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Scritto Sabato 13 ottobre 2018 alle 15:47

Villa Ponchielli e le farlocche parole a buon mercato di Valsecchi

Cara Leccoonline.
Giusto giusto un mese fa, pubblicavate una mia lettera titolata: “Quelle promesse che non diventano mai impegni... (ma solo campagna elettorale)”. Le “promesse” erano quelle dell’Assessore Corrado Valsecchi ma erano soprattutto suoi i “mai impegni”. Mi ero permesso, con infinita resistenza e per ragioni di spazio, di annotare solo i maggiori. Era un elenco infinito di annunci, in pompa magna, detti, ridetti, modificati, ridetti come se nulla fosse, che poi si sono schiantati, ogni volta - ogni volta - con la realtà. La prima che riportavo era Villa Ponchielli. Oggi con giusto e ampio risalto e cronaca date conto della bocciatura del Progetto di un polo di “alta cucina” nella Villa. La certificazione dell’ennesimo carro davanti ai buoi che si è schiantato contro il muro della verità. Perché è bene mettere a fuoco il vero problema, il vero deprimente cuore della notizia, il prolasso alle gonadi. La presa in giro che l’assessore Valsecchi continua a perpetrare ai cittadini. Ci sta, ovviamente, che un Progetto venga bocciato e non trovi il consenso degli erogatori dei richiesti finanziamenti. Il grave non è la bocciatura. Ci sta. Il grave è tutta la farloccata che Valsecchi ci ha costruito attorno senza avere la benché minima idea e certezza. Perché è questo che da sempre contesto a Valsecchi. Queste sue perenni e sempre reoiterate farloccate. (Villa, teatro, Cinema, Multisala, Parchi, parcheggi...). Un elenco infinito di annunci, in pompa magna, detti, ridetti, modificati, ridetti come se nulla fosse, che poi si sono schiantati, ogni volta - ogni volta - con la realtà. Vi ricordate il Multisala e poi il Cinema Lariano. Persi nelle nebulose a anni luce dalla Verità. Il problema è che come cittadini e come elettori ci lasciamo sommergere dalle sue parole a buon mercato. Dovremmo smetterla. Il Filosofo rumeno Cioran scriveva: “Gli uomini hanno bisogno di punti d’appoggio, vogliono la certezza a ogni costo, anche a spese della verità. Poiché essa è corroborante, e loro non possono farne a meno anche quando sanno che è menzognera, non ci sarà scrupolo capace di trattenerli dallo sforzo di procurarsela”. Eravamo nei primi del 1900. Anche lui sembra che conoscesse uno come Valsecchi.
Paolo Trezzi
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