Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie. Accetta
  • Sei il visitatore n° 52.483.211
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Venerdì 14 settembre 2018 alle 08:47

Lecco: il Centro adulti di via dell'Isola, 31 posti 'ibridi, tra dormitorio e comunità educativa'

Continua il ciclo della "Co-progettazione dal vivo": le riunioni della commissione Politiche sociali che non si svolgono tra le mura di Palazzo Bovara ma nelle sedi dei diversi servizi cittadini che man mano i consiglieri comunali vanno a scoprire. Mercoledì sera la seduta si è svolta al Centro adulti di via dell'Isola dove il consorzio Consolida e la cooperativa Arcobaleno si occupano di ricoveri temporanei di adulti e di Sprar. 

I consiglieri all'interno della struttura

Un luogo storico a Lecco: una bellissima villa in stile liberty affacciata sul lago nel rione di Pescarenico, che fino agli anni '60 fu una casa chiusa, poi con la legge Merlin che abolì la regolamentazione della prostituzione, decretando la chiusura le case di tolleranza, l'edificio entrò a far parte del patrimonio immobiliare del Comune di Lecco. "Da quel momento - ricorda Marinella Panzeri, direttore del settore Politiche sociali e di sostegno alla famiglia - questo è diventato un luogo per l'accoglienza temporanea dei lavoratori provenienti da fuori, con l'arrivo dei primi lavoratori stranieri si è poi trasformato in un vero e proprio dormitorio. Nel 2002 è stato ristrutturato in parte ed è diventato la sede di alcuni servizi sociali, ad esempio del progetto Domus, pensato per le persone senza fissa dimora, ma l'edificio era davvero cadente e anche pericoloso per l'incolumità delle persone che lo frequentavano. Per questo nel 2006 abbiamo partecipato ad un bando regionale dal nome 'Villaggi della solidarietà' e abbiamo avuto la possibilità di ristrutturare l'edificio e di metterlo in sicurezza, parallelamente abbiamo anche voluto dare delle regole che normassero l'accesso al servizio e immaginare un progetto legato ai percorsi di autonomia delle persone qui ospitate; prima di partire abbiamo dovuto anche fare un lavoro di sgombero. In tutto la riqualificazione è costata quasi un milione di euro: 600mila ci sono arrivati dal bando regionale, mentre il resto delle risorse sono state messe a disposizione da Consolida, Cariplo e dalla - allora - Fondazione della provincia di Lecco". 

Ad illustrare nel dettaglio come funziona il servizio è stato Eraldo Suppo, educatore della cooperativa Arcobaleno: "Qui ospitiamo uomini adulti dai 18 ai 65 anni, persone fragili che per i motivi più diversi non hanno momentaneamente un tetto sopra la testa, ma che hanno un'autonomia di fondo; in caso di malattia psichiatrica, alcolismo e tossicodipendenza, bisogno rivolgersi ad altri servizi". Il centro ha 31 posti: sei sono riservati ai senza fissa dimora o persone non residenti in provincia, che di solito arrivano tramite lo sportello e possono essere accolte per 30 giorni; poi ci sono 12 posti riservati al progetto Sprar nell'ambito del quale arrivano migranti che hanno già ottenuto il permesso di soggiorno e il cui tempo di permanenza varia da sei mesi ad un anno; dodici sono invece i letti per il servizio adulti, che ha tempistiche più lunghe che possono arrivare fino a 30 mesi e infine c'è un posto per le emergenze.

"Qua - prosegue l'operatore - siamo un ibrido tra dormitorio e comunità educativa: dopo il primo obiettivo di togliere le persone dalla strada e dell'accoglienza, c'è quello di costruire con loro un percorso per riappropriarsi della propria autonomia, cercare un inserimento lavorativo o almeno una borsa lavoro". Da un punto di vista molto concreto la struttura è divisa in camere condivise da al massimo due persone, con un armadio e un letto a testa. Nella cucina comune ognuno ha il proprio frigorifero e il proprio contenitore per alimenti. Ognuno deve pensare in maniera autonoma alla preparazione dei pasti, alla pulizia, al riordino, secondo gli orari previsti dal regolamento. Gli operatori - due educatori e tre custodi/mediatori - controllano gli spazi e gli effetti personali. Durante la giornata gli ospiti sono obbligati a non stare in camera: chi ha un'occupazione come chi non ce l'ha, in questo caso le persone sono invitate a frequentare dei corsi, a partecipare ad attività volte alla ricerca del lavoro oppure a fare volontariato.

"Il nostro utente medio - spiega ancora Suppo - ha tra i 30 e i 55 anni, normalmente su 100 ci sono circa 40 italiani per 60 stranieri; la maggior parte di loro, con un po' di supporto, trova un'occupazione, normalmente nel settore metalmeccanico - gli stranieri in particolare - oppure nella ristorazione o negli agriturismi. Al momento abbiamo 29 posti impegnati su 31: tutti gli utenti dello Sprar hanno un'occupazione e chi lavora contribuisce al pagamento della retta con una quota di 150 euro. Anche i comuni versano delle quote di solidarietà, Lecco ad esempio ha inserito quest'anno quattro utenti per una cifra complessiva di 700 euro".  
M.V.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco