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Scritto Lunedì 19 novembre 2018 alle 13:31

Piazza Garibaldi: tra appalti in arrivo per Teatro e Tribunale e il Natale con il cugino di Spelacchio

Marco Calvetti
Piazza Garibaldi è il cuore della città e un suo simbolo. E' il luogo del Tribunale, del Teatro, della Banca Popolare di Lecco. Uso il presente storico sulle ali di un passato glorioso perché in verità dovrei ricorrere ai tempi del "fu". Da anni ormai il luogo è diventato un'arena per manifestazioni di basso rango. Dalla rassegna dei prodotti lombardi con tanto di arancini e Cannonau (un'autentica bufala insomma) ai gruppi musicali di serie C, ai mercatini che neanche a Erve. Una caduta dopo l'altra che, siamo pronti a scommettere, troverà a Natale il degno epilogo con l'albero, cugino di Spelacchio.
Forse chi non è lecchese nel sangue e nelle viscere non coglie la delusione profonda per questo progressivo abbruttimento che si aggiunge a un decoro urbano tutt'altro che scintillante. Ma qualche buona novella pare affiorare. Nei giorni scorsi  la Commissione permanente del Tribunale di Lecco con presidente e Procuratore ha dato via libera al progetto esecutivo dell'ultimo lotto e nella primavera 2019 è previsto l'appalto definitivo.
Un segnale concreto che contribuisce a restituire fervore a quel camposanto che è ormai piazza Garibaldi. L'aspetto cimiteriale si può riassumere nel palazzo della ex Deutsche Bank per il quale il Comune nel febbraio 2017 aveva avviato la procedura per la variante. Una società privata premeva per una soluzione che contemplava una catena di supermercati e altri spazi per attività commerciali e servizi. Proprio nei giorni scorsi l'Amministrazione ha certificato e notificato la morte della pratica. Tempo di crisantemi insomma e non vogliamo raccogliere l'eco di una voce da bar che vorrebbe in pista un'altra proposta, non bene identificata. Per intenderci, a Palazzo Bovara non è neppure squillato il telefono.
Nel frattempo a salvare la piazza dall'agonia ha provveduto Confcommercio con la ristrutturazione di Palazzo Falck, oggi Palazzo del Commercio, una struttura moderna, funzionale e che ha "regalato ai lecchesi" l'uso della storica sala per dibattiti e il libero accesso all'ampio atrio che spesso ospita mostre di artisti locali. Che tocchi ai Commercianti tenere in vita un patrimonio collettivo può anche stare bene, purché non si riveli una sorta di cattedrale nel deserto. Sullo sfondo, non dimentichiamo, c'è la questione del teatro con la sequela di rinvii, di scuse e pretesti che ora pare abbiano trovato una via d'uscita. Si è a due passi dall'appalto che, dal Comune assicurano, farà risparmiare 1 milione di euro. Ma ha fatto perdere ai cittadini quasi un lustro di attività culturali che avevano nel "Sociale" il loro fulcro.
In attesa dei prossimi passi ci auguriamo che nel solco delle recenti performance non ci tocchino saltimbanchi, mangiafuoco e la solita giostra delle bancarelle che, al di là della passione degli ambulanti, trasformano piazza Garibaldi in una fiera di paese.
Marco Calvetti
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