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Scritto Giovedì 20 novembre 2014 alle 08:14

Ma i 'piddini' di Lecco preoccupati per l’avanzare della 'ndrangheta vivono nel paese dei balocchi e pensano che i cattivi abitino altrove?

Lecco, 18 Novembre 2014

La notizia dei 40 arresti eseguiti oggi, in Lombardia, dei quali 18 solo in Provincia di Lecco, nell'ambito di un'ulteriore maxi-inchiesta relativa a reati di stampo mafioso, non può lasciare indifferente il mondo politico lecchese.
Purtroppo, questa è la conferma del fatto che il nostro territorio non è affatto impermeabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata: l'aver appreso non solo dell'arresto di 18 persone residenti nel lecchese, ma anche la circostanza che proprio nel nostro territorio avvenivano i riti di affiliazione alla 'ndrangheta, ci porta alla responsabilità di richiamare nuovamente l'attenzione dell'opinione pubblica ed, in particolare, dei nostri rappresentanti politici, all'importanza della diffusione della cultura della legalità.
Non abbiamo dimenticato i fatti relativi all'inchiesta Metastasi e, come già abbiamo sostenuto allora, dobbiamo solo confermare la gratitudine e la fiducia nei confronti delle forze dell'Ordine e della Magistratura, per il loro insostituibile lavoro a garanzia della legalità e della repressione di ogni forma di illegalità e criminalità.
La politica, però, deve assolutamente fare la sua parte, sia al livello nazionale (ad esempio, con l'approvazione e l'applicazione di riforme che, nel garantire la trasparenza, riescano a contrastare la corruzione e le varie forme di illegalità) che al livello locale, mediante un'azione forte di sensibilizzazione, formazione ed informazione della popolazione e degli amministratori locali alle tematiche della legalità ed al contrasto della criminalità e della corruzione.
Proprio per questo, la Federazione provinciale di Lecco del Partito Democratico sta organizzando per i prossimi mesi sia un percorso pratico di formazione alla legalità ed alle pratiche anticorruzione, rivolto agli amministratori degli Enti locali, che un ciclo di incontri di formazione ed approfondimento sui temi della legalità e dei principi costituzionali, rivolto più in generale a tutti i cittadini ed in particolare a studenti.

Segretario Federazione Provinciale PD Lecco
Fausto Crimella

Marco Calvetti
Il comunicato del Partito Democratico, a seguito degli arresti di esponenti della ‘ndrangheta nel Lecchese,  è lastricata di pie intenzioni. Quasi che i piddini vivano nei paesi dei balocchi e i cattivi abitino altrove. Un vizio antico confermato anche davanti all’evidenza. Richiamano l’inchiesta “Metastasi” ma non una riga di autocritica o anche solo di onestà cronistica per ricordare come la vicenda abbia chiamato in causa figure del loro partito o di un’area  contigua. Il consigliere comunale Ernesto Palermo, perno dell’inchiesta non era iscritto al Rotary o alla bocciofila, ma al partito democratico al quale ha portato  i voti che aveva in carniere. E a essere coinvolti o lambiti sono stati il sindaco di Valmadrera Marco Rusconi, il suo collega lecchese Virginio Brivio. Per tacere del presidente della commissione urbanistica Alberto Invernizzi di Appello per Lecco.
E’ come avere in casa un malato di tumore e occuparsi del raffreddore altrui. Lodevole il progetto di avviare un corso di formazione alla legalità per gli amministratori locali. Per questi impegni non è mai troppo tardi, ma ora suonano come il tentativo di espiare un senso di colpa. Anche perché io come lecchese mi sento a disagio ogni volta che incontro colleghi, per lo più milanesi, che da tempo mi tempestano di domande su mafia e dintorni. Posso girare la domanda al segretario provinciale del Pd Fausto Crimella che ne sa certo più di me?
Marco Calvetti
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