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Scritto Lunedì 22 ottobre 2018 alle 08:41

Manzoni: con associazioni e familiari 'si fa conoscere' l'afasia. Supporto dai ragazzi dell'IMA

Sabato in occasione dell’XI Giornata nazionale dell’Afasia, presso l’Ospedale Manzoni di Lecco è stato allestito un banchetto informativo presieduto da operatori sanitari, pazienti e familiari con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia ancora poco conosciuta. Novità di quest’anno il progetto “Take Time” dei ragazzi dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco per “dare voce” alle esigenze degli afasici con il supporto delle associazioni specializzate.

L’Afasia è un disturbo della comunicazione dovuto alle lesioni celebrali delle aree del linguaggio, a seguito di un danno celebrale, provocato da un ictus, da un trauma o da un tumore. Chi ne è affetto ha difficoltà ad esprimersi, a comprendere il linguaggio parlato, a leggere, a scrivere e a fare i calcoli. Queste difficoltà determinano profondi cambiamenti nello stile e nella qualità di vita della persona, a livello sia umano, familiare e sociale.
Gli studenti della classe 4° dell’Istituto Tecnico Economico Amministrazione, Finanza e Marketing sono riusciti all’interno delle iniziative di alternanza scuolalavoro, in collaborazione con Asst Lecco, Comune, associazioni dedicate e Confcommercio,a creare una rete di negozianti che hanno istruito sulle modalità con cui comunicare con un afasico. E’ stato distribuito un decalogo del “negoziante accogliente”:
1- Non terminare le frasi che i tuoi clienti cercano di pronunciare
2- Cerca di fare domande alla quali si possa rispondere con un si o con un no.
3- Offri tutto il tempo necessario e dimostrati disponibile.
4- Non parlare con più persone lo stesso momento.
5- Non parlare con un tono di voce alto.
6- Aiuta i tuoi clienti a leggere se necessario.
7- Non pretendere che ogni parola o frase abbia senso.
8- Sii paziente.
9- non parlare velocemente.
10- Se necessario, accompagna le tue parole con gesti esplicativi.
Gli esercizi che aderiscono all’iniziativa “Take Time”, ossia “prenditi il tuo tempo” sono una trentina e coinvolgono diversi settori commerciali: macellerie, ristoranti, panettieri, gelaterie, librerie, edicole, farmacie e bar. Sono riconoscibili poiché sulla porta del negozio hanno apposto il logo Take Time; dall’altro lato gli afasici verranno riconosciuti grazie ad una medaglietta con il logo. L’obiettivo è di venire incontro alle necessità delle persone afasiche e dei loro familiari dando l’opportunità ai malati di interagire normalmente ed inserirsi nuovamente nella vita sociale del territorio.

I ragazzi che hanno lavorato a “Take Time” sono rimasti toccati e hanno preso a cuore la vita dei malati e il lavoro delle associazioni.
“Questa esperienza mi è servita per imparare a rapportarmi in modo diverso con le persone. Mi ha aperto la mente ed ho compreso quanto sia importante tutelare le persone che hanno veramente bisogno di sostegno ed aiuto” ha detto Pietro Colombo.
“Abbiamo lavorato a questo progetto per tutta la seconda metà dell’anno” ha aggiunto Mattia Cozzarolo. “Alcuni commercianti non volevano essere obbligati, ma molti sono stati disponibili. Personalmente, ho imparato a combattere la mia timidezza e a parlare in modo costruttivo con le persone.”
“Questo progetto mi è piaciuto molto! Io non conoscevo l’Afasia e grazie a questa opportunità ho capito che ci sono molte persone bisognose di cure e di sostegno. Mi ha lasciato un forte messaggio di solidarietà e di aiuto verso i più bisognosi” il commento di Luigi Ripamonti.

La logopedista Lucia Pini collabora da anni con AITA “Associazione Italiane Afasici”, TrottolaLaMente, relatà per la reintegrazione sul territorio di persone con celebrolesioni acquisite e NuovaMente, attiva dal 2006 per sostenere gli adulti con problemi cognitivi nel lecchese. Con crescente passione si dedica alla promozione di campagne di sensibilizzazione per rispondere alle necessità sociali degli afasici che spesso vengono isolati. “Abbiamo stimato che nel territorio lecchese all’incirca 3000 persone soffrono di Afasia e la cosa triste è che molti cittadini non sanno di cosa si tratti. Questa giornata serve per farci conoscere e spiegare come comportarsi con una persona afasica. A causa dei danni all’emisfero sinistro del cervello gli afasici non riescono a comunicare e hanno bisogno di sedute continue di riabilitazione cognitive. E’ importante che ad un afasico si dia il tempo necessario ad esprimersi senza mettere fretta. In questo senso i ragazzi dell’istituto Maria Ausiliatrice hanno fatto un lavoro incredibile riuscendo ad educare i commercianti lecchesi con successo” ha spiegato soddisfatta.
Una giornata nella quale accanto alla sensibilizzazione si è documentato un lavoro capillare e competente su un tema delicato e che sfugge all’opinione pubblica, ma che è ben presente, anche con toni drammatici in chi vive in prima persona questa patologia e per chi è chiamato ad assistere gli afasici.
C.Ca.
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