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Scritto Mercoledì 10 ottobre 2018 alle 18:03

Lecco: il rimpasto è un testamento politico e il testore, capace di intendere e volere prepara la sua piattaforma desiderata

Rimpasto di giunta a Lecco. La fine della legislatura è vicina, manca poco più di un anno e anche l’attuale sindaco lascerà perché terminerà il secondo mandato. Il rimpasto è un testamento politico e il testore, ancora in vita, capace di intendere e volere, prepara la sua piattaforma desiderata.
Per interpretarlo bisogna recuperare la metafora della crostata. Una crostata per otto o nove persone richiede due etti e cinquanta di farina zero, quattro tuorli d’uovo, un etto e cinquanta di zucchero, due etti di burro, una presa di sale e della buccia di limone grattugiato, s’impasta il tutto e si assaggia. Se non ci fosse abbastanza dolce, si aggiunge dello zucchero, se fosse troppo molle, si sparge della farina, insomma, si fanno dei ritocchi e si rimpasta il tutto. Il rimpasto di giunta è un correttivo, un aggiustamento, cambiano i composti ma il metodo è lo stesso.
Per l’età anagrafica il rimpasto non prevede modifiche, il punto medio varia di poco; per quanto riguarda le competenze tutto è da dimostrare. Non ci sono studi scientifici comparativi che mostrino che un amministratore privato sia in grado di essere più efficiente nell’amministrazione pubblica, che un leader ambientalista sia in grado di smontare logiche industriali ambientalistiche già approvate e proporne delle nuove, che un giovane sportivo sia in grado di gestire un assessorato e che l’istruzione richieda maggior maternage.
Inoltre, questi nuovi elementi come s’impastano con quelli già presenti? La cosa non è automatica. Non centrano età, competenze, machilage, riordino, lubrificazione della macchina.
E’ una proposta politica del sindaco uscente per le future elezioni amministrative a Lecco e ipotizza, tra le righe, una lista civica d’indirizzo moderato che tenga insieme associazionismi vari e obbliga il partito di riferimento a mettersi di lato e appoggiare. E’ quello che sta sostenendo a livello centrale il candidato Matteo Richetti. E’ tutto un non detto ma è uno scontro all’interno del Pd locale e nazionale.
Il sindaco ha proposto la sua crostata e intende farla assaggiare prima di lanciarla sul mercato elettorale.
Nei nuovi entrati in Giunta non c’è n’è uno di sinistra del Pd; si dà per scontato che vi sia già un rappresentante di Leu. Non è detto che quello che uno afferma di essere poi corrisponda alla prassi: ma questa è un’altra storia.
Il sindaco di Lecco è sempre stato una figura moderata e conservatrice attento alla politica del fare, al ciò che è possibile anche quando era Presidente della Provincia. Le stesse politiche sociali sono ispirate a una concezione personalizzata della sussidiarietà; in tutti questi anni di gestione non si è mai incrementato e potenziato lo spazio pubblico: anche questa è un’altra storia.
Il sindaco è stato sempre vicino al mondo moderato e centrista, fa parte della sua formazione di base, si è sempre collocato a lato nel Pd giocando sempre di sponda.
I nuovi quattro assessori sono il proiettato di Sé. Il rinnovo doveva essere fatto prima. Il Sindaco doveva avere il coraggio di azzerare tutto e partire da capo ma questo non fa parte delle sue corde. Adesso, di che colore è questa Giunta?
Il maggior portatore di voti si deve porre questa domanda e individuare una linea politica con i suoi Consiglieri e Assessori più leggibile dall’elettore di sinistra o di centrosinistra.
Liste civiche con candidati sindaci  in passato a Lecco sono già state fatte ma non sono mai andate al Governo della città.
Con questo rimpasto la gabbia si è aperta. La crostata è cotta.
dr. Enrico Magni
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