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Scritto Venerdì 07 dicembre 2018 alle 09:44

Pescate, Redaelli faccia una cosa giusta: presenti le dimissioni

Dante De Capitani
Egregio direttore,
Mi permetta di replicare alle affermazioni del consigliere comunale Roberto Redaelli, in ordine all’ultima seduta del consiglio comunale caratterizzata dall’approvazione della variazione di bilancio e da una modifica al regolamento di assegnazione dei contributi ai pescatesi bisognosi.
Di solito non commento fuori dalla sede istituzionale le affermazioni di Redaelli e le polemiche pretestuose che solleva, perché un sindaco  deve badare solo al bene della Comunità, non lasciandosi distrarre dal compito prioritario.
Ma siccome Leccoonline è molto letto a Pescate, faccio un’eccezione alla regola, perché ci tengo a chiarire alcuni aspetti evidenziati dal consigliere del tutto fuorvianti, se non frutto di fantasia, come le frasi virgolettate che mi attribuisce.
Senza entrare nelle specifiche voci che il Redaelli sottolinea, è noto anche ai consiglieri comunali meno esperti come in un consiglio comunale il sindaco o l’assessore delegato evidenzino l’impianto di una variazione di bilancio, con riferimento agli eventuali aspetti politici e amministrativi, ma lasciando ai tecnici e ai singoli funzionari responsabili di settore il compito di entrare nello specifico dell’elencazione delle centinaia di voci, se non migliaia, che compongono il bilancio e sue variazioni.
Il sindaco e la giunta non fanno i ragionieri e nemmeno i revisiori dei conti.
Per cui se un consigliere comunale, che da giorni ha il possesso di tutti i dati contabili in vista del consiglio vuol sapere il dettaglio dei singoli scostamenti che costituiscono le variazioni di bilancio, ad esempio il perché le bollette della luce o del gas sono aumentate o perchè le spese condominiali hanno subito variazioni, o come mai si spendono 500 euro per comperare il sale, i duecento euro in più degli alaggi a lago, o magari anche il perché si sono comperate dieci penne a sfera quando ne bastavano nove, si rivolge presso gli uffici comunali il cui ufficio ragioneria è in grado di dettagliare e rendicontare anche il singolo euro.
Oppure basta una mail di delucidazioni al sindaco che poi gira al funzionario di riferimento, mail che in Comune - ma per tutt’altri motivi - arrivano copiose da Redaelli anche quando abbandonano una bottiglietta di birra sulla recinzione di casa sua.
Non si tedia tutto il consiglio comunale con una miriade di domande pretestuose - i 500 euro da motivare per il sale passeranno alla storia - fino a farsi fermare dal sindaco come un bambino dalla maestra.
I consiglieri non possono pretendere che tutti i funzionari siano a disposizione in consiglio comunale come fa la responsabile degli uffici finanziari – che ringrazio - che sempre interviene a domanda dei consiglieri – anche di quelli che non hanno avuto il tempo di informarsi - e che nel corso del citato consiglio comunale ha risposto euro su euro al consigliere Redaelli, a differenza di quanto da lui esposto.
Se poi il consigliere tutto casa chiesa e oratorio, si facesse vedere qualche volta anche in municipio, e chiedesse in quella sede le informazioni che necessita, avrebbe modo di essere edotto in tempo reale e in modo magari anche più approfondito, su tutto quello che vuole conoscere e che un consigliere ha il diritto ed il dovere di sapere, mentre questo suo atteggiamento da “inquisitore” in consiglio comunale o di professorino alla ricerca del pelo nell’uovo sicuramente non lo aiuta a dialogare con uno come me che non si lascia minimamente influenzare da simili comportamenti.
Anzi.
Il Redaelli nelle sue esternazioni scrive qua e là anche per conto del consigliere Molteni, altro consigliere che ho allontanato dal mio gruppo, ma poi firma solo lui, fino alla simpatica chiosa finale “Io e Molteni ragioniamo con la nostra testa e votiamo in base a ciò che riteniamo più giusto”.
Espressione condivisibile in una democrazia, peccato che in consiglio comunale la voce di Molteni e i suoi ragionamenti non si siano mai sentiti, e il suo unico comportamento nell’assise sia quello di votare tutto quello che vota Redaelli, restando in silenzio tutto il tempo senza mai motivare nulla.
Quanto poi al regolamento per l’assegnazione dei contributi del fondo per i pescatesi bisognosi che Redaelli vanta di aver realizzato lui mentre invece è frutto di un lavoro condiviso, il consigliere dimentica una cosa importante.
E cioè che i pescatesi sono persone estremamente orgogliose, per cui chi chiede un contributo economico lo fa solo per stato di necessità e vuole non solo garanzie di riservatezza, ma le massime garanzie di riservatezza, e in questo senso va letta la modifica del regolamento.
Non si comprende poi a quale proposito il consigliere cita l’ex capogruppo di minoranza Enrico Valsecchi, visto che adesso il capogruppo di minoranza formalmente è proprio Redaelli.
Il quale Redaelli, dall’ex capogruppo di minoranza potrebbe invece prendere esempio sul come ci si comporta nell’assise consigliare, o se non vi riesce presentando anch’egli le dimissioni, visto che ormai non si capisce per quale motivo si ostini a sedere ancora in consiglio comunale, lasciando spazio ad altre persone che vogliono lavorare con spirito di servizio per il bene del paese.
Cordialmente
Dante De Capitani, Sindaco di Pescate
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