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Scritto Giovedì 06 dicembre 2018 alle 16:09

Il calendario storico 2019 dell'Arma di Cavalleria: un'occasione per ricordare Lecco

A Lecco c’è una sezione dell’Arma di Cavalleria che vede alla presidenza il cav. Giovanni Bartolozzi, che guida pure l’UNUCI, l’Unione degli Ufficiali in congedo. E’ proprio quest'ultimo che è impegnato, come ogni anno, a far conoscere il calendario dell’Arma di Cavalleria, una pubblicazione nazionale veramente storica, una “galoppata” attraverso i secoli sull’Arma, che è stata genitrice di altre formazioni come la Cavalleria alata, l’Aviazione di Francesco Baracca e la Cavalleria motorizzata dei carri armati.


Copertina del calendario storico 2019

E’ occasione per ricordare che la sezione di Lecco guidata da Bartolozzi è stata fondata nel 1995 con una cerimonia veramente particolare, addirittura unica: venne, infatti, celebrata la Messa nel salone consiliare del municipio, con l’ex cappellano militare sul fronte greco albanese, don Andrea Valsecchi, lecchese del quartiere Castello, per anni parroco a Ballabio Superiore. Era il 30 settembre 1995; era sindaco della città Giuseppe Pogliani, erano presenti autorità civili e militari, ad iniziare da esponenti nazionali dell’Arma di Cavalleria, come il generale Pietro Giannattasio ed il colonnello Massimo Gotta, comandante del plotone del lecchese Genesio Valsecchi, del Savoia Cavalleria sul fronte russo 1942. La sezione venne dedicata alla memoria di Genesio Valsecchi, medaglia d’argento al valor militare sul fronte russo ottenuta nella storica carica di Isbuskenskij, una delle ultime della Cavalleria nella guerra dei tempi moderni. Era presente, fra i numerosi parenti di Genesio Valsecchi, la vedova Antonietta Rusconi Valsecchi, sorella del sindaco Alessandro Rusconi, con il figlio Giorgio ed altri familiari.


Quadro della storica carica a Pozzuolo del Friuli 1917

C’è da ricordare che nelle file della sezione di Lecco dell’Arma di Cavalleria, una delle otto operanti nel territorio regionale di Lombardia, è presente, tra i soci, Anna Maria Aondio Faccinetto, vedova della medaglia d’argento Giuseppe Faccinetto, decorato sul fronte nord africano anni ’40, che è stato presidente delle Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra e dei Combattenti e Reduci.


La Messa celebrata il 30 settembre 1995 nel salone consiliare del municipio di Lecco,
in occasione della fondazione della sezione dell’Arma di Cavalleria

Il calendario 2019, come ricorda nell’introduzione il presidente nazionale Alipio Mignaioni, è un “ritorno alla Cavalleria”, dopo le ultime quattro edizioni dedicate al centenario della Grande Guerra 1915/1918. Mignaioni sottolinea: “Il rigore della ricerca è l’omaggio migliore che possiamo rendere alla storia della Cavalleria, la nostra storia, certamente gloriosa e che, proprio per ciò, non necessita di orpelli e ricostruzioni più o meno fantasiose”.


Autorità dell’Arma di Cavalleria si intrattengono nel cortile del municipio con la signora Antonietta Rusconi Valsecchi,
vedova della medaglia d’argento Genesio Valsecchi

Nelle pagine del calendario c’è, comunque, un doveroso ricordo del 30 ottobre 1917, storico evento scritto dalla Cavalleria italiana a Pozzuolo del Friuli. E’ stata la carica disperata per tentare di arginare e ritardare, per quanto possibile, l’avanzata austro-ungarica, dopo lo sfondamento di Caporetto. Il quadro raffigurato è quello oggi esistente presso il comando della brigata, erede di quella che fece prodigi di eroismo e che ha preso il suo nome proprio dal luogo di quel combattimento, la brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli.
A.B.
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