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Scritto Venerdì 14 settembre 2018 alle 11:21

Lecco: il campione di Football americano Cranchi ospite del Panathlon Club

“Perché mi piace il Football americano? E’ lo sport di squadra per eccellenza. Senza l’aiuto di tutti i giocatori in campo, la palla non si porta avanti, e nemmeno si recupera. Il Football americano è sport e amicizia, nel più vero senso della parola”.
Lui è Giacomo Cranchi, meglio conosciuto come il “Pacio”, soprannome ereditato da suo padre Carlo, già campione italiano di canottaggio. Originario di Bellagio, artigiano (suoi i famosi ‘gnomi di Bellagio’ in legno) Pacio ha scoperto il football americano quand’era ancora un adolescente e da allora se ne è innamorato: ha giocato per ben dodici anni nella nazionale italiana di Football americano, vincendo anche il titolo di miglior difensore. Oggi è soprattutto un allenatore (fa parte del team Skorpions di Varese, che milita in A2).



Martedì sera Giacomo Cranchi è stato ospite della conviviale di settembre del Panathlon Club Lecco, riunito dopo la pausa estiva. Con lui la moglie e Ivan “Switowsky”, giocatore degli Skorpions. Il Football americano, “quello vero”, è lo sport più seguito negli Stati Uniti d’America. Il campionato professionistico oltreoceano è quello con il più alto numero di presenze negli stadi al mondo. Si racconta che le origini di questo affascinante sport affondino nei pionieri che ‘avanzavano’ per conquistare la terra: “Come loro i giocatori in campo devono conquistare la meta e fare touchdown. Ma questo importante obiettivo non si verifica se la squadra non è perfettamente coordinata. Ci si deve muovere insieme, tutti servono a tutti”. Le squadre di football americano hanno 45 giocatori, ma in campo si scende in 11 alla volta. Una partita, come spiegato da Pacio, è suddivisa in quattro tempi da 12 minuti effettivi, 15 durante i playoff (se la palla esce dal campo o se ci sono falli il tempo si ferma). “Il tempo migliore per me? Il quinto quarto, la festa dopo la partita, quando si sta tutti insieme: è una cosa meravigliosa, crea unione e affiatamento nella squadra, sempre” ha detto Pacio. In Italia le società e le squadre di football americano, anche professioniste, sono diverse (non mancano le quote rosa!). “In A2 ne militano una trentina, l’A1 è molto seguita ma di fatto nel nostro paese mancano gli sponsor per investire bene in questo tipo di sport. In America – ha spiegato Pacio – chi gioca a football e comincia dalla scuola si è sistemato. Gli atleti sono incoraggiati e sostenuti, è lo sport nazionale per eccellenza. Qui è più difficile, ma non manca la passione, ve lo assicuro”. E questo nonostante la presenza di più leghe e la conseguente mancanza di affiliazione al CONI. Uno sport di contatto (“inutile negarlo, servono specifiche caratteristiche per giocare a football americano, le botte non mancano!” ha detto Pacio) ma in cui l’intesa e la complicità sono fondamentali.



“Come dico sempre, una palla tonda te la restituisce anche il muro, quella ovale invece te la può passare solo un amico” ha concluso Pacio che ha regalato al Panathlon un “football” firmato dai componenti della Nazionale. Gli ospiti, invece, sono stati omaggiati con lo stemma del sodalizio lecchese. A conclusione della serata, il presidente Riccardo Benedetti ha ricordato i numerosi appuntamenti previsti in occasione del 50esimo anniversario di fondazione del sodalizio. Sabato 15 settembre il Panathlon Lecco sarà tra i patrocinatori del 1° Trofeo Sport Management di nuoto in acque libere. Domenica 23 settembre, invece, alle Trote Blu di Primaluna si svolgerà la Grande Sfida, contest di diverse discipline organizzato in occasione della Settimana Europea dello Sport.
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