finestre, con caselle vuote che possono essere di volta in volta riempiete. E posso però anche assicurare che riusciamo in ogni caso ad accontentare un po’ tutti”. A parlare è la dottoressa Giuseppina Menna, da pochi mesi responsabile della Polizia Amministrativa e dunque anche dell’Ufficio Passaporti, un vero e proprio porto di mare con accesso affacciato sullo stesso androne dell’Ufficio Permessi di Soggiorno caratterizzato anch’esso da un eguale e forse ancor più intenso “traffico” di donne, uomini e bambini pazientemente in coda in attesa del loro turno, con tanto di numerino assegnato all’ingresso, dal “piantone”, con lo stesso criterio seguito dal salumiere: chi prima arriva, prima verrà servito.

“La prenotazione online è un canale. Sull’altro piatto della bilancia, spesso più pesante, abbiamo la gestione delle urgenze, con la possibilità per l’utente non registrato di presentarsi direttamente allo sportello negli orari di apertura – tutti i giorni la mattina, il mercoledì anche nel pomeriggio – documentando però il motivo dell’urgenza. Chiediamo dunque di portare, per chi ne è già in possesso, il biglietto aereo già prenotato o una lettera del datore di lavoro se si tratta di viaggi commerciali. E ancora veniamo incontro agli studenti accettati per esperienze di studio fuori dai confini nazionali o chi ha bisogno di recarsi all’estero per problemi di salute suoi o più comunemente, soprattutto per i cittadini naturalizzati, di parenti rimasti nel Paese d’origine. In tutte queste situazioni, pur dimostrandoci rigorosi, cerchiamo di dare a tutti il passaporto in tempo, alcune volte evadendo la richiesta anche in giornata o a strettissimo giro” prosegue la dirigente, ricordando come una volta raccolte allo sportello le richieste, inizi poi, a carico del personale dell’Ufficio – tre operatori ai quali al momento, essendo periodo di ferie anche per loro oltre che “periodo caldo dell’anno” è stato affiancato un aggregato, uniche forze messe in campo sia per il front office sia per il gli accertamenti – il lavoro di verifica delle condizioni stesse per il rilascio del documento. Se infatti in banca dati non risultano reati a carico dell’interessato, la pratica prosegue il proprio iter a gonfie vele, con tanto di stampa “in proprio”, sempre a carico del personale dell’Ufficio. Ostativo all’emissione del passaporto è invece il non aver saldato il proprio conto con la Giustizia, in termini di multe e ammende, motivo per il quale è necessario consultare il casellario giudiziario, facendo emergere situazioni spesso “dimenticate” dal richiedente stesso come sanzioni per infrazioni sul lavoro, reati economico-finanziari o il non aver eseguito una pena legata ad un verbale per guida in stato d’ebbrezza o a un incidente stradale colposo. Acquisito dal Tribunale quanto occorre per le verifiche, appurato che il casellario sia stato correttamente aggiornato, il mancato pagamento va notificato al cittadino che ha poi tempo per presentare le proprie controdeduzioni su tali aspetti che, se ritenuti insanabili, portano poi al rigetto dell’istanza, casi – questi – fortunatamente non così comuni nella nostra Provincia. Altra macro-categoria che richiede accertamenti particolari sono i bambini: la valutazione degli assensi per i minori – puntualizza infatti la dottoressa Menna, soprattutto in relazione a contesti famigliari già “burrascosi” – deve essere attenta, per “evitare qualsiasi tipo di abuso”.

Ad ingrossare poi le fila degli utenti dell’Ufficio sono anche i cittadini naturalizzati, formalmente stranieri che diventano italiani, avendo diritto al loro primo passaporto “nostrano”. “Sono tantissimi” conferma la funzionaria, ricordando poi le ripercussioni anche sui figli di tali soggetti.
In capo ad un anno, nel 2017, sono stati quasi 10.200 i passaporti rilasciati dalla Questura di Lecco a cui vanno sommate 1.942 pratiche di affido relative cioè a minori dei 14 anni autorizzati a espatriare temporaneamente accompagnati dai soggetti differenti dai loro genitori, quali i nonni con cui trascorreranno le vacanze in America o l’insegnante che porta una classe in gita in Spagna. Nel primo semestre del 2018 sono già poco meno di 8.000 le pratiche lavorate, con Pasqua ormai alle spalle, le ferie alle porte e Natale quasi “dietro” l’angolo, quali momenti topici di tutti gli anni, nei quali è richiesto il massimo sforzo per gli operatori (riusciti nei momenti di picco a accumulare pacchi da 80 richieste in una sola giornata di sportello) nonchè una buona dose di pazienza e collaborazione da parte dei cittadini.

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A.M.
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