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Scritto Mercoledì 12 settembre 2018 alle 11:03

Lecco, teleriscaldamento: in commissione la convenzione per le aree interessate dall'impianto, opposizioni all'attacco

Si torna a parlare di Teleriscaldamento. La commissione Bilancio del Comune di Lecco ieri sera ha infatti discusso la convenzione che il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare tra meno di quindici giorni, assieme ai Comuni di Valmadrera e Malgrate, con Silea Spa per la gestione del "servizio". Infatti, una volta che sarà realizzata la centrale del teleriscaldamento, essa dovrà essere collegata alle future utenze tramite tubature che passeranno attraverso i tre Comuni e sotto l'Adda. Prima che vengano affidati i lavori per la realizzazione di tutto l'impianto, è quindi necessario "regolamentare lo svolgimento in modo coordinato e in forma associata delle attività propedeutiche e strumentali del partenariato pubblico privato per l'affidamento della concessione di costruzione e gestione" di centrali e tubi per almeno 35 anni. Con la convenzione quindi Lecco, Valmadrera e Malgrate autorizzano Silea a operare in qualità di stazione appaltante per la realizzazione delle infrastrutture che insisteranno sui rispettivi territori e a svolgere la funzione di controparte del contratto di servizio che Silea andrà sottoscrivere con il concessionario. Infatti non sarà la partecipata valmadrerese ad occuparsi della realizzazione e della gestione del teleriscaldamento, ma un soggetto privato e/o pubblico che si farà promotore di un Project Financing. Alla manifestazione di interesse si sono candidate sei realtà, che verranno invitate a partecipare alla gara, quando sarà bandita.
A spiegare il percorso che ha portato al documento in esame il sindaco Virginio Brivio: "Si tratta di una convenzione tra le Amministrazioni comunali di Lecco, Valmadrera e Malgrate con Silea, che disciplina un servizio nuovo e di rilevanza pubblica, all'interno del progetto più generale che l'assemblea di Silea ha individuato nel luglio 2017. In occasione del rinnovo del Cda di Silea è stato approvato un indirizzo di carattere generale che poneva delle criticità sull'attuazione dell'Aia, rinviandola allo scorso anno, nel corso del quale sono stati sottolineati due elementi: la prescrizione vincolante dell'Aia - Autorizzazione integrata ambientale, che a fronte della richiesta del forno di aumentare la capacità di incenerimento, ha raccomandato di individuare una strategia perché l'energia prodotta non venisse dispersa - da parte della Regione Lombardia non è mai venuta meno, ma i soci hanno individuato la possibilità di disgiunzione tra inceneritore e teleriscaldamento, che si è tradotta nella esplicita indicazione di immaginare il nuovo impianto senza l'alimentazione a rifiuti. Quindi l'elemento della connessione - rifiuti e teleriscaldamento - può avere un arco temporale collegato alla scadenza dell'Aia: dopo il 2032 dovrà funzionare con altre fonti non fossili. Il secondo elemento di novità è invece legato al fatto che Silea esce dalla gestione del teleriscaldamento, perché la procedura di realizzazione avverrà con la finanza di progetto, con l'individuazione di un partner che si assume la realizzazione e la gestione della rete. Si tratta ora di andare alla gara vera e propria. Prima di questa operazione le amministrazioni comunali fisicamente interessate devono esprimere il proprio consenso tramite la convenzione che disciplina i rapporti tra i Comuni che sono interessati dalla realizzazione dell'impianto".
Gli esponenti dei comitati contro il teleriscaldamento presenti in Aula
Subito critica l'opposizione che in maniera compatta giudica un'accelerata la sottoscrizione della convenzione, come anche i movimenti che da sempre si oppongono al teleriscaldamento suggerendo invece delle politiche per una migliore gestione dei rifiuti - il Coordinamento lecchese rifiuti zero, il comitato Spegniamo il forno - che hanno manifestato la loro contrarietà in aula. Mozione d'ordine per Alberto Anghileri (Con sinistra cambia Lecco): "Serve una discussione politica sul teleriscaldamento, bisogna ridiscuterne in Consiglio, perché se si approva questa convezione l'opera avrà la strada spianata".
