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Scritto Giovedì 13 dicembre 2018 alle 08:48

L'Istituto Bertacchi 'conosce' il carcere: torna 'Crescere ad arte nella legalità' con Luisa Colombo

Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno scolastico, la Direzione dell'Istituto Superiore "Giovanni Bertacchi" ha deciso di dare ad altre classi l'opportunità di aderire al progetto "Crescere ad arte nella legalità", ideato e condotto dall'artista e arteterapeuta lecchese Luisa Colombo, in collaborazione con la II Casa di Reclusione di Milano - Bollate, e finanziato dal Centro Studi Parlamento della Legalità, sezione di Milano.

Il percorso, giunto ormai alla sua quarta edizione, ha visto coinvolti gli alunni delle classi 3^A e 3^B del Liceo delle Scienze Umane, guidati in un viaggio all'interno di un universo a loro sconosciuto, quello del carcere, e cimentatisi - tra ottobre e dicembre - in una prima fase di attività dedicate ai temi della giustizia e della legalità coordinate dalla Professoressa Valeria Cattaneo, responsabile per l'Alternanza Scuola-Lavoro e dalle docenti Marta Mazzolari e Iosè Silvestre, tutor delle due sezioni.
20 in totale le ore di incontro condotte da Luisa Colombo, alle quali hanno preso parte anche Angelo Bello, educatore di comunità, e Domenico, detenuto del gruppo "Oltre le sbarre - Arteterapia in carcere" che da tre anni offre gratuitamente il suo contributo, raccontando con chiarezza e delicatezza la sua esperienza di vita, che lo vede recluso a Bollate da oltre 14 anni.

"Nonostante le attività siano state più "intense", in termini di tempo investito, in 3^A (per un totale di 14 ore, ndr.), in entrambe le sezioni non sono mancati importanti spunti di riflessione sugli argomenti trattati", ha commentato Luisa Colombo. "Significativi sono stati anche l'interesse e la partecipazione dei genitori degli alunni di entrambe le classi, che hanno dimostrato grande attenzione sia all'incontro conoscitivo che a quello finale di restituzione. Al termine di questo primo "step" di attività posso dirmi particolarmente soddisfatta dei risultati raggiunti e dei temi emersi nel corso degli incontri: essendo ogni attività emotivamente toccante, non sono mancati momenti di commozione, che hanno permesso agli studenti di aprirsi maggiormente e confrontarsi, dando un importante contributo allo sviluppo delle dinamiche relazionali e comunicative della classe".

Nel corso del progetto, come sottolineato dalla sua ideatrice, protagonista indiscussa è stata l'arte, quale mezzo di comunicazione principale, adottato per fornire ulteriori spunti di riflessione e nuove modalità di partecipazione e di espressione.
"Gli studenti hanno mostrato un grande coinvolgimento, soprattutto a livello emotivo, esponendosi ed esternando quanto provato e vissuto durante le attività, sia negli elaborati svolti che negli importanti momenti di confronto, al termine di ogni incontro. La testimonianza di questo coinvolgimento - ha proseguito Colombo - è emersa anche dalle relazioni scritte da ogni studente, che verranno poi raccolte in un testo che documenterà le attività di questa prima parte dell'anno scolastico e di quelle che verranno realizzate nella seconda parte".

Da gennaio, infatti, prenderà il via la seconda fase dell'ambizioso progetto, che vedrà coinvolta una classe 2^ dell'Istituto Professionale per i Servizi Sociosanitari guidata dalla Professoressa Rosa Bisanti, attualmente referente del Centro Promozione Legalità Provinciale, che raccorda sui progetti di promozione della legalità oltre venti istituti scolastici del territorio lecchese.
I ragazzi parteciperanno con i detenuti del gruppo di arteterapia al progetto "La Costituzione per crescere", che si svolgerà all'interno della Casa di Reclusione di Bollate e che vedrà la realizzazione di dodici fiabe scritte dagli studenti sui primi dodici articoli della Costituzione italiana.
Le fiabe verranno poi raccolte in un volume che sarà distribuito nelle scuole secondarie di primo grado del territorio e nelle carceri minorili. Anche le due classi che hanno aderito al progetto ormai terminato si recheranno in visita al carcere di Bollate per una mattinata di attività con i detenuti. Come ricordato da Luisa Colombo, è inoltre in programma per la prossima primavera un'importante conferenza organizzata dai docenti referenti dell'Istituto Bertacchi e dalla stessa arteterapeuta, nel corso della quale importanti ospiti legati al mondo della giustizia si confronteranno con alcuni detenuti su tematiche attuali riguardanti la legalità.

"Questi incontri formativi possono aiutare i giovani a capire l'importanza del rispetto delle regole - ha proseguito Colombo - Si tratta di un percorso di prevenzione ormai consolidato e collaudato, anche come approccio al periodo riparativo in carcere: l'impatto emotivo delle storie dei detenuti, degli errori commessi e delle pene in corso diviene un monito che, più di molti altri, instilla nell'animo e nella mente degli studenti un seme di conoscenza, di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che accade realmente quando si trasgredisce e si infrange la legge, affinché si crei e si rinsaldi quel ponte che mette in relazione due istituzioni solo in apparenza molto distanti: la scuola e il carcere".
Marta Colombo
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