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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 21:10

Olginate: canti e poesie per celebrare la pace a 100 anni dalla fine della Grande Guerra

Questo pomeriggio la cittadinanza olginatese si è stretta intorno al suo monumento ai caduti, situato all'interno del cimitero comunale, per celebrare la Giornata delle Forze Armate e del Combattente, dell’Unità Nazionale, del Decoro al Valor Militare e dell’Orfano di Guerra, nell’anniversario secolare dell'armistizio della prima guerra mondiale.

VIDEO

Presenti semplici cittadini, rappresentanti del comune e dei vari corpi militari insieme ai gruppi e alle associazioni locali, al Coro ANA dell'Adda e al Premiato Corpo Musicale Gaetano Donizetti. Dopo il saluto alla bandiera, l'esecuzione dell'inno di Mameli e un primo canto, il corteo si è mosso verso il monumento per le vittime della prima guerra mondiale, dove è stata posata una corona per i caduti militari, civili e gli orfani di guerra e dove il Sindaco Marco Passoni, a nome dei suoi concittadini, si è raccolto in un minuto di silenzio riverente.
I giovani studenti delle scuole primarie olginatesi hanno raccontato il percorso: appreso il valore della pace hanno composto alcune poesie sul tema della guerra, associandole poi a testi di firme celebri quali Quasimodo e Montale.

Dopo questo primo momento di raccoglimento, il corteo si è spostato accompagnato dalle note della banda, fino al monumento per gli Alpini in via del Pino, dove il Coro dell'Adda ha intonato altri brani. Il serpentone ha poi raggiunto la Parrocchia di Sant'Agnese, passando per Via Senatore Amigoni fino a Via Sant'Agnese.
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La manifestazione è stata organizzata e presentata da Mauro Sala e dal vigile Malighetti Fabrizio, che ha preso parola prima del sindaco per raccontare la storia dei discorsi dei passati primi cittadini olgiatesi, che dagli anni '80 ad oggi, si sono confrontati con il 4 Novembre.

Passoni, a sua volta, ha preso parola per un breve ma significativo intervento, attraverso il quale ha evidenziato quanto sia importante tramandare la memoria storica alle nuove generazioni, che non conosceranno probabilmente dal vivo nessun reduce ma devono poter sapere e capire quanto sia terribile e spaventoso lo spettro della guerra, che fortunatamente non conosciamo nel nostro paese da oltre 70 anni.

Il sindaco ha anche voluto collegarsi alla nostra storia recente, volendo spendere un pensiero sul concetto di allontanamento e prevaricazione che si può rintanare nella nostra retorica, portandoci ad essere spaventati dal prossimo e a costruire dei "muri" intorno a noi, dimenticandoci quando la compassione e la collaborazione siano importanti per lo sviluppo e la pace in ogni paese e contesto cittadino.
R.A.G.
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