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Scritto Giovedì 13 dicembre 2018 alle 18:12

Lecco: doni per i piccoli pazienti della Pediatria. Babbo Natale è il calciatore dell'Inter Keita

Le richieste d’autografo sono iniziate ancor prima di varcare la porta girevole della hall: Lecco ha riservato quest’oggi una festosa accoglienza all’attaccante dell’Inter, Keita Baldé Diao, noto anche semplicemente come Keita, in visita all’ospedale Manzoni per consegnare pacchi dono ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria.

Keita e Simona con alcuni infermieri del reparto

L’iniziativa rientra in un più ampio progetto sostenuto dalla società neroazzurra. Ma la scelta del presidio di via dell’Eremo non è stata casuale: ad accompagnare infatti il calciatore di origine senegalese c’era la compagna Simona Guatieri, originaria di Olginate, da tempo nel mondo dello spettacolo con esperienza maturata anche in Spagna prima di rientrare in Italia… per amore.

“L’ho conosciuto proprio in un’occasione benefica” ha ricordato la ragazza, raccontando come insieme hanno girato uno spot per un’associazione, con la scintilla scoppiata poi oltre due anni fa.

Lo stesso Keita ha confermato come il suo “gancio” con la Pediatria del Manzoni sia stata proprio Simona, occupatasi poi della scelta dei doni portati a tutti i piccoli ricoverati, accompagnati da una cartolina con firma e dedica. Oltre ad una bella stella di Natale che aggiungerà ulteriore colore nella sala d’attesa del reparto, la coppia si farà carico, poi, dopo le festività, dell’acquisto per l’ospedale di una serie di volumi, venendo incontro alle esigenze della Biblioteca che, da tempo, propone nell’ambito degli incontri “Nati per Leggere”, momenti di svago per i baby degenti.

Il grazie della struttura – a nome anche della dirigenza e del primario Roberto Bellù – è stato espresso dalla coordinatrice infermieristica che, snocciolato qualche numero sull’attività del reparto, ha ricordato come lo scopo di tutti gli operatori “è quello di garantire e migliorare la continua assistenza di tutti i bambini e delle loro famiglie”.

Ed il ringraziamento più grande per il piccolo gesto compiuto dal calciatore è forse da leggersi nei sorrisoni dei bambini (ma anche di mamme e papà) distratti per qualche attimo dalla ruotine ospedaliera.
A.M.
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