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Scritto Lunedì 03 dicembre 2018 alle 13:46

Lecco: in uscita 'La parte opposta', il primo album del rapper Noccioman

Dopo anni sui palchi della città e non solo, il rapper lecchese Nicolò Antonini, in arte Noccioman, è pronto a pubblicare il suo primo disco. L'uscita è prevista per il mese di dicembre. Lo ha chiamato "La parte opposta": per Noccioman, un titolo ma non solo. E' una dichiarazione di intenti per il ventiseienne che da sempre nella musica ha voluto coagulare esperienze personali, riflessioni sul quotidiano e sul mondo.

Noccioman


A breve esce il tuo primo disco "la parte opposta". E' il tuo esordio ufficiale. Ci puoi dare qualche anteprima?
E' la prima volta che esco con le mie canzoni su un cd. Si tratta di un lavoro molto personale, in cui ho voluto inserire tanti episodi della mia vita e tante esperienze vissute. Inserendole sempre in un contesto più ampio e nel preciso contesto politico e sociale che stiamo vivendo: una situazione in cui chi sta al potere ha convinto la gente a farsi la guerra e a vedere nei bisognosi la causa del nostro malcontento

Tra i pezzi del disco, qual è quello a cui ti senti più legato?

Bè sicuramente quello che si chiama "Cerchi nel grano". E' la canzone più personale di tutto il disco: parlo dei momenti più scuri e negativi della mia vita, in particolare di un'esperienza che mi ha fatto conoscere la sconfitta. Non a caso il titolo fa riferimento ai famosi cerchi "alieni" nel grano che tutti conoscono ma a cui nessuno ha mai saputo dare un significato: "non rimo a gettoni, frate voglio i centoni/ non sai quanti ceffoni, quanti tagli chef Tony- quanti giri cerchioni e ancora qui che cerchiamo/di lasciare il segno siamo cerchi nel grano".

Se finora non hai ancora pubblicato neppure un singolo del nuovo disco, la sua copertina l'hai già rivelata: un pupazzo con il faccione di Donald Trump. Sulla tua pagina Facebook hai commentato "Abbiamo sempre saputo da che parte stare: la parte opposta". Perché hai scelto proprio il presidente americano?

L'ho scelto perché è un'immagine molto iconografica. Da un lato infatti, Donald Trump è il simbolo di un'intera generazione di politici, ora al potere negli USA, in Italia, in Brasile, che sembrano seguire una linea politica che non rispetta i diritti umani. Dall'altro, la scelta di rappresentarlo mentre fuma è un modo per criticare una generazione che si accontenta dello sballo del sabato sera, senza guardarsi intorno e senza farsi troppo domande.

La copertina del cd


In che senso?

L'idea che sembra vincente tra i più giovani è quella dell'indifferenza. In troppi non hanno più interesse in quello che succede nella società che li circonda. SI sono allontanati dalla politica e vivono con troppa superficialità questo periodo storico che non è poi così sereno. In una traccia del disco, "di nuovo sul foglio", dico "questi ragazzi non fanno più cortei, non hanno cultura ma hanno la play" e mi sto riferendo proprio alla scarsa coscienza storica e culturale, alla mancanza di voglia di lottare contro questa società che fa sempre meno gli interessi del popolo. Da qui l'accostamento con Trump: da un lato i poteri forti che fanno quello che vogliono, dall'altro questi ragazzi che sono i primi a dover lottare contro questo sistema, ma non lo fanno.

"La parte opposta" è il tuo primo disco, ma tutto sei tranne che un esordiente. Da anni fai rap a Lecco e non solo. Come sei arrivato fino a qui?

Ho iniziato con un collettivo che si chiamava "Concrete Jungle" con cui ho registrato le prime tracce. A un certo punto ho scelto di seguire un percorso solista e nel 2015 ho pubblicato la prima raccolta di tracce su Youtube. Ho anche realizzato altri singoli e video fino a arrivare a realizzare un'altra raccolta di singoli con 100x100 Raw, produttore di Olyo Bollente Crew e di Rap Pirata Lombardia, che ringrazio per il tempo che mi ha dedicato. Ora invece, il disco "La parte opposta" esce grazie alla collaborazione con Matteo con cui ho trovato un feeling perfetto.

https://www.youtube.com/watch?v=4MM9URP9-Lc  

Facendo qualche altro passo indietro. Cosa ti ha spinto a salire sul palco?

