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Scritto Lunedì 13 agosto 2018 alle 16:28

Varenna capitale del turismo: la storia della sua passerella

Varenna sempre più consolidata capitale del turismo  in provincia di Lecco? La risposta non può che essere positiva, considerando il movimento sempre crescente di turisti italiani e stranieri lungo la passeggiata del lungolago e nell’attracco della Navigazione Lariana, sul piazzale dedicato all’indimenticabile sindaco Ezio Venini, grande cultore e sostenitore della storia, delle tradizioni e delle singolarità della sua Varenna.

    C’è da ricordare che già nella primavera 1966 il Giornale di Lecco tornava a rilanciare, con l’articolo “Varenna ha bisogno della passerella a lago”, un progetto ventilato per la prima volta oltre dieci anni prima nel 1954. Il settimanale lecchese scriveva “Allo stato attuale la situazione è la seguente: il Comune di Varenna ha già regolarmente ottenuto nel 1963 la concessione demaniale valida trent’anni per la strada pedonale a lago. Il progetto è stato redatto a cura dell’Ufficio Tecnico della Comunità Montana della provincia di Como, su idee e studi del consigliere comunale di Varenna arch. Giorgio Madini Moretti”.

    Il menzionato settimanale scriveva, altresì, “Consci di questa situazione, gli attuali civici amministratori di Varenna hanno richiesto l’aiuto solidale della Provincia e dello Stato, perché il problema, per essere affrontato e risolto con successo, richiede un sacrificio ed uno sforzo che potrebbero essere sopportati soltanto solidarmente e comunitariamente. Allo stato attuale le prospettive sono pienamente positive e le speranze, perciò, di realizzazione dell’opera sono per riposte e ben fondate”.
    L’inaugurazione, come noto della passerella a lago avvenne nel febbraio 1983, quando era sindaco il compianto Giorgio Monico. Diverse volte, nel periodo trascorso, organi di informazione erano tornati a sottolineare l’esigenza della nuova struttura per salvare e rilanciare il turismo locale; si sottolineava quanto mai necessaria ed attesa la costruzione “di una strada pedonale a lago tra il nucleo di Varenna, tanto tipico e caratteristico, e la località di Olivedo”.

    Il tempo ha dato ampiamente ragione: l’iniziativa aveva importanza capitale per il futuro di Varenna.
    C’è da ricordare, che oltre lo stupendo panorama che si apre sul centro lago e sulla punta antistante di Bellagio, la passerella detta anche del “Menaggino” (il forte vento del centro Lario, proveniente dai monti di Menaggio), può condurre alla scoperta di un tesoro “nascosto” di Varenna. Dai portici della Riva Grande, salendo verso il centro del nucleo abitato, si raggiunge l’antichissima chiesetta di San Giovanni, costruita intorno all’anno 1000, ma consacrata nel 1151.

L’edificio ha visto un radicale restauro e recupero nel 1966/1967, con lavori progettati dal noto pittore Giannino Grossi, con la consulenza specifica della Sovraintendenza ai Monumenti della Lombardia. I lavori sono stati eseguiti dall’Impresa Valassi. La cerimonia di inaugurazione di San Giovanni Battista venne presieduta dall’arcivescovo mons. Diego Venini, nativo di Varenna, elemosiniere segreto in Vaticano dell’allora pontefice Paolo VI, dopo aver avuto altri importanti incarichi con pontefici precedenti. L’allora Conservatore dei Civici Musei di Lecco, prof. Antonio Balbiani, di Mandello, ebbe a scrivere in occasione della cerimonia di inaugurazione “A Varenna si è fatta opera di civiltà, e quindi, d’arte restaurando il San Giovanni. Ci si permetta ricordare che la vecchia chiesa venne costruita per accogliere le popolazioni fuggite dall’Isola Comacina; è sintomatico che sull’isola ci fosse il culto di San Giovanni e che allo stesso culto venne dedicata la chiesetta di Varenna”. Antonio Balbiani concluse “Siamo contenti di complimentarci con i varennesi perché hanno saputo restituire un monumento all’arte comacina.”. Un monumento che potrà essere visitato concludendo la camminata sulla “passerella a lago”.
Aloisio Bonfanti
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