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Scritto Sabato 15 settembre 2018 alle 19:27

Regione, Terzi: ''per il ponte una cabina di regia per limitare i disagi, l’incolumità dei cittadini è prioritaria''. Ma va? Si pensava il contrario. Ma svegliarsi un po’ prima?

(Lnews - Milano, 15 set) "Il ponte di Paderno e' sottoposto a un monitoraggio costante da parte di RFI, gestore e proprietaria dell'infrastruttura, che ha optato per la chiusura seguendo il condivisibile principio di precauzionalita'. La tutela dell'incolumita' dei cittadini e' prioritaria rispetto a qualsiasi altra considerazione". Lo ha detto l'assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilita' sostenibile, Claudia Maria Terzi, evidenziando che e' stato tempestivamente predisposto un servizio di bus sostitutivi per le necessita' del traffico locale, ovvero per i collegamenti tra la Bergamasca e la Brianza lecchese.

ABBONAMENTI VALIDI ANCHE SU ALTRA DIRETTRICE -
"Per quanto riguarda i pendolari del sevizio ferroviario - ha proseguito Terzi - l'indicazione e' quella di utilizzare la linea Bergamo-Treviglio-Milano. La Regione Lombardia garantisce che gli attuali abbonamenti della linea Bergamo-Carnate-Milano restano e resteranno validi anche per la direttrice alternativa".

REGIONE HA GIA' STANZIATO 1,6 MILIONI -
"Con il presidente Fontana - ha aggiunto Terzi - gia' da ieri sera stiamo seguendo la vicenda. Garantiamo il massimo impegno per contribuire ad alleviare le criticita' che i territori interessati vivranno soprattutto a partire da lunedi': sara' attivata una cabina di regia per monitorare costantemente la situazione e valutare l'efficacia delle misure alternative messe in campo. Ricordo anche che i monitoraggi sono gia' attivi dal 2014 e che il 1 agosto 2017 la Regione Lombardia aveva siglato una convenzione con RFI stanziando 1,6 milioni di euro per contribuire ai lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza. Come gia' anticipato dalla provincia di Bergamo, i lavori che sarebbero dovuti partire il prossimo 15 ottobre cominceranno prima".
Ecco là, una riedizione, non sanguinosa e tragica, della vicenda di Genova. Anche il ponte Morandi attendeva interventi straordinari già decisi ma sempre rinviati nel tempo. E a furia di rinviare è crollato stroncando 43 vite innocenti, tra cui anche bambini. Qui il criterio della prudenza ha prevalso. Presumibilmente dato il terrificante precedente. E il 14, a 30 giorni dal disastro genovese, senza preavviso alcuno è scattato il blocco al traffico. Che doveva scoccare alle 22 e invece è stato prorogato alle 24 anzi qualche minuto dopo. Il comunicato stampa dell'assessore Claudia Maria Terzi - già presente nella Giunta Maroni ma con altro ruolo e già protagonista di uno scontro col presidente del parco di Montevecchia Eugenio Mascheroni, persona certamente più esperta e capace della Terzi - racconta di stanziamenti effettuati oltre un anno fa, dopo tre anni di monitoraggio, per interventi straordinari. Quindi che il ponte avesse bisogno di qualcosa di più di una pennellata lo si sapeva da almeno 4 anni. Ma, considerando che il ferro mostra il deterioramento con maggiore evidenza del calcestruzzo chiunque passando sotto il ponte ha potuto constatare come, da moltissimi anni, pezzi di ferro arrugginito caschino sull'alzaia e nel fiume. E allora la domanda a questi politici, loro sì, inossidabili, è: ma che cosa aspettavate a intervenire? Che si arrivasse al punto da dover chiudere tutto nel giro di un paio d'ore e costringere da lunedì un fiume di studenti e lavoratori a viaggi allucinanti per raggiungere scuole e fabbriche? E' così che si programma la manutenzione dei beni pubblici? Questa gente resta a guardare per anni e poi si inventa la cabina di regia, come a dire: ecco vedete, noi siamo in prima linea, anche il presidente Fontana segue con attenzione la vicenda consapevole della gravità del problema. Ma non poteva essere consapevole un po' prima? Ora non restano che il ponte di Olginate per i mezzi pesanti e quello di Brivio per i leggeri. Salvo scendere fino a Trezzo e Vaprio. Immaginabili i costi aggiuntivi di trasporto delle merci che sinora potevano almeno transitare sul ponte di Brivio. Vent'anni di Forza Italia e Lega e nessun intervento per un'emergenza che era già tale nel '64 quando si pensava che dovesse passare da queste parti la Pedemontana e già si era ipotizzato un nuovo ponte stradale a 400 metri circa a valle dell'attuale. Ora RFI parla di due anni di chiusura. Ma come, a Genova Autostrade e Fincantieri assicurano un nuovo ponte in 11 mesi...... Com'è che qui ce ne vogliono 24 per la messa in sicurezza? Non è preferibile lasciare a RFI, come del resto era in origine, l'asse ferroviario e realizzare un nuovo asse stradale in modo da consentire il passaggio dei mezzi pesanti anche tra Paderno e Calusco? La Terzi e compagnia hanno qualche vaga idea di che cosa rappresenterà per questa parte, laboriosissima, di territorio due anni senza il San Michele? O solo oggi, ipocritamente scoprono che è prioritaria l'incolumità dei cittadini?
Claudio Brambilla
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