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Scritto Mercoledì 26 settembre 2018 alle 18:14

Con il Teatro chiuso, in Consiglio comunale va in scena il teatrino della politica

Marco Calvetti
Ai lecchesi in ambasce per la chiusura (almeno tre anni ancora) del Teatro della Società il Comune offre, senza pagare il biglietto, un godibile surrogato.
In Consiglio comunale si rappresenta una farsa di tono grottesco e penoso.
L'ultima seduta è stata l'Everest di questa involontaria comicità. Il sindaco Virginio Brivio è stato il protagonista della serrata chiamato, in primis, a difendere il suo claudicante assessore, Simona Piazza, presa a braccetto e soccorsa dopo aver inciampato sull'ormai nota “determina” per l'appalto dei servizi bibliotecari. Forse la dotta Simona crede ancora di essere all'Arci (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) dove svolgeva la sua professione e dove forse le parole avevano un significato meno istituzionale. Tra l'altro sarebbe bastato all'assessore un gesto di resipiscenza, delle scuse insomma, per risolvere il pasticcio e invece nonostante il suo stile cattedrattico ha peccato d'ingenuità fornendo prelibata esca al consigliere Alberto Anghileri che quando sente odore di sangue e di risvolti sindacali si trasforma in un pescecane e azzanna la preda con comprensibile soddisfazione. Brivio ha tamponato, ma la ferita rimane.
A seguire Anna Riva, fresca consigliera di Appello per Lecco, ha fatto risentire la sua voce chiedendo maliziosamente ragione del mancato rimpasto e del conseguente vociare.
Che c'è da ridere vi domanderete giustamente? Per chi fosse a digiuno degli intrecci di Palazzo, ricordiamo che in Giunta siede l'assessore Corrado Valsecchi, leader dello stesso gruppo, e che non può non conoscere gli sviluppi di un'operazione in ballo da Natale 2017.
Il quesito sarebbe calzato a pennello se pronunciato da un oppositore mentre di fatto è suonato come un siluro a una maggioranza traballante e soprattutto nella quale ciascuno si muove come un cane sciolto.
A esser schietti poi la vera farsa è il rimpasto stesso, temuto dagli assessori in odore di licenziamento e dalle correnti del Pd che temono di non essere più rappresentate.
Ma siccome non c'è fine al peggio, sempre Brivio si è permesso con altri colleghi piddini di votare contro un emendamento del suo assessore al bilancio Anna Mazzoleni.
Mancava la buca del suggeritore, che se fosse toccato a me avrei provocato un black out elettrico e una immediata calata del sipario.
Se ci aggiungiamo che nelle stesse ore il comandante dei vigili in carica da pochi mesi ha piantato baracca e burattini per tornarsene al suo paesello non è esagerato affermare che la farsa sta assumendo sfumature drammatiche.
Ma perchè una schiera di dirigenti fa le valigie con crescente frequenza quasi che il posto in comune di Lecco stia a loro come i fili dell'alta tensione alle rondini?
Non posso chiudere degnamente questa recensione di una serata di  avanspettacolo senza chiarire a scanso di equivoci che a me il “Sociale” in soffitta per oltre un lustro non garba, anzi mi irrita specie se sento le parole dell'assessore Corrado Valsecchi che iscrivendosi al partito di quelli che “con la cultura non si mangia” ha voluto indorare la pillola sul ritardo dei lavori affermando che i lecchesi dovrebbero essere grati al Comune perchè la ristrutturazione costerà meno del previsto.
Come se un teatro aperto non fosse un investimento per le istituzioni e la comunità lecchese.
Marco Calvetti
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