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Scritto Venerdì 14 settembre 2018 alle 17:32

Lecco: Dup e teleriscaldamento, il punto di vista della Sinistra. Per la Provincia, nessuna alleanza

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L'anima di sinistra del Consiglio comunale lecchese ha voluto fare il punto della situazione rispetto ai prossimi appuntamenti politici e amministrativi in agenda per la città. In occasione della prossima riunione di Consiglio verrà approvato il Documento unico di programmazione 2019-2021, presentato dalla giunta alla società civile lunedì scorso. "È il terzo Dup che vedo - ha commentato il capogruppo di Con la Sinistra cambia Lecco, Alberto Anghileri - contiene tutte cose condivisibili, chi non potrebbe essere d'accordo con il rifacimento del lungolago? Ma dopo otto anni di amministrazione Brivio dei suoi buoni propositi non ne è andato in porto uno. A settembre del 2015 ci dissero che i lavori al Bione sarebbe partiti nel 2016, il Lariano e Villa Pochielli sembravano cose pronte e invece non se ne è più saputo nulla, con il teatro e il tribunale siamo all'anno zero. Adesso parlano di trasferimento degli uffici comunali, ma noi saremmo contenti se finissero almeno una cosa. Per Villa Guzzi e per la ex mensa Badoni l'amministrazione ha lanciato un concorso di idee, ma noi ci chiediamo, il Comune che idee ha? Ad Acquate c'è un cestino della spazzatura rotto da aprile, per me questo è l'emblema della giunta Brivio".
Con Sinistra cambia Lecco ha colto l'occasione anche per ribadire la propria posizione rispetto al Teleriscaldamento, tornato in prima pagina nelle cronache dopo la proposta di convenzione tra il capoluogo, Valmadrera e Malgrate con Silea per la concessione di costruzione e gestione di una centrale e di una rete sul proprio suolo comunale. "La convenzione prevede una durata di 'almeno' 35 anni per la costruzione di una centrale di Teleriscaldamento che per 15 anni sarà alimentati con i rifiuti e poi 'vedremo'. Per me fare un investimento così impegnativo sul 'vedremo' è già problematico - continua Anghileri - ma mi sembra assurdo anche prevedere un sistema che funzioni a rifiuti per altri 15 anni. Se verranno realizzate le politiche promesse, l'incremento della raccolta differenziata e l'avvio della tariffazione puntuale, vuol dire che dovremo acquistare i rifiuti dall'esterno - come già in parte Silea fa oggi - per scaldare l'ospedale e un pezzettino intorno. Io lo trovo un investimento assurdo e incomprensibile. Eppure su questo accelerano, perché questa fretta? Il teleriscaldamento forse sarebbe stata una scelta giusta 30 anni fa". Rispetto alla proposta avanzata martedì scorso in commissione della leghista Cinzia Bettega, Tino Magni - coordinatore di Con sinistra cambia Lecco - ha precisato che "già noi avevamo proposto in Provincia di fare un referendum sul Teleriscaldamento rivolto a tutti i cittadini della provincia e non solo a quelli dei tre Comuni interessati dalla centrale e dalla rete, perché Silea è partecipata da tutti i Comuni della provincia di Lecco e l'investimento che si richiede alla società è rilevante".
Tino Magni
Ultimo inevitabile tema di attuale discussione politica il rinnovo del Consiglio provinciale: a ottobre gli amministratori locali della provincia eleggeranno infatti il presidente mentre a gennaio sarà la volta dei dodici consiglieri. Con sinistra cambia Lecco ha ribadito la propria contrarierà all'attuale normativa che si rifà alla legge Delrio, la quale a sua volta si collocava nel solco delle modifiche istituzionali che avrebbe portato la riforma costituzionale bocciata però con il referendum del 5 dicembre 2016; legge Delrio che aveva trasformato le Province in enti di secondo livello - eleggibili non dai cittadini ma dagli amministratori locali - modificandone in parte le competenze e tagliandone pesantemente il finanziamento. "Il primo provvedimento della nostra lista al Consiglio provinciale è stato quello di proporre un ordine del giorno per ripristinare l'elezione diretta delle Province ma fino ad oggi non è stato fatto nulla, da nessun Governo compreso quello in carica. Per noi questa è una situazione di illegittimità perché le Province conservano delle competenze importanti come quelle sulle scuole e le strada ma non hanno un potere politico reale e neanche le risorse adeguati - spiega ancora Tino Magni - Rispetto ai candidati noi non presenteremo nessuno, non ne abbiamo la forza dal momento che un presidente si candida con il 15 per cento di firme del corpo elettorale, quindi almeno 150. Sicuramente non voteremo il centro-destra e come non abbiamo fatte alleanze prima non le faremo neanche adesso. Per noi il ragionamento 'uniamoci per non far vincere i barbari' non può eludere una domanda: 'perché ci sono i barbari?'. Fino a quando non ci si renderà conto che l'attuale consenso della Lega deriva dalle politiche sbagliate portate avanti dai governi di centro-sinistra in questi anni, non ci sarà spazio per alleanze. Stiamo lavorando invece per presentare una lista a gennaio".
M.V.
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