Ho sempre vissuto e vivo tuttora l'esperienza musicale come un bisogno: comunicare agli altri quello che vivo nel privato e quello che penso su argomenti politici e sociali. Solitamente sono una persona riservata ma il discorso cambia quando davanti ho un foglio e nelle cuffie una strumentale.

Come hai iniziato?

E' stato per gioco, facendo con gli amici i primi freestyle. Ero ancora con i ragazzi di Concrete Jungle quando qualcuno mi ha consigliato di prendere la tecnica del freestyle e di utilizzarla per scrivere dei testi, le mie idee e i miei pensieri. Ho provato, mi è piaciuto e da lì non ho più smesso.


Musicalmente Noccioman è nato e cresciuto qui a Lecco. Come l'hai vista cambiare la scena musicale sul territorio?
A Lecco ho sempre visto passione e tanti che ci hanno creduto e hanno voluto provare a fare questo tipo di musica. Ora invece, vedo anche tanti altri mossi più che dalla passione dal desiderio di seguire i trend del momento. E' in questo che passa la differenza tra artista e "personaggio" come mi piace chiamare tutti coloro che cercano di costruirsi, appunto, un personaggio che non gli appartiene.  

Sabato 10 novembre, è arrivato a Lecco una leggenda dell'hip hop italiano come Fritz da Cat. E' un segno di vivacità della scena qui a Lecco? Oppure è ancora una città provinciale che continua a scontare la troppa vicinanza con Milano?

La risposta è complessa perché sicuramente rispetto al passato in città c'è una maggiore ricerca di proposte per ragazzi ma il problema rimane quello di portare gente ai concerti, soprattutto i più giovani. Abituati a trovare tutto su internet, è sempre più difficile coinvolgerli e dare loro un buon motivo per uscire. Nonostante siano di più i locali pronti a dare spazio e attenzione a artisti di un genere come l'hip hop. 

Sono anni che porti avanti questa musica. Hai fatto un bilancio?

Parli di bilancio, ma io preferisco rispondere con riscontro. In questi anni ho partecipato a tanti live, ho girato tutta una serie di locali e la cosa che più mi ha ripagato è quella sensazione che ti viene quando sei su un palco. Da solo sul palco, ho visto la gente sotto ritrovarsi nelle mie parole, ripeterle e cantarle con me. E' il segno che sono riuscite a coinvolgere le persone con quello che canto.

Finora qual è il concerto che più ti è rimasto in mente?
Sicuramente, quando ho aperto il concerto degli Assalti Frontali al Libero Pensiero di Lecco. Oltre a essere uno dei miei gruppi preferiti, ho percepito da parte loro tanta umanità: mi hanno fatto tanti complimenti, hanno voluto sapere di me e della mia musica. Devo dire che è stata una soddisfazione enorme.

Dove speri ti possa portare il nuovo disco?

Non mi chiedo dove mi può condurre ma cosa possa dare a chi lo ascolta. Non ho particolari pretese a livello musicale: semplicemente, continuo a fare il mio e cerco di far arrivare a più persone possibili il messaggio sociale e esistenziale che trasmettono le varie tracce del disco.

Per chi ti voglia venire a ascoltarti, quali sono i prossimi appuntamenti?

Comincio a dirti quelli già fissati, l'8 dicembre alla Clavicola di Ballabio e il 9 al nuovo circolo Arci "Il Ritorno" a Seregno. Il 15 dicembre invece, sarò al Red di Lecco.

Ai più giovani cosa ti senti di consigliare?

Di leggere e studiare tanto e di tutto, perché vedo che la loro generazione sta crescendo vuota e senza interesse per quello che succede intorno. E' triste ma è una condizione a cui li vogliono confinare. Oggi non è per niente facile avere sedici anni perché cresci in un mondo bombardato mediaticamente e per questo è sempre più difficile riconoscere ciò che è vero e ciò che dicono per altri interessi. Proprio per questo, studiare, informarsi e crearsi una propria opinione è tanto importante.

Qui i profili social di NoccioMan:
https://www.facebook.com/noccioman/
https://www.instagram.com/noccioman/
https://www.youtube.com/channel/UCPCBvUMnPT7Dnm01SZemOmQ
A.P.
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