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Scritto Martedì 10 luglio 2018 alle 17:19

Lario Reti distribuisce 14 milioni di dividendi straordinari. Solo 4 dei 18 dell’ex Acel Service per investimenti

A guadagnare i comuni di Lecco e dell’hinterland. Elemosina a tutti gli altri
Poco prima della nascita formale della cosiddetta Multi-utility del Nord, che per il territorio di Lecco ha significato la fusione di Acel service e Lario reti gas in ACSM-Agam, i soci di Lario reti holding - controllante le due società - hanno deliberato lo scorso 3 maggio di “trattenere” parte della liquidità di Acel e di distribuirla in base alle loro rispettive quote. Si tratta di una somma importante: circa 18 milioni di euro, quattro dei quali sono andati a costituire un fondo per gli investimenti, mentre i restanti 14 verranno distribuiti ai Comuni soci sotto forma di dividendi straordinari: 4.621.000 euro entro quest’anno, 6.242.000 euro entro il prossimo e 3 milioni nel 2020.
Questo comporta per i bilanci di previsione delle amministrazioni locali coinvolte “entrate non previste” per i prossimi tre anni. Nel caso dei Comuni che hanno una quota “importante” in Lrh si tratta di una cifra cospicua. Per Lecco, ad esempio, che con il 23,39 per cento è il maggior azionista della società di via Fiandra, i dividendi straordinari valgono 3.242.555,70 euro: poco più di un milione quest’anno, poco meno di un milione e mezzo l’anno prossimo e 700mila euro nel 2020. Valmadrera invece con il 6,99 per cento di quote di Lario reti holding ha approvato una variazione di bilancio di quasi un milione in tre anni; 950mila euro andranno a Galbiate e poco più di 900mila a Mandello del Lario. A seguire i Comuni che si attestano attorno al tre per cento: Olginate avrà mezzo milione, Bellano 461mila, Civate 421mila, Merate 408mila e Ballabio 404mila euro. Per quei soci che detengono quote minori, l’operazione non avrà un impatto così evidente sui bilanci. Si tratta però della stragrande maggioranza dei Comuni - 60 su 87 - che possiede infatti meno dell’un per cento delle azioni di Lario reti holding. Per questi il contributo straordinario si concretizzerà in una cifra compresa tra i 1300 euro (il caso di Airuno che ha lo 0,01 per cento) e gli 85mila scarsi in tre anni (l’esempio di Cesana Brianza che ha lo 0,61 per cento).

La cifre massime e minime "in ballo"

Abbiamo chiesto a Marco Canzi, membro del Consiglio di amministrazione di Lrh e da poco nominato consigliere di ACSM-Agam, se queste risorse potevano essere destinate diversamente: “È una questione delicata. La richiesta di trattenere parte della liquidità di Acel è stata fatta dai soci e sostenuta dal Cda, come utilizzarli è stata una decisione presa dai soci. Noi come Cda abbiamo suggerito di investire queste risorse in progetti con un’ottica pluriennale soprattutto nell’ambito dell’innovazione specifica per le attività di Lrh perché questo crea un volano oppure in attività che andassero a beneficio di progetti territoriali. In parte questa istanza è stata accolta, perché quattro dei 18 milioni sono stati destinati a progetti di investimento, la parte preponderante è stato deciso che venisse distribuita. Io sono contento che una parte sia rimasta in capo alla società per progetti di innovazione o di sostegno alle attività culturali del territorio, lo ritengo già un ottimo risultato. Si poteva fare di più? Non lo so, ma questa decisione non ha precedenti”.
Resta il dato di fatto che una somma di 18 milioni, realizzata nel corso degli anni da una società pubblica attraverso le bollette pagate dai cittadini per la fornitura del gas e dell’energia elettrica, poteva essere interamente investita in progetti territoriali di respiro sovra-comunale e fare davvero la differenza per tutti i cittadini della Provincia. Invece questo “tesoretto” si è frammentato tra 87 soci, per la maggioranza dei quali non influirà sul bilancio nemmeno per l’uno per cento.
Manuela Valsecchi
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