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Scritto Giovedì 19 luglio 2018 alle 08:16

Lecco, i dati e l'assessore Bonacina sconfessano Valsecchi: nessun rapporto causa-effetto tra i ricorsi e le righe in centro

Gli “spregnaconi” agiscono di pancia. I “craponi”, anche davanti all’evidente impatto antiestetico, vogliono andare oltre, cercando di capire senza fermarsi all’apparenza e alla critica facile. Facciamo parte, senza vergogna, sia della prima quanto, soprattutto, della seconda categoria. Sollevato il polverone - dando voce allo scetticismo di commercianti e passanti - sul “caso” delle strisce bianche tracciate sul porfido del centro cittadino per delimitare le aree di parcheggio riservate ai mezzi autorizzati a sostare all’interno della ZTL, abbiamo scelto di lasciare poi da parte lo sconcerto per l’effetto “pugno in un occhio” delle righe di vernice dipinte nel salotto buono lecchese, per “indagare” sull’effettiva necessità di servirsi delle stesse. Abbiamo deciso insomma di metterci la testa. La nostra. E lo abbiamo fatto stuzzicati dal sermone inviatoci dell’assessore delegato alla Viabilità Corrado Valsecchi intitolato “Etica ed estetica”, una sorta di predica (non richiesta) a cui abbiamo dato volentieri un “pulpito”.
Scrive l’esponente di Appello per Lecco: “Il provvedimento temporaneo di mettere le strisce é più una necessità di Polizia Municipale che di Viabilità, in quanto la mancanza di una completa segnaletica verticale ed orizzontale consente ricorsi degli automobilisti sanzionati che sistematicamente vengono impugnati”.

Corrado Valsecchi e Francesca Bonacina

E’ venuto spontaneo chiedersi: ma quanti saranno stati i ricorsi presentati? 3 quelli pendenti per l’anno 2017. 4 quelli depositati in relazione ad accertamenti datati tra il primo gennaio e il 15 luglio 2018. Non ci è dato sapere la ragione dell’impugnazione. Ammesso e non concesso che sia legata all’assenza di strisce, il “sistematicamente” usato dall’assessore già appare fuori luogo, facendo vacillare fino ad affondare come una barchetta di carta in mezzo ad una tempesta oceanica, la necessità di prevenire le “beghe legali” quale motivazione posta a giustificazione della scelta di “rigare” la parte alta di via Cavour, le due piazze alle estremità e perfino l’area a ridosso della chiesina di via Mascari (perché il parcheggio ai piedi dei gradini di Santa Marta non si poteva proprio proprio evitare…).
“Il riordino delle soste all’interno della ZTL del centro è di ottobre 2017” ci ha spiegato - telefonicamente, indispettito - Valsecchi, invitandoci a prendere in considerazione il periodo successivo, nel quale “la gente continuava a parcheggiare in maniera disordinata, si chiedeva ai vigili di fare le multe e il Corpo ha risposto che non si poteva arrivando a sospendere l’attività sanzionatoria”. Quindi, prendendo per vero ciò, il numero di verbali elevati dovrebbe essere andato a picco. Ed invece: 372 le violazioni alla sosta accertate nel 2017 in centro, 933 i verbali elevati da gennaio all’altro ieri nell’area ZTL-APU. Riassumendo: al netto di 8 multe “stralciate” per difetti tecnici, lo scorso anno sono stati contestati 3 accertamenti su 372. In sei mesi e mezzo del 2018, i contenziosi aperti sono 4 su 933 verbali, non pochi anche tralasciando il confronto con il 2017, magari viziato da una non perfetta coincidenza dei tra i dati estratti dal gestionale della PL.

Destinata ad inabissarsi, a questo punto, sembrerebbe essere solo la credibilità di Valsecchi, pronto a urlare “state tranquilli che tanto le strisce restano, non c’è alcuna intenzione di toglierle” messo davanti all’evidenza e “sbugiardato” poi a distanza, con molta più tranquillità e compostezza, non solo dai numeri ma anche dalla collega di Giunta Francesca Bonacina, titolare dell’assessorato alla Polizia Locale. A commento dei dati forniti dal Comandante, il vicesindaco ha voluto infatti puntualizzare come “non c’è un rapporto di causa-effetto tra i ricorsi e le righe”, spiegando il lavoro portato avanti in questi mesi non con l’intenzione di difendere le – indifendibili – strisce quanto piuttosto di dare evidenza allo sforzo fatto dall’amministrazione comunale per conciliare esigenze diverse e trovare il giusto equilibrio tra le richieste dei residenti e quelle dei commercianti, arrivando a impostare un riordino delle aree di sosta e prima ancora degli accessi risultato “molto faticoso”. “Il concreto avvio della nuova regolamentazione della ZTL si è avuto nel 2018: nel primo periodo abbiamo autorizzato una “messa in mora” per consentire a tutti gli utilizzatori di avere ben chiaro i termini delle novità introdotte, per evitare vessazioni anche a chi per scarsa predisposizione, interesse o altro, non si è subito informato circa i cambiamenti. Data la necessaria visibilità all’operazione, è scattato un periodo di attenzionamento particolare delle soste: la Polizia Locale è infatti quell’organismo che può aiutare a far entrare nel costume la pratica del corretto “uso” della ZTL. Questo periodo ha permesso di essere ancora più chiari nelle nostre intenzioni e per evitare zone grigie si è poi deciso di potenziare ulteriormente la segnaletica con le strisce” ha asserito, insistendo sulla volontà iniziale di “non vessare” i fruitori della ZTL, perseguendo al contempo l’obiettivo – condiviso da tutti i portatori di interesse – di creare ordine. E i ricorsi? “Al massimo le righe ci aiutano a prevenirli”, con buona pace di Valsecchi e delle sistematiche impugnazioni di cui non parrebbe esserci effettiva traccia.
A.M.
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