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Scritto Martedì 11 settembre 2018 alle 17:13

Valmadrera: la P.L. ed il consulente del PM ricostruiscono in tribunale il sinistro in cui morì a 76 anni Gabriella Cadenazzi

Gli agenti della PL - con i vigili del fuoco - sul luogo dell'incidente
A distanza di due anni e mezzo dall'incidente nel quale morì la malgratese Gabriella Cadenazzi, è entrato nel vivo quest'oggi il procedimento penale che vede imputato Mario R., alla guida dell'autoarticolato che all'incrocio semaforico tra Via Roma e Via 25 Aprile a Valmadrera, investì l'anziana.
Un'istruttoria particolarmente dedicata e complessa quella che si sta celebrando dinnanzi al giudice monocratico Enrico Manzi con l'obiettivo di chiarire la dinamica del sinistro accertando le eventuali responsabilità in capo al camionista residente a Civate, imputato per omicidio stradale (ai sensi dell’articolo 589 bis c.p.).
Difeso dall'avvocato Maurizio Valenti del foro di Bergamo, l'uomo ha infatti deciso di affrontare il dibattimento in aula, senza ricorrere ad eventuali riti alternativi, convinto probabilmente di poter dimostrare come il sinistro costato la vita all'anziana non sia stato altro che una tragica fatalità.
Il primo a sedersi al banco dei testimoni per rispondere alle domande formulate in primis dal sostituto procuratore Silvia Zannini, è stato l'agente della polizia locale di Valmadrera Andrea Donadoni che insieme al comandante Cristian Francese era stato chiamato - nella tarda mattinata del 18 maggio 2016 - a rilevare il sinistro. Arrivati in posto, per la donna non c'era già più nulla da fare, mentre il camionista, affidato alle cure dei sanitari del 118, appariva sotto choc.
''Subito abbiamo cercato eventuali testimoni che potessero aver assistito ai fatti'' ha riferito in aula l'agente, precisando poi che il conducente dell'autoarticolato, sottoposto al test per accertare l'eventuale assunzione di alcool o droghe, era risultato negativo.
Secondo la ricostruzione della PL valmadrerese - grazie alle testimonianze raccolte - l'autocarro era fermo al semaforo rosso, proprio mentre Gabriella Cadenazzi stava attraversando la strada da sinistra verso destra. La 76enne era uscita dalla farmacia e si stava portando dall'altro lato della carreggiata, verso il marciapiede. Proprio in prossimità di quest'ultimo sarebbe però avvenuto l'impatto con il camion, dall'esito purtroppo mortale per l'anziana residente a Malgrate. L'agente Donadoni ha riferito che la donna attraversava con tutta probabilità piuttosto lentamente, in quanto portava con sè dei sacchetti della spesa. Il punto d'urto invece, è stato individuato in prossimità della ruota anteriore destra del mezzo pesante che avrebbe schiacciato la donna, senza lasciarle scampo. Nel rispondere alle domande poste dalla difesa, l'esponente della PL ha ritenuto verosimile che l'anziana potesse essere già a terra - in quanto vittima di un'eventuale caduta o di un malore - quando è avvenuto l'impatto.  In questo caso l'autista non si sarebbe accorto della presenza della donna e allo scattare della luce verde del semaforo sarebbe ripartito, travolgendola.
Un'analisi (presunta ) dei fatti che è stata però smentita dall'ingegner Domenico Romaniello, consulente del pubblico ministero che, basandosi sui rilievi della polizia locale di Valmadrera, ha ricostruito in una relazione la dinamica del sinistro mortale. A suo parere l'investimento non può essere avvenuto lateralmente: Gabriella Cadenazzi sarebbe stata travolta dalla parte anteriore destra del camion che, al momento dell'impatto viaggiava ad una velocità di 7.5 km/h. La donna, che non attraversava sulle strisce pedonali - dal momento che la salma è stata rinvenuta molto più avanti - a suo dire era in posizione eretta e quando è avvenuto l'impatto con l'autoarticolato stava completando l'attraversamento. L'assenza di segni sulla carrozzeria del mezzo, ma soltanto di tracce al di sotto del paraurti e in prossimità della parte interna dello pneumatico ha infatti spinto il consulente della Procura ad escludere che l'impatto sia avvenuto lateralmente. A detta dell'ingegner Romaniello infine, l'autista avrebbe potuto vedere senza difficoltà - dallo specchietto anteriore - la donna in transito a piedi davanti al suo mezzo, poichè la visibilità non era impedita.
Una versione dei fatti che si preannuncia differente da quella che presenterà nel corso della prossima udienza il consulente della difesa. Si torna quindi in aula il 19 dicembre anche per l'esame dell'imputato e la discussione finale.
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G.C.
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