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Scritto Mercoledì 31 ottobre 2018 alle 23:37

Provincia: nel suo bilancio di fine mandato il presidente uscente cita l'ansia per strade e scuole

Il cantiere della Lecco-Bergamo,
all'imbocco di Chiuso in un'immagine scattata all'avvio dei lavori
"Se la Regione e lo Stato non colgono la reale situazione in cui versano le strade saremo continuamente rincorsi dalle emergenze. Non si può andare avanti così". Il bilancio di fine mandato di Flavio Polano è un'analisi a tutto tondo che non risparmia, da esponente del PD chiamato a governare senza certezze e soprattutto senza risorse, anche critiche alla riforma degli Enti locali avviata dal suo stesso partitico, partendo da "giusti propositi" salvo poi "naufragare con l'esito referendario", creando un pantano istituzionale dal quale, ha detto il Presidente della Provincia di Lecco, è necessario "uscire il prima possibile".  Ricordando di aver potuto investire oltre quattro milioni sulle scuole e quasi quella cifra per la manutenzione della rete viaria, ha altresì ammesso come tali due ambiti siano stati negli ultimi quattro anni un suo motivo di ansia. Del resto, come accennato dal consigliere Simonetti nel suo discorso di saluto, il mandato Polano sarà ricordato per la "mazzata" relativa al blocco del cantiere della Lecco-Bergamo e per il crollo del ponte di Annone, due carichi da 90 che, ovviamente, non potevano essere esclusi, dal diretto interessato, nel suo consultivo. Ha così parlato di un intervento "non partito bene e conclusosi male, con l'azienda che ha deciso di interrompere l'opera" in riferimento alla variante San Girolamo dell'infrastruttura viaria più attesa dal territorio, non nascondendo la propria amarezza nel veder i tempi allungati oltremisura. "Ora che il cantiere è stato riconsegnato, bisogna ripartire, tenendo presenti due scenari" ha detto, ricapitolando le due vie ora percorribili e dunque a cessione ad Anas della strada e dunque dei lavori o la gestione diretta da parte della Provincia, con tale seconda scelta preferibile in termini di governo del cronoprogramma ma più "onerosa" in termini di peso sull'Ente, dovendo lo stesso affrontare anche le incombenze della quotidianità e dunque i problemi relativi alle altre strade e alle scuole, oltre alle ulteriori materie di sua competenza. "Non dobbiamo più permetterci intoppi e rallentamenti. La strada, qualunque sarà, deve essere non dico in discesa ma pianeggiante. Mi permetto di evidenziare - ha sottolineato - che questa scelta andrà fatta attentamente e dovrà essere sostenuta unitariamente da tutto il consiglio provinciale. Insomma, remiamo tutti dalla stessa parte".
Il ponte crollato ad Annone
Quanto al crollo del cavalcavia numero 17 della ss36, Polano ha parlato di una "vicenda che mi ha colpito profondamente" nonché di "un episodio che non sarebbe dovuto accadere", auspicando che la questione giudiziaria possa chiudersi velocemente nel rispetto di chi chiede giustizia e dunque in primo luogo della famiglia del civatese Claudio Bertini, morto sotto la campata collassata nonchè che vengano rispettati i tempi della ricostruzione e dunque nel giro di un anno si possa tornare a dare respiro al territorio e alle sue imprese.
Senza dimenticare di citare tutti gli escamotage messi in atto per arrivare alla stesura, di anno in anno, del bilancio e di aver più volte rischiato il dissesto, il "comandante in capo" di Villa Locatelli non ha potuto rammentare di essere riuscito a far quadrare i conti "vendendo pezzi del nostro patrimonio": "in un paese normale certe cose non avvengono ma purtroppo la situazione ci ha costretti a fare ciò" ha sostenuto, quasi a scusarsi nei confronti della cittadinanza e di chi raccoglierà il suo testimone, ben conscio delle difficoltà che Claudio Usuelli si troverà ad affrontare, sostenuto però dall'intero arco consigliare (ad esclusione solo delle Sinistre), elemento che sicuramente garantirà un maggiore impulso ad un gruppo che già, nel mandato in corso, ha dimostrato di "non voler mai mollare".

A.M.
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