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Scritto Mercoledì 17 ottobre 2018 alle 19:36

Lecco: la frettolosa sfuriata di Dario Spreafico e il clan dei livorosi contro Brivio scuote il PD

Marco Calvetti
E' vero che la coerenza sta alla politica come la grammatica a Di Maio, l'umiltà a Renzi e la guida sicura a me che proprio ieri uscendo dalla carrozzeria ho rimediato un bozzo sulla fiancata. Ogni giorno piovono esempi d'ogni dove e la prateria è un florilegio di promesse mancate, di parole rinnegate e di comportamenti che, hai voglia “tre pater ave gloria”.
L'ultima manifestazione di questo italico vizio l'ho colta nell'atto di accusa che il consigliere comunale di “Vivere Lecco” Dario Spreafico ha dedicato al sindaco Virginio Brivio. Che fosse irritato per la fresca bocciatura del suo assessore all'ambiente Ezio Venturini non è solo comprensibile ma persino condivisibile. Nè mi fa specie il tono, mentre trovo fuori luogo e fuori tempo quel dito puntato contro la giunta sostenuta fino a un giorno prima. E soprattutto quella fretta di passare all'opposizione che ha il sapore della smania di volersi accasare.
Come consiglio non richiesto avrei aspettato il voto sul bilancio, nobilitando una scelta che è parsa rancorosa e dettata dalla perdita di un posto al sole.
E stupisce anche l'improvvisa sintonia, la colleganza di politici sensi tra Spreafico e Venturini, tra i quali stando agli atti non pareva scorresse un gran feeling. Non si contano le volte nelle quali il consigliere si è scagliato contro il suo assessore reo di agire in proprio  invece che in nome della forza che lo ha condotto a quello scranno.
Ma l'intera vicenda si è colorata di risentimenti, di lacerazioni e di delusioni. Bastava guardare in faccia il mite Andrea Frigerio per coglierne il disappunto per essere stato scavalcato dal giovane Roberto Nigriello. Intanto il gelo del PD verso il sindaco non accenna a sciogliersi. Nelle fila della maggioranza si vanno costituendo gruppuscoli che in forme diverse non vedono l'ora di fargliela pagare a “quello lì”, cioè a colui che fino a qualche ora prima chiamavano Virginio.
A distinguersi è la coppia Agnese Massaro e Anna Niccolai, l'avvocatessa e la prof.  che con apprezzabile coraggio si lanciano petto in fuori contro il sindaco con il quale non  comunicano da mesi. La Niccolai ha preso carta e penna e si è dimessa dalla presidenza della commissione cultura e istruzione, un atto che presto potrebbe essere imitato da Andrea Frigerio per la commissione bilancio. Certo in questo clima Brivio si trova assediato proprio nel momento nel quale vorrebbe festeggiare qualche obiettivo centrato. Su tutti la Piccola, il progetto sull'ex Broletto e soprattutto il desiderio di dimostrare a Corrado Valsecchi come si gestisce il personale.
Marco Calvetti
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