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Scritto Venerdì 21 dicembre 2018 alle 13:19

Lecco: i lavoratori di Econord in presidio davanti al municipio, 'gestione repressiva'

Tuta arancione d'ordinanza e fischietto alla bocca una trentina di lavoratori di Econord – la società con sede centrale a Varese e Centri servizi in diverse città lombarde e in Sardegna che a Lecco si occupa, per conto di Silea, della raccolta dei rifiuti e della gestione dell’isola ecologica – dalle 12.30 ha avviato un presidio di protesta dinnanzi a Palazzo Bovara.

“Abbiamo scelto un luogo simbolico: anche se queste persone non sono dipendenti del Comune svolgono per il 90% della loro attività lavoro per la città di Lecco” ha spiegato il sindacalista Catello Tramparulo. “Vogliamo mostrare al sindaco e alla cittadinanze le condizioni in cui operano. Purtroppo Econord negli ultimi tempi sta utilizzando un metodo che possiamo quasi definire repressivo nella gestione del personale: sono aumentate le sanzioni, abbiamo problemi sugli organici e l’azienda sostanzialmente rifiuta la contrattazione e di incontrare dunque le organizzazioni sindacali” prosegue il segretario generale della F.P. CGIL, elencando le tre problematiche alla base delle agitazioni odierne, naturale conseguenza di quello che non esita a definire “clima di terrore” che si sarebbe creato presso il polo di Lecco in relazione ad una serie di contestazioni disciplinari mosse ai dipendenti. “I lavoratori ormai sono spaventati a uscire. A ogni minimo graffio o fanalino che si rompe gli si chiede di mettere i soldi” aggiunge Tramparulo evidenziando come la conformazione stessa della città non rende propriamente agevole il muoversi con i camioncini, seppur piccoli, della raccolta porta a porta. “Riteniamo che sia una situazione inaccettabile, sicuramente questi ragazzi non escono la mattina per danneggiare i mezzi dell’azienda ma per lavorare”.

60 circa gli uomini in forza a Econord a Lecco, con l’aumento dell’uso – contestato dai rappresentanti sindacali – di lavoratori interinali e dunque di precari che non vengono poi stabilizzati. E proprio su questo aspetto, si è focalizzato Pantaleone Prochilo della UIL Trasporti. “A fronte di un appalto sempre più risicato si è diventati sempre più esigenti: meno uomini e più servizi. Alla fine questo è un mix che ricade sui lavoratori. Sarebbe ora che iniziassimo a pensare anche alle persone: questa moda di far gli appalti in questa maniera non va più bene. Abbiamo provato ad intavolare confronti ma l’azienda sembra non rispondere bene. Questa è una manifestazione rivolta anche al Comune perché comunque sia è anche lui responsabile dei servizi di Lecco, nella speranza di coinvolgere Econord in un dialogo, come quello che già avevamo prima riuscendo a venire a capo ai problemi. I ragazzi sono abbastanza provati per i servizi sempre più pesanti. I mezzi sono quelli che sono e la situazione a livello operativo non è delle migliori. Qui c’è gente che lavora da 30 anni, che conosce il mestiere ma i carichi sono diventati davvero eccessivi: l’appalto non ha un numero fisso di lavoratori ma prevede un numero adeguato ed è l’azienda a decidere qual è il numero adeguato per cui costringe i ragazzi a dare sempre di più in un lavoro già riconosciuto dalla legge come gravoso, facendo poi ricorso agli interinali per non assumere”.

La speranza, sotto l’Alberto di Natale, è di poter riaprire la contrattazione. Magari a Lecco e non a Varese come ventilato – a detta dei sindacalisti – dalla società.

Lo spazio è a disposizione per eventuali altri contributi.
A.M.
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