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Scritto Venerdì 09 novembre 2018 alle 17:11

Pecunia Facilis: 13 i soggetti indagati, disposti sequestri per 16 milioni di cui 4 già 'recuperati'

Quattro milioni sono già stati recuperati. E il “conto” è destinato a salire, a fronte dell’autorizzazione a procedere ad un sequestro preventivo per equivalente di 16 milioni complessivi. Nel dare esecuzione al decreto firmato dal Gip orobico Marina Cavalleri, i finanzieri del Comando Provinciale di Lecco e gli uomini della Squadra Mobile della locale Questura hanno già “bloccato” liquidità presente su numerosi conti, quote societarie e denaro contante. “Messi i sigilli” poi a 15 immobili di lusso nelle province di Bergamo e Salerno, con capatina anche a Milano e Venezia. 22 infine le auto di valore rintracciate, oltre a orologi e quadri.

Il t.colonnello Gorgoglione, il colonnello Dell'Anna, il Questore Guglielmino e il dr. Danilo Di Laura

E’ questo lo sviluppo dell’Operazione Pecunia Facilis che, nel maggio scorso, aveva già portato all’applicazione di due misure cautelari per i reati di corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio nei confronti del direttore dell'INPS di Sondrio, già in servizio a Bergamo, e del suo supposto corruttore, un imprenditore del settore della somministrazione di manodopera. E sembrerebbe essere sempre il mondo cooperativo e delle imprese di servizi a fare, prevalentemente, da sfondo, anche all’agire del supposto sodalizio criminoso eradicato dagli operanti coordinati dal sostituto procuratore Nicola Preteroti, composto anche da vari consulenti che avrebbero fornito ai propri clienti una vera e propria “assistenza fiscale e previdenziale” connotata da una preordinata fraudolenza: il meccanismo permetteva di compensare tramite i modelli F24 debiti tributari e previdenziali con crediti inesistenti, procurati a seguito del versamento “cash” del dovuto, con tale denaro che – hanno ricostruito gli investigatori – entrava poi in una sorta di “spirale” con effetto lavatrice, rimbalzando tra più società e tornando poi nelle disponibilità in parte degli stessi imprenditori ed in parte dei membri del supposto gruppo ripulito e dunque nuovamente spendibile, con importanti vantaggi a scapito però della pubblica economia, beffata a più riprese.

Ha parlato dunque di una serie di comportamenti illeciti portati alla luce dall’agire congiunto di Polizia e Finanza, su delega della Procura di Bergamo, il Questore Filippo Guglielmino nel presentare l’attività investigativa al fianco del Comandante provinciale delle Fiamme Gialle Pasquale Dell’Anna. Con loro al tavolo anche il dr. Danilo Di Laura a capo della Squadra Mobile e il tenente colonnello Antonio Gorglione alla testa del Nucleo di Polizia Tributaria. Sono stati quest’ultimi a meglio lumeggiare le ipotesi di reato ascritte a vario titolo ai 13 indagati, dall’indebita compensazione di crediti (prevista dall’articolo 10 quater delle Legge tributaria) al riciclaggio e all’autoriciclaggio, ascritti a soggetti “che hanno ottenuto milioni di euro frodando l’Erario” andando a “inquinare un circuito economico sano”, secondo uno schema così sintetizzabile:

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