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Scritto Venerdì 31 agosto 2018 alle 19:44

Provincia: tra due mesi si vota per il successore di Polano, solo 34 i sindaci 'papabili'. L'esito non così scontato come 4 anni fa

31 agosto - 31 ottobre: mancano esattamente due mesi alla chiamata alle urne per la rielezione del presidente della Provincia. Un appuntamento segnato in agenda soltanto da sindaci e consiglieri comunali, unici titolari del diritto di voto, essendo Villa Locatelli ente di secondo livello per effetto della Legge Delrio, secondo le cui storture, a questa tornata, saranno soltanto 34 su 88 i primi cittadini candidabili quali successore di Flavio Polano. "Sono - infatti - eleggibili a Presidente i Sindaci della Provincia, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni" recita il comma che "taglia le gambe" ai 54 borgomastri "in scadenza" nel 2019, con asticella rialzata a 12 mesi dall'ultimo provvedimento governativo.

I 34 SINDACI CANDIDABILI

Se 4 anni fa, secondo le logiche della rappresentanza politica, ponderata in base al peso specifico di ciascun comune (Lecco fa parte dei "grandi elettori", Valvarrone dei "piccoli", con incidenza differente chiaramente), l'esito della prima consultazione secondo il modello Delrio era così scontato in favore del centrosinistra da lasciar correre Flavio Polano da solo, a questo giro, a due mesi dal voto, i contatti, tanto all'interno di uno schieramento, tanto all'interno dell'altro, parrebbero essere piuttosto fitti per trovare il cavallo su cui puntare, un cavallo pronto a immolarsi - in caso di elezione - in una posizione certo di prestigio ma con un incarico non retribuito, tra le mille grane di un ente depauperato delle necessarie risorse. Le recenti votazioni di Calolzio con il "cambio della guardia" tra filo-piddini e Lega (con Fi e Fdi al seguito) e prima ancora i passaggi di colore decretati dalla tornata del 2016 (Brivio, Olgiate, Colico solo per citarne alcuni...) hanno reso meno sicuro il vincitore, anche se, con un elettorato di sole 800 unità (circa), i conti per gli strateghi della politica non dovrebbero essere difficili da fare.

Sopra Davide Maggioni, Federico Airoldi, Bruno Crippa, Antonio Rusconi.
Sotto Riccardo Fasoli, Antonella Invernizzi, Bruno Polti, Monica Gilardi

Sparando nel mucchio, immaginiamo uno scontro, a sud della Provincia, tra tecnici: Davide Maggioni, borgomastro di Sirtori e presidente dell'assemblea dei sindaci del casatese, "vs" Federico Airoldi, primo cittadino di Brivio che, a due anni dall'ascesa alla poltrona, dopo un lustro in minoranza, potrebbe già fare un ulteriore balzo in avanti nel cammino politico. Per il centrosinistra, intramontabile sembrerebbe poi essere il nome di Bruno Crippa, sindaco di Missaglia e già consigliere in Provincia nonché quello di Stefano Motta di Calco che partirebbe però in posizione di outsider come Daniele Villa di Robbiate. Nel centrodestra, rimanendo, dopo Airoldi, tra i "giovani", c'è chi punta su Antonio Rusconi di Bellano o Riccardo Fasoli di Mandello mentre potrebbe farsi avanti anche Bruno Polti, fresco di riconferma alla testa di Oliveto, con la strada apertagli da Dante De Capitani che ha già abdicato al ruolo del candidato, lasciando a Marco Ghezzi (Calolzio), Alessandra Consonni (Ballabio) e Monica Gilardi (Colico) il posto da papabile in quota Lega. Con quest'ultime due, se Villa Locatelli volesse tingersi di rosa, resterebbero in lizza soltanto Giovanna De Capitani (Cernusco), Elide Codega (Premana), Simona Cantini (Sueglio), Roberta Trabucchi (La Valletta Brianza) e Antonella Invernizzi di Morterone, forse la più "quotata", pur rappresentando il paese più piccolo e dunque meno "influente".
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