Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 55.836.877
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 14:23

Calolzio: nel centenario della fine della Guerra una nuova targa per i fratelli Rondalli

Nel giorno in cui tutta Italia celebra la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, nonchè il centenario dalla fine della Grande Guerra, a Calolziocorte presso il campo sportivo dell'Oratorio è stato rinnovato il ricordo di Mario Lino e Lorenzo Rondalli, fratelli nativi del paese, morti combattendo durante il primo conflitto mondiale.

La targa

Il terreno dove ora sorge il campo fu donato dalla famiglia Rondalli nel 1953 con la volontà di mette-re a disposizione dell'Oratorio un luogo dove i ragazzi potessero passare il loro tempo insieme. Le salme dei due fratelli soldato, sepolte separatamente, furono riconosciute grazie a una targhetta che la madre aveva cucito sugli indumenti intimi dei figli, la quale riportava il nome dell'Oratorio, testimonianza del longevo e stretto rapporto che ha sempre legato questa famiglia alla Parrocchia calolziese.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Rimossa in quanto rovinata, la targa in memoria dei due ragazzi scoperta quest’oggi è stata rifinan-ziata dal Gruppo Alpini.
Ad accogliere i partecipanti, dopo la Santa Messa, sono le note dell'inno nazionale intonate dal Premiato Corpo Musicale "G. Donizetti", durante il quale Giusi Rondalli, nipote dei due giovani caduti, ha con grande emozione svelato la nuova piastra, dinanzi alle penne nere e al sindaco Marco Ghezzi, oltre che ai concittadini intervenuti.
"Il terreno sul quale sorge il campo sportivo dell'oratorio è stato donato dalla famiglia Rondalli" recita la lapide, "A ricordo di Mario Lino Rondalli: medaglia d'Argento al Valor Militare, 126° Rgt. Fanteria, morto sul Monte Sabotino  nel 1915; e di Lorenzo Rondalli: 74° Rgt Fanteria, morto sul fronte orien-tale nel 1917".

Il sindaco Marco Ghezzi

"Benediciamo non tanto questo marmo, quanto il ricordo di due giovani morti durante la guerra. Benediciamo la possibilità che oggi i ragazzi che frequentano l'Oratorio si ricordino di chi, ugualmente giovane, ha donato la sua vita" ha dichiarato Don Matteo prima di benedire la targa e invitare tutti i presenti a recitare il Padre Nostro.
Giusi Rondalli con voce rotta dall'emozione ha a sua volta ringraziato tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione della nuova targa a ricordo di quei due zii che sono rimasti prepotentemente giovani nella memoria della sua famiglia. Due zii che oggi sembrano come dei figli ai suoi occhi e a quelli di sua sorella, che li rivedono nei giovani di oggi, i quali condividono l'età che i due avevano quando combatterono e morirono sotto il ruggente fuoco della Prima Guerra Mondiale.


Don Matteo Bartoli

"Tante volte mi chiedo il motivo per cui, nonostante la mia passione per la storia, non abbia mai chiesto a nostro padre di raccontarci qualcosa sui suoi fratelli. Poi mi sono resa conto che anche lui era solo un ragazzo a quei tempi e sono sicura che mi avrebbe risposto con le parole del poeta Virgilio: Mi chiedi di rinnovare un dolore indicibile".
La speranza, ha aggiunto Giusi, è quella che le generazioni future crescano nel ricordo di questi giovani che, nonostante la retorica dell'immediato dopoguerra, erano solo dei bravi ragazzi costretti ad uccidere altrettanti bravi ragazzi.

Conclusa l'inaugurazione della nuova targa ha avuto invece inizio il solenne corteo il quale ha sfilato per le strade di Calolziocorte con ritmo scandito dalla Banda "G. Donizetti" e che ha accompagnato i partecipanti dinanzi al Monumento ai Caduti sul quale è stata posta la tradizionale corona in onore non solo dei martiri calolziesi, ma di tutte quelle anime che troppo presto, con crudeltà e ingiustizia, sono state strappate dalla loro vita e dalle loro famiglie.
A.T.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco