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Scritto Lunedì 05 novembre 2018 alle 16:41

Olginate, omesso versamento di ritenute: imprenditrice condannata a 2 anni e mezzo

Il Tribunale di Lecco
Due anni e sei mesi di reclusione, più 800 euro di multa e il pagamento delle spese processuali. È questa la pena comminata dal giudice monocratico Maria Chiara Arrighi nei confronti di Costa Annalisa, amministratrice unica delle società "Greppi Holding snc" e "Penta srl", entrambe con sede legale ad Olginate, per mancato versamento delle ritenute previdenziali.
Questa mattina era prevista la conclusione del processo che vede riuniti tre fascicoli relativi agli stessi capi d'imputazione suddivisi in diversi periodi compresi tra il 2008 e il 2014. In particolare per la Penta srl, per le annualità dal 2008 al 2013 non sarebbero stati versati all'INPS circa 70 mila euro e non sarebbero stati versati contributi mensili dovuti pari a circa 88 mila euro; per la Greppi Holding snc invece non sarebbero state versate le ritenute per un importo poco superiore a 120.000 euro.
Nel presentare le sue conclusioni, il vice procuratore onorario Mattia Mascaro ha chiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i fatti contestati tra il 2008 e il 2011; per i fatti residui, risultata provata la responsabilità penale dell'imputata, il VPO ha proposto la condanna della Costa a due anni e sei mesi di reclusione.
Di contro l'avvocato Renato Cogliati, in sostituzione del collega Federico Pergami del foro di Milano, ha affermato nella sua arringa difensiva che i mancati versamenti sono conseguiti all'impossibilità di adempiere dovuta alla crisi di liquidità che le aziende stavano attraversando in quei periodi: la sua assistita, per causa di forza maggiore, avrebbe perciò privilegiato il pagamento dei salari dei dipendenti. Secondo il legale sarebbe quindi venuto a mancare l'elemento soggettivo della fattispecie costitutiva del reato e ha chiesto perciò l'assoluzione dell'imprenditrice con la formula più ampia.
Il giudice Maria Chiara Arrighi, ritiratasi in camera di consiglio, ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti della Costa per i fatti a lei contestati tra il 2008 e il 2010, condannandola, con il vincolo della continuazione, a due anni e sei mesi di reclusione, più il pagamento di 800 euro di multa, per il periodo tra il 2011 e il 2014.

B.F.
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