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Scritto Mercoledì 10 ottobre 2018 alle 19:11

Lecco: 'Cento sguardi' per far conoscere la coop. Duemani, da 35 anni attiva nell'inserimento lavorativo di svantaggiati

La cooperativa sociale DueMani compie 35 anni e festeggia tale lusinghiero traguardo mettendosi in mostra attraverso i "Cento sguardi" di altrettanti soggetti ad essa legati immortalati dall'artista Paola Bonacina ed esposti, da lunedì pomeriggio, nel cortile interno di Palazzo Bovara.

E proprio il palazzo municipale, prima dell'ideale taglio del nastro, ha ospitato un breve seminario dal titolo "Sfide di cooperazione - esperienze di inserimento lavorativo a Lecco" moderato da Gabriele Marinoni, presidente di Confcooperative Adda che, nella sua introduzione, ha fatto riferimento alla "scommessa di fare impresa partendo della fragilità" che la DueMani ha accolto e fatto propria fin dalla sua creazione, nel lontano 1983 su iniziativa di Don Mario Proserpio, allora parroco del Caleotto, coinvolgendo il borgomastro del tempo Giuseppe Resinelli, entrambi seduti al tavolo dei relatori con l'attuale numero uno Serafino Castagna e i due ospiti dell'evento, Lorenzo Guerra e Guseppe Guerini, rispettivamente alla testa del Consorzio Consolida e della cooperativa Ecosviluppo di Bergamo.

Da destra Giuseppe Resinelli, Lorenzo Guerra, Gabriele Marinoni, Serafino Castagna e Giuseppe Guerini

"35 anni sono una bella età, da persona matura che ha acquisito tante esperienze ed è in grado, speriamo, di andare avanti" ha esordito il presidente, intenzionato ad accendere, uno dopo l'altro, due fari e dunque di voler, nel proprio intervento, guardare indietro e gettare al contempo lo sguardo avanti.
E riavvolgendo il nastro, il pensiero è subito corso, oltre ai due "motori" già citati, ad Angelo Viganò e dunque a colui il quale ha "accolto l'idea e strutturato - con altri pensionati - la cooperativa" nonché ai tanti volontari - alcuni elencati per nome - che nel tempo hanno sostenuto l'iniziativa, permettendole di svilupparsi fino a raggiungere i numeri attuali con all'incirca 100 soggetti gravitanti intorno ad una realtà che ha quale mission l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (la cui percentuale al momento si attesta intorno al 50%, contro un minimo fissato nel 30) e un fatturato annuo di poco inferiore ai 2 milioni di euro. "Il lavoro per noi è un mezzo e un fine per la nostra attività" ha proseguito Castagna, citando anche gli Enti con cui la Due Mani collabora per evidenziare come ogni inserimento sia concordato e come, negli anni, la cooperativa sia stata in grado di dare "risposte a tante sofferenze", rimanendo fedele anche al principio della territorialità insito nel suo stesso nome che fa riferimento alla terza altura cittadina, dopo il Resegone e la Grigna, meno in vista ma altrettanto significativa nello skyline complessivo e dunque "simile a noi che non siamo appariscenti ma contribuiamo all'aspetto sociale della città" come sottolineato con orgoglio dal presidente.

"Ha senso ancora una cooperativa sociale oggi?" si è poi domandato proseguendo nella propria narrazione. "Anche la DueMani ha attraversato momenti diffici, gli anni della crisi hanno colpito anche noi" ha aggiunto ricordando come i dati - relativi all'occupazione al fatturato - "dicono che questo strumento ha ancora senso. E' venuto meno il lavoro ma sono aumentate le persone che avevano bisogno: la politica della cooperativa è di non rifiutare nessuno, ovviamente compatibilmente con le attività che facciamo. Il fatto di lavorare su una molteplicità di campi ci dà la possibilità di inserire persone tra loro diverse. La Cooperativa di tipo B è un luogo formativo, non è un luogo che combatte la precarietà" ha però altresì specificato ricordando come vengano sviluppati progetti di inserimento "a tempo", al termine dei quali la nuova vera sfida - escludendo gli over 60 che vengono accompagnati alla pensione, in numero sempre più massiccio - è trovare uno sbocco. "Se abbandoniamo il lavoratore, lo abbiamo preso sfigato e dopo due giorni fuori di qui lo ritroviamo di nuovo sfigato" ha spiegato, senza troppi giri di parole, utilizzando con dolcezza un termine apparentemente duro. "Dobbiamo capire per chi durante il percorso di 2-3 anni ha dimostrato di avere le qualità, dove ricollocarlo all'interno di qualche azienda produttiva, altrimenti lo sforzo fatto si perde. Investire in cooperativa sociale - ha detto poi rivolgendosi anche ai sostenitori - conviene e conviene a tutti, togliamo una serie di persone dal bisogno e attraverso il lavoro riusciamo a ridare loro interesse alla vita".
Come? Dando loro una certezza. "Gli sfigati nella nostra società non diventeranno mai i primi. Ma in cooperativa DueMani loro sanno di essere al primo posto per noi, loro sono comunque primi".

Difficile, probabilmente, come evidenziato anche da Guerra, capire tale mondo per chi lo osserva da fuori. "Farsi fotografare è stato impegnativo ma è un modo per farsi conoscere".
Ecco dunque i "Cento sguardi", ognuno con una propria storia, anche solo da immaginare "leggendo" gli occhi e i sorrisi.
La mostra rimarrà visitabile gratuitamente nel cortile del Municipio, fino al 21 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 11.30.
A.M.
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