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Scritto Venerdì 21 dicembre 2018 alle 16:35

Sulla chiusura di TeleUnica

L’annunciata chiusura di TeleUnica è un avvenimento di gravità assoluta per la città e il territorio di Lecco (ma anche di Sondrio)
Esprimo innanzitutto  la mia solidarietà alla redazione e a tutti i lavoratori della televisione (e ancor prima della Gazzetta) con i quali ho avuto il piacere di interloquire per molti anni trovando sempre competenza, intelligenza degli avvenimenti, cordialità e simpatia nei rapporti. E’ perciò anche un dispiacere personale quello che mi produce questa notizia.
Non posso peraltro non sottolineare come questo avvenimento si collochi in un momento storico del nostro territorio che mi appare caratterizzato da segni di serio declino. Non facciamoci trarre in inganno dalle statistiche annuali del Sole24Ore o dai segnali, anche se certo apprezzabili, di una tenuta dell’occupazione.
A me pare che il territorio stia subendo una sempre maggiore marginalità rispetto allo sviluppo regionale e nazionale. I litigi pubblici a proposito della formazione della Camera di Commercio unificata a Como sono l’indice di una incipiente subalternità verso territori più forti contro la quale i lecchesi hanno combattuto per decenni. La stessa dispersione degli organismi rappresentativi e istituzionali con alleanze diversificate fa perdere centralità ad un territorio, il nostro lecchese, che pur nelle sue ridotte dimensioni demografiche e geografiche è stato nel tempo territorio trainante di iniziative e progetti. Basti per questo ricordare la collaborazione all'interno del cosiddetto “Sistema Lecco” che ha consentito il decentramento virtuoso del Politecnico e del CNR oltre ad un rapporto positivo con le diverse politiche di Regione Lombardia e nazionali.
Perdere un così importante e delicato organo di informazione è in questo contesto ancor più grave e stupisce  che il  dare continuità a questo strumento non sia visto come una priorità anche da quel mondo economico che troppo volentieri guarda con distacco alle disgrazie altrui senza prevedere che potrebbero diventare anche le proprie in mancanza di una comune volontà di difesa e rilancio del territorio nel quale si è scelto di operare.
Giulio Boscagli
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