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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 15:33

Malgrate: i tragici numeri del 4 novembre raccontati con una targa ai giovani caduti

È stato un 4 novembre in cifre, quello malgratese, durante il quale al ricordo delle tragedie della Prima Guerra Mondiale - fatta di scenari nazionali, spirito patriottico e, purtroppo, indelebili squarci sulla bandiera tricolore - si è aggiunto quello più intimo, sentito ed impresso sulla pelle della storia di Malgrate. Il primo significativo numero snocciolato durante la ricorrenza è il 100, lo stesso degli anni trascorsi da quella Grande Guerra che ha cambiato irrimediabilmente la vita di milioni di persone, tra le quali quella di 150 civili in particolare: giovani ragazzi o padri di famiglia, figli e fratelli, ma soprattutto cittadini malgratesi obbligati a passare dal tepore delle proprie case al freddo campo di battaglia del fronte.

È stato proprio a queste 150 anime - seconda cifra cardine della celebrazione - che è spettato di diritto un segno ancora più tangibile della memoria malgratese: al termine dell'alzabandiera sullo sfondo lacustre del Parco delle Rimembranze, l'altisonante corteo - capitanato dal sindaco Flavio Polano, dalle autorità militari e da don Andrea Lotterio, nonché dal Presidente AVIS Pierina Galbusera e dalle Penne Nere malgratesi sormontate dal proprio labaro - ha attraversato le arterie del borgo fino al cuore del Comune, dove una scintillante insegna celebrativa, posta sul lato destro dell’ingresso di Palazzo Agudio, si preparava ad essere svelata ai cittadini.
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"Abbiamo voluto riportare in questa targa tutti i giovani di Malgrate chiamati alle armi per la Grande Guerra" ha esordito il sindaco Polano, di fronte all'insegna inizialmente avvolta dal tricolore e fortemente voluta dal Gruppo Alpini e dall’Amministrazione Comunale. "Si tratta di circa 150 giovani, ragazzi del tempo, alcuni dei quali hanno avuto la fortuna di tornare, al contrario di molti che purtroppo non hanno fatto ritorno". 150 nomi, impressi indelebilmente su quella parete, che assumono però un valore ancora più pregnante se confrontati con il numero totale di abitanti malgratesi dell'epoca: come raccontato dal capogruppo delle Penne Nere Clorindo Riva, a comporre il Comune di Malgrate al tempo della Grande Guerra erano solo 1000 persone, terzo ed ultimo numero che forse più di tutti rende l'idea del devastante impatto dell'imponente conflitto mondiale sul piccolo ritaglio malgratese.

"Questi numeri ci dimostrano che a quel tempo un padre e almeno un figlio di ogni famiglia sono stati costretti a partire: deve essere stata una cosa che ha terribilmente pesato sulla vita famigliare, quindi a maggior ragione, in occasione di questi cento anni, ci sembrava doveroso lasciare un ricordo" ha così concluso Polano, attorniato dall'applauso riflessivo del pubblico ed accompagnato dalla preghiera finale di don Andrea.

Dopo la speciale “tappa” in Municipio, il corteo ha infine raggiunto la Parrocchia di San Leonardo, per assistere alla celebrazione eucaristica prima di recarsi al Monumento ai Caduti per i rituali discorsi delle autorità civili. Insieme a queste ultime e alla comunità raccolta nella piazza antistante la chiesa, di fronte al Monumento si sono infine disposti anche i membri del Gruppo Alpino malgratese, ai quali si deve la riqualificazione di quest'ultimo e che proprio oggi hanno festeggiato il cinquantesimo anniversario di fondazione. Insieme a mogli, amici e simpatizzanti, le Penne Nere hanno così concluso la mattinata con un aperitivo in oratorio, prima di darsi appuntamento al Bar Luna di Valmadrera per pranzo sociale in compagnia.
F.A.
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