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Scritto Mercoledì 14 novembre 2018 alle 15:02

In viaggio a tempo indeterminato/50: a piedi nudi nei templi indù

La nostra avventura in questo meraviglioso Paese chiamato India è iniziata dalla regione più a sud, il Tamil Nadu. Questa zona è famosa per essere ricca, anzi ricchissima, di stupendi templi indù. Dobbiamo ammetterlo, non siamo grandi conoscitori o appassionati delle religioni, ma qui in India i templi e tutto ciò che ruota attorno ad essi hanno un fascino a cui è impossibile resistere.

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Così, un po’ per scappare dal rumore e dal caos delle strade indiane, un po’ per andare a sbirciare da vicino questi luoghi mistici, abbiamo passato molti momenti delle nostre giornate a passeggiare a piedi nudi all’interno dei cortili dei templi. Sì, a piedi nudi, perchè le scarpe o le infradito si lasciano sempre fuori. Non possono entrare nemmeno se portate in mano o nascoste nella borsa. Camminare sulla pietra liscia e calda è davvero una bella sensazione e dà un senso di libertà. Bisogna solo fare un po’ di attenzione agli insidiosi sassolini appuntiti, ma soprattutto ai “ricordini” lasciati dalle mucche che, sì, arrivano anche qui. Niente pantaloni corti o spalle scoperte e soprattutto niente sacchetti di plastica o oggetti di pelle. I controlli all’ingresso sono severi, o almeno lo sembrano. Ci sono i metal detector e i poliziotti che in teoria dovrebbero verificare le borse, ma che in realtà lasciano passare tutti e riservano ai turisti solo uno sguardo curioso. Per entrare al tempio si passa da porte meravigliose. Si tratta delle gopuras, delle altissime piramidi intagliate con immagini colorate. Ce n’è una per ogni accesso al tempio nei 4 punti cardinali. I dettagli sono impressionanti e si potrebbe passare ore ad ammirarli e ad osservare le scimmie che saltano da una statua all’altra.



Una volta varcata la soglia, ci si ritrova in un mondo completamente diverso. L’enorme cortile, il colonnato, il ghat - una specie di piccolo laghetto -, il profumo dell’incenso e dei fiori da portare come offerta alla statua del dio. In sottofondo un canto, una specie di cantilena rilassante viene trasmessa dagli altoparlanti. E in ogni tempio viene venerato un dio diverso. Ci sono i templi dedicati a Shiva, il distruttore che ha creato l’universo, rappresentato con 4 o più facce, un tridente in mano e la moglie Parvati al suo fianco. Poi ci sono i templi per il culto di Vishnu, il dio dalla pelle blu, con 4 braccia e accompagnato da Garuda, un essere mezzo uomo e mezzo aquila. E poi ci sono i templi dedicati a Brahma, quelli per Ganesh, il dio con la testa di elefante, o Hanuman, il dio scimmia... Insomma una religione con così tanti personaggi, storie stravaganti, riti bizzarri che non basterebbero anni per conoscerli tutti.



E così, consapevoli di non capirci molto, siamo rimasti più volte in un angolo in silenzio ad osservare. Ma c’è una cosa che ci ha colpito davvero tantissimo. Quando si arriva all’ultima stanza più interna del tempio, quella che contiene la statua che rappresenta il dio, ci si ritrova davanti una tenda. Enormi piramidi intagliate, cortili, colonne in marmo, laghetti per poi venerare una tenda?? In realtà, le statue degli dei nei templi indù “ricevono su appuntamento”. In particolari momenti della giornata, i sacerdoti suonano ripetutamente una campana. I fedeli accorrono. La tenda viene aperta e viene mostrata la statua. Tutti porgono ai sacerdoti offerte che consistono in ghirlande di fiori, banane, noci di cocco... e ricevono in cambio un segno sulla fronte fatto con della polvere bianca o dell’olio. Pochi minuti, la campana suona di nuovo e la tenda viene chiusa. Le persone si disperdono e torna tutto ad essere tranquillo come pochi minuti prima. L’India, con la sua cultura affascinante e misteriosa, ma soprattutto con i suoi controsensi, ci sta conquistando ogni giorno di più.

Le nostre avventure indiane continuano ogni giorno sulla pagina Facebook- Beyond The Trip, su Instagram e ogni settimana qui su LeccoOnline.
Angela e Paolo
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