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Scritto Martedì 10 luglio 2018 alle 15:25

Lecco: nasce un nuovo 'laboratorio di politica e dintorni' a sinistra, presentata 'Sconfinamenti'

Ha esordito questa mattina "Sconfinamenti", il "laboratorio di politica e dintorni" che si propone di creare un nuovo spazio di riflessione a sinistra. L'associazione, che ha la sua sede operativa presso l'Arci in via Cantù, è promossa da volti noti in provincia. Nel consiglio direttivo ci sono Isabella Lavelli, per dieci anni assessore alla Cultura del Comune di Olgiate Molgora, Riccardo Mariani, attuale delegato ai Servizi sociali di Lecco, Paolo Lanfranchi, sindaco di Dolzago, Michela Maggi, già assessore a Mandello e oggi consigliere di opposizione e Federico Amaretti, consigliere di maggioranza nel Comune di Valmadrera. Accanto a questa componente "navigata" del gruppo ci sono consiglieri alla loro prima esperienza politica: Francesco Tanzi, con la carica di vice della presidente Lavelli, Lorenzo Dell'Oro e Tommaso Agrati come revisore dei conti.

Paolo Lanfranchi, Riccardo Mariani e Isabella Lavelli

"La nostra è una scommessa" ha spiegato Mariani. "Siamo persone che arrivano da esperienze e passioni politiche diverse accomunate dall'intenzione di ribaltare la scena della politica locale ripartendo dal basso. Questa è l'esigenza collettiva da cui è nata la nostra idea: vogliamo uscire da un balbettio di formule precostituite e di veti a priori costruendo un percorso aperto e inclusivo. Non ci fermiamo davanti alla tessera dell'uno e dell'altro partito, vogliamo costruire un percorso territoriale che voglia rimettere insieme passione ed entusiasmo, percorrendo delle strade che ci portino a riunire le diverse sensibilità della politica territoriale. Noi vogliamo partire dal territorio, se poi la nostra strada si incrocerà con quella della politica nazionale o di esperienze come la nostra si vedrà, l'importante è costruire qualcosa che sia vincente non a livello elettorale ma a livello della politica. È un cantiere aperto, dove nulla è pre-costituito: noi stessi rappresentiamo l'idea di persone che hanno sconfinato rispetto alla propria appartenenza e allarghiamo a tutti questa nostra esperienza. Questo è un principio di coerenza ed etica della politica".
A spiegare la genesi di questa iniziativa la presidente Isabella Lavelli: "I nostri ragionamenti sono iniziati attorno al 4 marzo, quando ci siamo trovati a vivere una sconfitta diversa dalle altre. È stato il momento in cui ho capito che era necessario fare una riflessione profonda sulle forme, sul linguaggio e sui temi della nostra azione politica. Il nostro progetto è nato da un gruppo di persone che si sono confrontate molto in questi mesi, è un progetto inedito per il nostro territorio che incarna una necessità di cambiamento da parte di chi ha esperienze politiche e da parte di giovani. I partiti del centro sinistra vivono una crisi anche di partecipazione e coinvolgimento. Lo sconfinamento è un'idea della pratica politica è uno sforzo che abbiamo fatto e che faremo sempre di più".

Francesco Tanzi, Tommaso Agrati e Mirko Ballabio

Anche da parte di Francesco Tanzi, 21 anni, studente di statistica, l'augurio è che la realtà si allarghi: "Sono molto felice di essere in questo gruppo dove c'è un rapporto molto umano e dove si va davvero oltre la forma e l'idea del partito tradizionale. Spero che andando avanti si uniscano sempre più giovani che forse percepiscono la politica come qualcosa di distante".
Giovani ma anche amministratori locali che abbiano voglia di riflettere sulle tematiche urgenti del territorio: "La pesante sconfitta elettorale della sinistra da un lato e la deriva di odio e violenza dall'altro mi hanno spinto a cercare una nuova dimensione e in questo ambiente ho trovato lo spunto per ripensare alla politica soprattutto a livello locale - ha aggiunto Lanfranchi - Qui cerchiamo di dare una risposta ad una necessità fondamentale che è quella di avere uno spazio per il confronto su temi importanti per il territorio che spesso i sindaci sono impreparati ad affrontare. Il più delle volte il votare coscientemente in seno ad una partecipata o su un tema cimeli teleriscaldamento è affidato al buon senso del sindaco. Abbiamo bisogno di un luogo di confronto, senza preconcetti dettati dai partiti o dall'opposizione ai partiti. Non si fa l'esame del sangue a nessuno qui, l'esperienza passata di ognuno di noi ci ha reso le persone che siamo: pronte a metterci in gioco, a discutere, a sconfinare. Sto contattando gli amministratori locali affinché almeno approfondiscano cosa fa la nostra associazione", invito raccolto da Mirko Ballabio, assessore del Comune di Ello, che questa mattina era presente alla conferenza stampa come "persona interessata" a scoprire questa realtà".

