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Scritto Martedì 09 ottobre 2018 alle 16:29

Torre de' Busi: è mancata a 98 anni Leonilda Losa, la sorella della pensionata freddata nel 2016 a Sogno

Maria Adeodata e Leonilda Losa
L’unica sua immagine “pubblica”, tratta da un calendario dedicato ai volti storici della frazione, la ritrae, così come la sorella, mentre si occupa della sistemazione di un altare all’interno della piccola chiesetta di Sogno di Torre de’ Busi, il piccolo nugolo di case dove ha sempre vissuto, conducendo una vita riservata fino a quel drammatico 11 giugno 2016 quando, aprendo la porta di casa, la pronipote Cristina Bonacina trovò la “zia” Maria Adeodata riversa a terra, in un lago di sangue. A distanza di oltre due anni dall’efferato delitto dell’88enne si è spenta nei giorni scorsi, in un letto della casa di riposo di Pontida, la signora Leonilda Losa. Rimasta almeno un paio di giorni senza né bere né mangiare, impossibilitata ad alzarsi autonomamente dal letto, il giorno del rinvenimento del corpo esanime della sorella la donna – classe 1920 – era stata trovata sporca ed affaticata, venendo trasferita per accertamenti in ospedale per poi essere destinata alla struttura che, fino alla sua morte, l’ha accolta, garantendole di trascorrere in serenità l’ultima partesi della sua lunga vita, sostenuta dall’avvocato Stefania Lingua, nominata sua amministratrice di sostegno e della pronipote prediletta che, come raccontato anche in Tribunale, al processo intentato nei confronti del lecchese Roberto Guzzetti, ritenuto responsabile dell’assassinio di Maria Adeodata e poi condannato a 24 anni di reclusione, ha sempre cercato di evitare di farle tornare alla mente la sorella, scesa in un giorno qualunque per prepararle il caffè dopopranzo e mai tornata al suo cospetto, nella camera da letto divenuta il suo mondo con il venir meno della forza fisica per reggersi in piedi. Troppo doloroso per la “Nilde”, come veniva chiamata, ricordare colei che negli ultimi anni l’aveva accudita giorno e notte, rientrando appositamente da Milano – dove si era trasferita da ragazzina per diventare balia di più generazioni della stessa famiglia – per starle vicina e freddata, in un pomeriggio d’estate, senza un perché, con bruta violenza.
Sempre vissuta a Sogno, dipendente prima di un setificio e poi a sua volta domestica, Leonolda riposa ora nel cimitero della frazione, insieme alla “sua” Maria Adeodata. L’estremo saluto le è stato tributato, in forma privata, nei giorni scorsi.
A.M.
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