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Scritto Giovedì 09 agosto 2018 alle 10:53

Il buono delle tasse e il brutto del tax free day

Cara Leccoonline,
“Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l’istruzione e l’ambiente”.
Lo disse, quasi 10 anni fa, una persona per bene, che si chiamava Tommaso Padoa-Schioppa.
E’ più scomoda e oggi come oggi rivoluzionaria.
Rivoluzionaria e inascoltata. Non messa in pratica dai più, ignorata dal resto degl’italiani. Se tutti pagassero quello che devono pagare, starebbero meglio i tanti che stanno peggio. Padoa Schioppa aveva ragione. Ha ragione.
Ebbe torto nell’esprimersi con schietto realismo in un Paese dove il realismo è sconosciuto e gli schietti quasi.
Un Paese in cui molti pensano che la cosa pubblica sia di tutti, e però a mantenerla non tutti si debbano sentire chiamati.
Un Paese d’individualisti ostili al collettivismo, salvo che nelle circostanze in cui serva alla loro individualità.
Mi vengono sempre in mente queste parole dell'ex Ministro, ogni qual volta leggo di classifiche sulle tasse, lamenti sull'entità e quell'orribile imperituro e diseducativo grido del tax free day nazionale che in questi giorni sta riempiendo le pagine dei giornali tra una notizia di calciomercato e una di sfruttamento e morte di lavoratori stranieri.
Per la provincia di Lecco si legge che le piccole imprese del territorio hanno, fino al 4 agosto, "sgobbato solo per pagare le tasse".
Li sentite tutti, i vostri gli oohhh di lamento e indignazione?
Perché è inutile far finta, è questo lo scopo primo di queste classifiche, di queste notizie.
Far montare l'indignazione.
Destano molta meno attenzione invece i dati della Guardia di Finanza.
Non voglio arrivare al punto di ricordare i 150 miliardi di euro di evasione, annui, in Italia.
Mi limito a due sottolineature.
La prima è che la Gdf di Lecco ogni, anno, tutti gli anni, fa un elenco impietoso, solo ultimo anno la scoperta di 84 evasori per oltre 58 milioni di euro (qui l'articolo completo)
La seconda cui tengo di più è che sarebbe ora di
ri-cominciare a ritenere in primis le Tasse lo strumento che lo Stato e l’Ente pubblico in generale – ha per ridistribuire la ricchezza ed erogare i servizi.
Siamo favorevoli, per chi ha un ordinario senso civico, nel ritenere corretto che più alto è il reddito prodotto, proporzionale (progressiva) deve essere la tassazione?
Nei Paesi scandinavi la tassazione è di gran lunga più elevata, per fare degli esempi.
Da qui allora proviamo ad andare oltre: riteniamo che i servizi erogati, siano adeguati? Se non ci soddisfano, ed a me non soddisfano, forse dobbiamo lamentarci di questo. Che non è la stessa cosa di “Torchiati. Tartassati e spremuti”.
Paolo Trezzi
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