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Scritto Giovedì 09 agosto 2018 alle 15:52

Valmadrera: lettera per far rimanare il parroco, prossimo alla partenza

È trascorso poco meno di un mese da quando è stata data notizia del trasferimento di Don Adelio Brambilla - arrivato in paese solo da quattro anni - che lascerà l'incarico per diventare parroco di Cocquio Trevisago, in provincia di Varese. Al suo posto, da settembre, arriverà invece Don Isidoro Crepaldi, 55 anni, nativo di Carate Brianza e ad oggi decano di Erba e parroco di Monguzzo, già coadiutore nel lecchese a Maggianico.
L'annuncio alla comunità di Valmadrera l'aveva dato Monsignor Maurizo Rolla, prima in una riunione straordinaria del Consiglio pastorale e poi ai fedeli al termine della Santa Messa delle 18.00 di sabato 14 luglio, e aveva sin da subito destato grande stupore, spiazzando la maggior parte dei parrocchiani, legati a Don Adelio per la sua umanità, ai numerosi interventi da lui effettuati presso la comunità e alle sue buone opere.
Alcuni fra loro - tra cui l'ex consigliere comunale Guido Villa -, spiazzati dalla decisione della Curia milanese, hanno deciso di scrivere direttamente alla Diocesi per chiedere delucidazioni in merito al trasferimento del sacerdote: "Ho deciso autonomamente di contattare l'Ufficio Comunicazione", ha spiegato Villa. "Don Adelio, in soli quattro anni, ha introdotto diverse novità che - come si sa - hanno diviso i parrocchiani, portando a diverse frizioni: ad esempio, non è stata compresa la decisione di unificare gli oratori maschile e femminile, così come quella di modificare la formula del Padre Nostro ("non abbandonarci alla tentazione" in luogo di "non ci indurre in tentazione", ndr.)".
Questo è quanto Villa ha scritto nella giornata 3 venerdì agosto all'Ufficio Comunicazione della Diocesi:
"Mai, in vita mia, avrei pensato di scrivere alla mia Diocesi, per dovermi dolere di qualche cosa. Evidentemente per ogni cosa c'è una prima volta. Non so chi abbia deciso che il nostro Parroco, Don Adelio Brambilla debba essere mandato altrove dopo solo quattro anni di permanenza nella nostra Parrocchia.
Da quando Don Brambilla è arrivato qui è stato in grado di gettare le basi di una vera e propria comunità da troppo tempo sonnacchiosa e legata solamente alle tradizioni e alle consuetudini, coinvolgere persone nella vita parrocchiale, me per primo, che mai si sarebbero avvicinate al volontariato e alle pratiche religiose, rompere schemi consolidati e far germogliare nuove idee e speranze, ricostruire una realtà da troppo tempo divisa, dare corso a nuove iniziative culturali e comunitarie mai viste, fare sì che la carità non fosse qualcosa di facoltativo, impegnarsi nella ricostruzione di strutture fatiscenti da anni, portare a termine i restauri della Parrocchiale in corso da decenni. Molto altro si potrebbe citare, ma il "magone" ha il sopravvento su tutto.
Ora Voi ce lo togliete. E in che modo! Non so
- conclude Villa - chi leggerà e se qualcuno prenderà in considerazione queste mie parole, spero solo che il mio scritto sia di aiuto al mio Parroco e alla mia ritrovata Parrocchia".

Don Adelio Brambilla era stato oggetto di discussione tra i parrocchiani sin da suo arrivo, a seguito della "vertenza" con la corale di Santa Cecilia, dell'introduzione di chierichetti femmine, del giro di vite sulla celebrazione di battesimi, matrimoni e funerali. Il parroco ha poi rilanciato il Cinetratro ArteSfera, cinema parrocchiale al quale ha apportato numerose migliorie.
"La notizia del suo trasferimento è stata improvvista, è piovuta a ciel sereno, è immotivata e, soprattutto, immeritata. Don Adelio aveva ancora numerose iniziative in serbo per la collettività ed è un vero peccato che non possa portarle a termine, specie perché dei semplici cambiamenti positivo non giustificano la scelta della Curia. Ho ricevuto risposta da Rolla proprio questa mattina
- ha proseguito Villa - ma non posso riferire quanto mi è stato comunicato: purtroppo la decisione è stata presa".
Il Consiglio pastorale ha in ogni caso espresso profonda gratitudine per questi quattro anni con don Adelio segnati da profonda spiritualità e dalla ricchezza di proposte innovative". Diverse persone, a partire dal coadiutore don Tommaso Nava e dalle religiose della Comunità sacramentina, hanno ribadito di essere stati valorizzati dal parroco, sottolineando l'esigenza di una continuità, oltre il mutare dei riferimenti. 
M.C.
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