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Scritto Martedì 04 dicembre 2018 alle 13:01

Lecco: 'basta ratti, vogliamo i fatti', la protesta dei VVF per la sede. Brivio 'rimanda' ad altri, l'iter bloccato... per la piattaforma

Si è fatto attendere, ben oltre il classico quarto d'ora accademico che, per cortesia, si concede a tutti. Ma alla fine Virginio Brivio si è presentato davvero al cospetto dei Vigili del Fuoco di Lecco che, questa mattina, attraverso le loro sigle sindacali, hanno organizzato un piccolo picchetto dinnanzi al rettangolo verde attiguo al Centro sportivo del Bione su cui - da anni ormai - si immagina di realizzare il loro Comando.

Il sindaco con alle proprie spalle l'assessore Nigriello e l'assessore Bolognini

Arrivato in compagnia dall'assessore allo sport Roberto Nigriello e dalla collega delegata all'Urbanistica Gaia Bolognini, il sindaco è stato accolto dal sorriso dei pompieri, ben contenti di come il loro invito non sia caduto nel vuoto, accompagnato da un biscotto e un caffè caldo, quale gesto di accoglienza da parte degli operatori esasperati ormai dalle condizioni in cui si trovano ad operare. "E non parliamo solo dell'ultimo topo che ha costretto alla chiusura della mensa. Quello mi pare si chiamasse Attila ed era uno dei tanti" ha puntualizzato fin da subito un rappresentante dei VVF, facendo riferimento allo stop imposto alla cucina di piazza Bione per la sanificazione necessaria dopo l'acclarata presenza della tana di un roditore. "Lì non ci si può più stare" è stato detto chiaramente al borgomastro. "E per iniziare i lavori qui manca sempre un pezzo, anche da parte dei nostri dirigenti superiori e da parte delle amministrazioni. Ogni volta che ci si trova, da vent'anni a questa parte, c'è una virgola che deve essere diversa. Probabilmente solo con il Gabibbo risolviamo la questione".

L'area su cui dovrebbe sorgere la caserma

Una provocazione subito raccolta da Brivio, pronto a consegnare alle RSU una copia del primo verbale della conferenza dei servizi convocata nel marzo 2016 nel quale l'amministrazione ha messo nero su bianco di aver abbandonato qualsiasi ulteriore opzione alternativa all'area a lago, in linea con le indicazioni ricevute dai vertici del Corpo che hanno bocciato tanto la proposta di "allargamento" dell'attuale caserma sconfinando nel capannone ora in uso a Linee Lecco sia l'ipotesi di usare un'altra area sempre in zona Bione ma senza affaccio sul Lario.

Brivio con in mano la copia della delibera lasciata ai rappresentanti sindacali dei pompieri

"Siccome siamo gente seria - ha sostenuto il sindaco riavvolgendo dunque il nastro - abbiamo preso una delibera in cui abbiamo detto "benissimo, allora diamo parere favorevole a farla qui". Siamo andati in conferenza dei servizi e abbiamo chiesto tre cose molto semplici (e non sono queste che non fanno andare avanti il progetto): pensare una giusta separazione con il centro sportivo; avere attenzione della fascia di rispetto della pista ciclopedonale; già che fate la darsena a lago per le vostre pilotine, immaginiamo anche di portare qui le barche dei carabinieri e delle altre forze dell'ordine che sono attualmente sono in uno spazio privato per creare un polo unico. Queste sono le uniche tre cose che leggete nella delibera. Noi da due anni e mezzo abbiamo dato parevole favorevole. L'assessore Bolognini, che segue con me la questione, ha partecipato alle diverse conferenze dove sono emerse altri problemi: però a quel punto il papà è diventato il vostro Ministero e quindi il Prefetto che coordina il tavolo di lavoro e il vostro Comando regionale che deve fare la progettazione" ha aggiunto senza giri di parole. 

I biscotti offerti quale benvenuto al sindaco

"Però vorrei fosse chiaro che il Comune da due anni e mezzo non sta giocando su due tavoli. Siamo anche un po' preoccupati perché quando si parla di Sicurezza a Lecco anche i vostri capi non sottolineano che la Sicurezza è anche condizioni di lavoro. Stiamo parlando adesso di voi vigili del fuoco ma abbiamo anche la nuova sede della Prefettura abbandonata in via XI Febbraio e tante altre situazioni di questo tipo. Per noi Sicurezza è senza dubbio il contrasto alla criminalità e una gestione diversa degli immigrati ma è anche fare queste cose qui: forse bisognerebbe ricordarlo a qualche altro vertice" ha chiosato Brivio, con frecciatina nemmeno troppo velata alle amministrazioni superiori. "Possiamo fare di più? Ditemelo voi. Nelle conferenze di servizio siamo sempre venuti, abbiamo convolto noi il Politecnico che, gratuitamente, ha fatto uno studio che non poteva essere in senso stretto il progetto ma poteva essere una buona base di partenza".

Il primo mattone portato - provocatoriamente - dai Vvf dinnanzi all'area destinata alla caserma

"La conferenza del 2016 si ferma con due filoni attivi: uno dice indaghiamo il sottosuolo e l'altro capiamo qual è l'impatto del volume che sorgerà sull'area" ha argomentato, arrivando al nodo della questione, l'assessore Bolognini. "Per il primo punto non c'è più problema. Il tema è stato affrontato e chiuso con un verbale pubblico che dice che qui può sorgere la caserma" ha detto, ricevendo conferma dallo stesso ingegner Peppino Suriano, numero due dei VVF lecchesi che ha riferito circa i 18 carotaggi eseguiti per poi arrivare a stabilire che il terreno è idoneo all'edificazione purché vengano rispettate delle precauzioni imposte da Arpa che, per esempio, ha specificato come la terra che verrà asportata in fase di scavo dovrà essere considerata come rifiuto speciale e dunque trattata come prevede la normativa in materia, con un leggero aumento dei costi dunque.
"Il punto su cui ci si è fermati è il progetto architettonico che è stato fatto al Politecnico. Quell'idea embrionale andava tradotta in un progetto esecutivo: è qui che si è rallentato l'iter" ha evidenziato Suriano, spiegando come il Direttore regionale dei VVF sia stato individuato quale responsabile unico del procedimento e abbia scelto di utilizzare la piattaforma Concorrimi per portare avanti la procedura. Peccato - per come è stato detto - che tre mesi siano stati spesi solo per mettere la stessa piattaforma nelle condizioni di funzionare, viste le difficoltà "nel partire, dal punto di vista informatico" riscontrate all'avvio della stesa. "Ma dal momento in cui funzionerà, tra fine dicembre e inizio gennaio, all'interno della piattaforma ci sarà anche la pubblicazione del bando di gara europeo che dura come minimo 52 giorni. Si farà, attraverso Concorrimi, che è prevista come strumento costruttivo dal nuovo codice degli appalti, la progettazione architettonica che sarà tradotta in progettazione esecutiva".
I tempi? "Per Santa Barbara dell'anno prossimo probabilmente vedremo il primo mattone". Del resto mancano ancora "solo" 365 giorni. Nel frattempo, un blocco di cemento e una cazzuola, sul loro terreno sono stati portati già quest'oggi. Con una lanterna accesa, simbolo di speranza. Di pazienza, del resto, ne servirà ancora tanta.
A.M.
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