Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 64.639.425
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 21 novembre 2018 alle 09:00

In Provincia sventola la bandiera azzurra con il PD alla finestra e la Lega... al verde

Se il Governo è giallo-verde, la Provincia di Lecco è incontrovertibilmente azzurra. I numeri non ci danno ragione, i risultati sì. E’ la politica, bellezza. E se non c’è due senza il tre e il quattro vien da sé, la compagine targata “Libertà e Autonomia” con il forzista Micheli affiancato dal meratese Casaletto e dal “sovranista” a tambur battente Pasquini si appresta a fare poker dopo aver già messo a dieta non solo la sbiadita maggioranza di centrosinistra orfana di Polano ma anche e soprattutto i compagni di banco della Lega rimasti – mannaggia a loro - a bocca asciutta, sopraffatti dal fagocitante terzetto.

La sede della Provincia di Lecco

In principio vi fu il CFPA di Casargo: nella piatta estate 2018, ricordata probabilmente più per la sua estensione, con il caldo apparentemente destinato a non finire mai, che per la vivacità delle pagine di cronaca, con atto del Presidente il vecchio CDA a trazione piddina è stato “rottamato” nella sua interezza, sindaco del paese “ospitante” incluso. Dentro, da Bevera, quale nuovo numero uno, Marco Galbiati. Una scelta di cuore, indubbiamente, nel ricordo di Ricky, alunno della scuola, divenuto “stella” decisamente troppo, troppo, presto. E di testa, perchè sicuramente il piglio dell’imprenditore aiuterà a offrire nuove stimoli a una realtà destinata a veleggiare a gonfie vele. Ma anche politica perché “da che parte sta” Galbiati è abbastanza evidente. Più vicino a Mauro Piazza sicuramente di Nunzio Marcelli.

I candidati della Lista Libertà e Autonomia per il rinnovo del consiglio provinciale nel 2016

Poi arrivò il turno del Presidente della Provincia e di quello che ci è stato venduto come un passo indietro della politica ed uno avanti dei sindaci che, tutti insieme appassionatamente, avrebbero optato per proporre un candidato unico andando a tirar per la giacchetta il collega Claudio Usuelli, dimenticando forse che, non anni luce fa ma giusto giusto alla scorsa tornata, si era messo in lista per entrare a Villa Locatelli come consigliere proprio tra le fila di “Libertà e Autonomia”. In quell’occasione non centrò l’obiettivo. Lasciato alla finestra e dimenticato per due anni, è stato fatto rientrare dalla porta, con tanto di tappeto rosso, non dovendo nemmeno raccogliere il guanto di sfida.
E arriviamo a lunedì: l’assise è chiamata a votare per la scelta del nuovo difensore civico territoriale. C’è un solo candidato: l’avvocato Dario Pesenti. Altro volto noto, già legato a Daniele Nava avendo ricoperto il medesimo ruolo sotto la sua presidenza. Scrutinio segreto: 11 presenti su 11, penna alla mano, imbucano il suo nome. “Non siamo passacarte” prova però a dire il capogruppo leghista Stefano Simonetti, chiedendo che la prossima volta, l’avviso di selezione sia più pubblico. Viene investito come un treno dallo smaliziato Pasquini che ribatte evidenziando come sia stato inserito all’albo pretorio e sul sito istituzionale. “Bastava accedervi”, pare aggiungere, senza mortificare però ulteriormente il collega consigliere probabilmente già ribollente all’idea che sì, i vicini di posto, anche a questo giro, sono riusciti a piazzare uno dei loro, nella rassegnazione del PD che, a Villa Locatelli, dopo aver affrontato rogne per quattro anni pare aver alzato bandiera bianca con un atteggiamento leggibile solo come un laconico “andate avanti voi, purché non ci stiate più addosso”. Perso – è il caso di dirlo – per strada Galbusera, con il noto “brio” di Scaccabarozzi e Crippa a regger l’asta restan solo la Maldini (entrata in Aula con leggiadria dopo il colpo inferto alla più griffata Massaro nella sfida interna al partito per la Segreteria) e Comi, ringalluzzito nel suo “esilio” vista lago a Villa Monastero. Requiem, verrebbe da dire, con il de profundis cantato solo – con il sorriso sulle labbra di chi ti affossa tendendoti la mano  - dal centrodestra visto lo zero collezionato dalla Lega locale che paga le divisioni interne (la Zambetti sorride a ogni inciampo di Simonetti) e risulta incapace, a quanto pare, di far sentire la propria voce anche quando nella stanza dei bottoni siedono esponenti extralecchesi del Movimento. L’esempio? La partita Fondazione Cariplo, prossima a chiudersi. E vogliamo scommettere chissà chissà chi la spunterà tra i tre nomi avanzati dalla Provincia di Lecco. Chissà.
Alice Mandelli
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco