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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 13:28

Garlate: per il 4 Novembre il sindaco invita a non fermarsi alla ‘normalità della guerra’

“La pace è indispensabile per vivere in serenità e felicità come un’unica famiglia umana: prestiamo attenzione, quindi, perché non siamo ancora al riparo dalla violenza. Come genitori, nonni, cristiani e cittadini responsabili abbiamo il dovere di non rassegnarci a un’ottica secondo cui la guerra è quasi la normalità: in tantissimi hanno perso la vita per consegnarci un mondo diverso”.

Ha parlato così questa mattina il sindaco di Garlate Giuseppe Conti nel corso della consueta cerimonia del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che quest’anno coincide anche con il centenario dalla fine della Grande Guerra.

Un discorso molto intenso, quello del primo cittadino, pronunciato in Chiesa Parrocchiale al termine della S. Messa delle ore 10.00, alla quale hanno preso parte anche le altre autorità del paese, gli Alpini e i rappresentanti delle associazioni di volontariato: i membri del neonato Gruppo Librando della Biblioteca Civica hanno poi proposto alcune letture sul tema della giornata, tra cui uno stralcio dal bollettino della Vittoria di Armando Diaz e uno scritto privato di un soldato sconosciuto.

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“Con la Prima Guerra Mondiale è davvero finito un mondo” ha dichiarato il sindaco Giuseppe Conti sull’altare. “Il mese di Novembre di un secolo fa è stato sinonimo di tanti momenti di festa e gioia, non tanto per quella Vittoria retoricamente celebrata per decenni nei libri scolastici, quanto per la vita, per l’apparenza di un ritorno alla normalità, alla speranza. La guerra, però, resta, è incancellabile: ciò che spezza non può essere aggiustato. E la guerra torna, anche quando sembra essere un lontano ricordo: dal primo conflitto mondiale è nata una società nuova, in cui era difficile avere ancora fiducia nel progresso e nella razionalità, che dopo pochi anni ha prodotto una nuova spirale di violenza, con il dramma dell’olocausto e dei totalitarismi. Si è così formata una nuova visione del mondo, secondo cui la guerra era quasi la normalità. Guerra che – non dobbiamo dimenticarlo – si sta combattendo anche oggi in zone del mondo non così lontane dalla nostra Italia come il Medio Oriente, nostra “matrice” territoriale in quanto parte dell’Impero Romano: non rassegniamoci a questa situazione, la pace è fondamentale per tutti noi, per i nostri figli e nipoti, ai quali abbiamo il compito di consegnare un mondo il più possibile simile, se non migliore, a quello che abbiamo ricevuto in eredità da chi ci ha preceduto”.

Al termine della celebrazione, tutti i presenti in Chiesa si sono diretti in corteo verso il vicino Monumento in ricordo dei Caduti, citati uno ad uno al suono del silenzio militare: le note dell’inno nazionale hanno poi accompagnato l’alzabandiera e la deposizione della corona di alloro, un simbolico omaggio poi ripetuto anche al Santuario dei Santi Cosma e Damiano. In occasione del 4 Novembre e della speciale ricorrenza di quest’anno, il Gruppo Librando ha inoltre allestito in Biblioteca una piccola mostra di ricordi della Grande Guerra, grazie alla disponibilità dei famigliari di alcuni soldati: tra lettere personali, elmetti e distintivi, si nota anche una piccola cucina da campo attrezzata di tutto il necessario, uno speciale reperto appartenuto al Tenente garlatese Giovanni Gnecchi.
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B.P.
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