Il pentastellato Massimo Riva si dice d'accordo con l'ex sindacalista, ma vuole anche entrare nel merito degli indirizzi indicati dal Consiglio comunale e da Regione Lombardia: "Il 23 luglio interrogavamo il sindaco in Consiglio comunale sul tavolo tecnico, il quale avrebbe dovuto fare approfondimenti di cui non sappiamo nulla ancora, se non alcuni dati preliminari sullo studio epidemiologico. Le valutazioni, gli scenari alternativi, non ci sono stati resi noti. L'Aia del 2007 è figlia di una scelta scellerata: si scelse di raddoppiare la capacità di incenerimento del forno nell'illusione che i certificati verdi sarebbero durati in eterno, invece sono finiti, con il risultato che ci ritroviamo la prescrizione del teleriscaldamento. Chiedevamo di fare un confronto tra le emissioni delle caldaie esistenti a metano e quelle che comporterà il riscaldamento con il teleriscaldamento, ma non ne sappiamo niente. Prima di compiere qualsiasi investimento bisogna fare degli step e provare delle strade alternative. Noi non abbiamo fatto passi avanti nel recupero dei rifiuti, nella raccolta differenziata e nel risparmio energetico. Il percorso che stiamo portando avanti non è in conflitto con la prescrizione della commissione Ambiente dell'Unione europea? Noi dobbiamo pensare a porre un termine a quell'impianto. La convenzione, per venire al punto odierno, è indeterminata e io non la voto per nulla. Si delega in bianco e poi ci si trova con qualcosa che andare a smontare è oneroso. Se nella prossima legislatura si deciderà di non dare più corso all'opera, saremo tempo e defilarci? Non trovo giusto che una decisione presa a colpi di maggioranza vincoli chi verrà dopo vita natural durante. Alla fine della concessione i tubi restano ai Comuni, ma la centrale? Nel documento si legge che ‘il necessario titolo autorizzativo sarà rilasciato dai competenti uffici comunali, previa presentazione del progetto esecutivo approvato da Silea Spa', ma ancora di progetti non ce ne sono e quando ci sarà, sarà troppo tardi. Nella delibera si fa riferimento ad un piano economico finanziario asseverato che è superato, perché Silea non si farà carico della centrale, com'è previsto lì. Serve quindi un nuovo piano industriale, anche nella manifestazione di interesse con la quale si è cercato in via preliminare il partner per la costruzione e la gestione dell'opera, la cifra indicata era la metà rispetto a quella del piano industriale".
"Aggiungo a quanto detto da chi mi ha preceduto due argomenti - continua Cinzia Bettega della Lega - Innanzitutto questo argomento del teleriscaldamento dovrebbe essere sottoposto ad un referendum consultivo che coinvolga i cittadini dei Comuni interessati. Poi, pochi giorni fa è stata presentata una convenzione tra Silea, Lario reti holding e Acel con l'associazione di promozione culturale La semina, sottoscritta sotto l'egida della provincia per portare avanti dei progetti di studio sui temi dell'ambiente, dell'energia e del territorio. Visto che Silea è uno dei firmatari, aspettiamo che la Semina faccia questi studi sugli scenari futuri e vediamo se il teleriscaldamento è compreso. Non vedo la necessità di portare questa convenzione adesso in Consiglio comunale".
È ancora Brivio che ha replicato ai suoi oppositori: "La delibera è coerente con il percorso, che non è quello di tre anni fa visto che ci sono dei radicali cambiamenti, pur stando in un alveo che è quello della prescrizione dell'Aia. La Regione non ha cambiato nulla rispetto a quanto previsto e noi siamo al limite dei tempi prescritti nell'Aia. La Regione ha solo tollerato di modificare il progetto, autorizzando che il bando ammettesse la dipendenza da rifiuti solo fino il 2032 e questo è un risultato importante. Abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere perché il progetto non nascesse vecchio e prima della gara lo studio epidemiologico ci sarà, come ci saranno tutti gli elementi per valutare. Il Consiglio si era dato l'obiettivo di rimettere in discussione alcuni aspetti del teleriscaldamento e questa convenzione ci permette di andare avanti secondo il ‘nuovo' percorso indicato. Quello che si autorizza è una condotta. Mi spiace che ogni volta che si fa un passo avanti venga messo in discussione per piccole logiche, siamo stati lasciati soli dal comitato tecnico di Regione e penso sia responsabilità degli amministratori fare il tassello che manca. L'importante è che venga fatto un teleriscaldamento di nuova generazione, che non sia una costola dell'inceneritore".
Ancora Riva torna su un punto di principio: "C'è la volontà politica di andare in Regione o al ministero e dire il territorio è pronto a raccogliere la sfida della riduzione dell'incenerimento? C'è la volontà politica di rimettere in gioco quell'Aia? Noi già siamo pronti, siamo già oggi in grado di rispettare il limite delle 70mila tonnellate di rifiuti bruciati all'anno, se fra tre anni arrivassimo a 30-40mila tonnellate di rifiuti, il teleriscaldamento non servirebbe".
E di nuovo replica il sindaco: "Abbiamo detto a Silea sulla base delle indicazioni di carattere generale che avevamo approvato qua, che questa operazione di verifica delle energie alternative l'avrebbe fatta l'operatore che voleva venire qui. Abbiamo detto stop a studi, studioli e alternative. Rispetto agli scenari sfondi una porta aperta, se Regione vuol mettere mano e fare un ragionamento tutti i Comuni sono disponibili, ma dalla Regione negli ultimi due anni non sono venuti segnali in questo senso".
M.V.
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