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Scritto Venerdì 09 novembre 2018 alle 08:36

Olginate: la diga chiusa dopo il nubifragio. Parla l’Ing. Bertoli, del Consorzio dell’Adda

Ma possibile che con tutta la pioggia e i fiumi in piena, il lago che si alza di millimetri dopo millimetri (e non è poco) ogni ora... hanno ben pensato di chiudere la diga????

Un lettore

Per spiegare come funziona esattamente una diga, probabilmente non basterebbe un manuale intero: nel tentativo di rispondere in maniera semplice, ma allo stesso tempo esauriente, al quesito posto da un nostro lettore via Whatsapp e di fare chiarezza sull’argomento, abbiamo quindi contattato l’Ingegner Luigi Bertoli, il direttore del Consorzio dell’Adda, da oltre 25 anni tra i principali responsabili della regolazione delle acque del fiume di manzoniana memoria, per cui risulta fondamentale proprio l’opera di ritenuta posta poco a monte del Ponte Vittorio Emanuele III, tra Olginate a Calolziocorte.

Non è stato certo un caso, infatti, se negli ultimi giorni, specialmente dopo il violento nubifragio dello scorso lunedì 29 ottobre, i residenti in zona si sono trovati ad ascoltare per decine e decine di volte l’inconfondibile rumore delle sirene che annuncia un imminente movimento della diga. “Il nostro lavoro si basa su una serie infinita di parametri, che vanno ben al di là della situazione contingente dell’Adda e richiedono un continuo monitoraggio” ci ha spiegato l’Ingegner Bertoli. “Non basta, quindi, verificare il livello dell’acqua nel lecchese e/o nel comasco: il fiume – è bene ricordarlo – fa parte di un reticolo idrico che ha un’incidenza non indifferente anche sul Po, ovviamente da tenere sott’occhio. Per essere sempre pronti a intervenire, è poi fondamentale consultare costantemente le previsioni meteorologiche: noi chiaramente abbiamo a disposizione appositi strumenti, calibrati sul nostro territorio ma anche sull’intera Europa. Ognuno di questi traduce in numeri e indicatori i dati rilevati, che per noi – tramite grafici e tabelle – finiscono per assumere un determinato significato, a seconda del contesto”. Alcuni di questi dati possono essere liberamente visualizzati a questo link.

Focalizzandosi sulla situazione attuale del Lago di Como, è possibile scoprire, per esempio, che alle ore 15.00 di ieri, giovedì 8 novembre, l’acqua ha raggiunto un’altezza media di 89.6 centimetri, con un afflusso di 347.7 metri cubi al secondo e un deflusso di 285.3: il riempimento complessivo del bacino ha toccato la quota del 75.9% (il Lago Maggiore è al 150%) con una tendenza alla crescita rispetto ai giorni scorsi (per visualizzare grafici e tabelle con tutti i dati rilevati è sufficiente cliccare sulla lente d’ingrandimento nei box relativi ai singoli laghi). “Evidentemente c’è chi si lamenta – ha commentato l’Ingegner Bertoli – ma se in questo momento la diga di Olginate non fosse chiusa l’Adda avrebbe superato l’altezza di 150 centimetri: soltanto per fare un esempio, Piazza Cavour a Como sarebbe completamente allagata. In tal modo, invece, la situazione è sotto controllo e – cosa da non sottovalutare – l’acqua presente nel bacino potrà rappresentare una preziosa scorta per i mesi futuri, a beneficio dell’intera Penisola. Lo ribadisco, nessun movimento della diga è casuale, ma frutto di lunghe e complesse osservazioni: fino a una ventina di anni fa non ci capitava raramente di essere svegliati nel bel mezzo della notte da allarmi improvvisi che ci obbligavano a intervenire in un modo o nell’altro, ma ora la tecnologia ci dà un’importante mano. Ormai i sensori riescono a prevedere con anticipo e con un’ottima dose di affidabilità i movimenti e le caratteristiche dell’acqua. Lunedì scorso e nei giorni immediatamente precedenti il nubifragio, per esempio, la diga era aperta: soltanto una volta cessata l’emergenza abbiamo iniziato ad agire diversamente, per garantire l’incolumità di tutti, ma anche per rispondere a tutte le esigenze sociali e produttive del territorio”.

La diga di Olginate, costruita mediante fondazioni ad aria compressa, è lunga circa 150 metri ed è divisa in 8 “luci” di 14 metri ciascuna, con soglia a 195 metri sul livello del mare. Queste sono chiuse da paratoie piane a rulli alte 4 metri, che possono essere manovrate sia elettricamente che manualmente. Sul lato sinistro è collocata una conca per la navigazione di 28 x 5.20 metri, oggi utilizzata saltuariamente come vasca per agevolare la risalita dei pesci in direzione del Lago di Como.

Oltre al portale internet citato sopra, chi volesse avere maggiori informazioni in merito può visitare il sito del Consorzio dell’Adda al seguente link.
B.P.
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