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Scritto Lunedì 13 agosto 2018 alle 18:41

Lecco, Centro Ilizarov: in 10 immagini un anno di lavoro per 'raddrizzare' la gamba di un bimbo, regalandogli un futuro migliore

Il dr. Guerreschi
Responsabile del centro Ilizarov
dell'Ospedale Manzoni di Lecco
Nella sua lunga carriera lavorativa, il dottor Francesco Guerreschi, classe 1954, ne ha viste indubbiamente tante ma quando gli chiediamo di mostrarci con un “esempio” cosa, attraverso il metodo Ilizarov riesce a fare, ancora si “illumina”, pur minimizzando poi in relazione a ciò che, agli occhi di chi è più vicino al paziente che al medico, per conoscenze e vissuto, appare straordinario.
Il caso clinico che ha scelto di condividere con noi – e che per complessità e risultato sarà probabilmente oggetto di una pubblicazione scientifica – è quello di un bimbo di soli 9 anni, di origine africana – dettaglio non insignificante vista l’incidenza di problematiche di questo tipo tra quella popolazione, per questioni legate alle condizioni di vita e all’impossibilità in determinati contesti di intervenire precocemente – affetto da morbo di Blount, patologia che in tenera età colpisce il ginocchio determinandone una progressiva deformità in varismo, con una serie di ulteriori problemi a complicarne il quadro.
Per evitare di cadere in tecnismi – non masticando il “medicalese” –  per descrivere il “miracolo” compiuto, tra calcoli iniziali e aggiustamenti strada facendo, lasceremo parlare le immagini: non serve infatti essere medici per notare la “trasformazione” nell’arco di un anno della gambetta “da cavallerizzo” del piccolo, in origine in posizione innaturale e di almeno due centimetri più corta rispetto a quella sana, con tutte le conseguenze del caso, non solo chiaramente a livello estetico ma anche e soprattutto funzionale. “Siamo intervenuti con la tecnica tradizionale e l’uso di nuove placche per la cartilagine” ha spiegato Guerreschi, scorrendo slide in cui, visita dopo visita, l’arto progressivamente torna diritto, allungandosi anche fino a compensare completamente la difformità, sfruttando la capacità che anche solo a parole, per il profano, sa di “impossibile”, di “plasmare l’osso a piacimento”.
Ed ora sotto ai fratellini. Risolto il problema del più grandicello, la stessa strada dovrà probabilmente essere percorsa anche dal minore. Per poi correre insieme, sulle loro gambette “magicamente” corrette.

IN 10 SLIDE UN ANNO DI "TRASFORMAZIONE":

A.M.
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