La presidente Isabella Lavelli e a destra Federico Amaretti con Michela Maggi

Una prospettiva molto diversa quella di Agrati, ventenne al primo di anno di economia: "Io non conoscevo nessuno prima di entrare a far parte di questa associazione e all'inizio ero scettico. La prima volta che li ho incontrati ho trovato un gruppo che lavorava assieme, con competenza e con passione. È la mia prima esperienza politica e sono emozionato e contento".
Anche Federico Amaretti ha spiegato quali sono i vantaggi trovati in una realtà diversa da quella vissute in precedenza: "In questo gruppo uno non ha timore di parlare, cosa che nei partiti non è sempre scontato, e l'auspicio quello di coinvolgere altre persone che possano contribuire ad arricchire quello che si dice. È un'associazione che viene dal basso, noi veramente stiamo costruendo dal concreto e abbiamo bisogno del contributo attivo di tante persone, è uno spazio politico, aperto e inclusivo per chi si riconosce nei valori del centro-sinistra".
Prospettiva condivisa da Michela Maggi che ha sottolineato come "il laboratorio sia un'occasione per offrire nuovi stimoli anche a persone che come me fanno politica fin da quando avevano 16 anni.
Tanti i temi toccati dai promotori dell'iniziativa nel loro primo intervento pubblico: le motivazioni della sconfitta della sinistra, gli errori commessi, le strategie per ripartire, i temi e i valori della sinistra di oggi. "Le motivazione della sconfitta sono tante, il centro sinistra è stato diviso in questi ultimi anni perché non c'è più stato un progetto condiviso - ha detto Lavelli - Una sinistra che ha parlato una lingua vecchia e poco credibile un Pd che non è stato davvero alternativo al centro-destra. La sinistra deve stare davvero in mezzo alla gente e noi vogliamo creare tante occasioni con incontri informali, situazioni aperte, antiche e nuove forme della partecipazione. Io mi sono occupata molto di cultura e penso che il tratto distintivo del centro-sinistra debba essere la scuola e la cultura, così come la tutela dell'ambiente che sta scomparendo dall'agenda politica".
A specificare meglio l'approccio di questo laboratorio è stato Paolo Lanfranchi: "La chiave è quella di approfondire i temi e non schierarsi a priori, ‘fidandosi' di chi ne sa di più. Sull'immigrazione ad esempio il centro-destra ha cavalcato l'onda raccontando agli elettori quello che volevano sentirsi dire. Questo sarebbe un tema importante per la sinistra, su cui far capire che si può essere alternativi". A chiudere il discorso Riccardo Mariani: "La sinistra italiana è diventata televisiva e salottiera, questo ha creato un vulnus con il territorio. Bisogna cercare di avere delle proposte credibili di cambiamento, in un contesto scevro da implicazioni aprioristiche. C'è bisogno di tornare a produrre un confronto e un pensiero comune che sia degno di questo nome, bisogna prima costruire un pensiero e poi far fronte ai problemi e dare le risposte, dobbiamo ri-educarci perché la risposta di pancia non ci appartiene e quando la facciamo un regalo alla destra. Il nostro compito è quello di favorire i processi e le discussioni politiche non di scendere in campo con un nostro simbolo". "Siamo una spazio politico e non un soggetto" ha precisato Amaretti.
Nei prossimi giorni Sconfinamenti lancerà la propria piattaforma web attraverso la quale ci si potrà avvicinare e avviare un primo confronto. Il prossimo appuntamento è per il 28 settembre alla Casa sul pozzo per un'iniziativa col sociologo Aldo Bonomi.
M.V.
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