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Scritto Giovedì 27 dicembre 2018 alle 08:37

Lecco: atleti dai 5 ai 90 anni per il Tennis Club, realtà che punta sui giovani

Il Tennis Club Lecco si presenta come un'accademia per giovani promesse e un luogo di raccolta per tutti gli appassionati. La crescita del numero degli iscritti al circolo dell'ultimo quinquennio è sorprendente, merito della dedizione costante del Consiglio, del lavoro quotidiano dello staff e della promozione della prima squadra in serie A2 lo scorso Giugno che ha avvicinato bambini, amatori e curiosi a questo sport sempre più frequentato.

Tommaso Vola, Beatrice Zappa, Claudia Colombo e Alessandra Ripamonti

Ad oggi il numero dei soci del Circolo lecchese si attesta intorno a 300, con circa 160 iscritti tra scuola avviamento e professionisti. "Il tennis ha avuto in Italia il boom negli anni 70 grazie ai quattro moschettieri Panatta- Bertolucci- Barazzutti- Zugarelli, vincitori nel Cile di Pinochet, dell'unica Coppa Davis tricolore, che hanno avvicinato gli italiani a questo sport. Infatti, negli anni 80 c'erano circa mille soci. Adesso il tennis dopo un periodo di crisi sta crescendo anche se risente della concorrenza del golf. Comunque negli ultimi 5 anni c'è stata una crescita del 10% all'anno degli iscritti al Circolo. Un buon risultato!" ha spiegato l'Ing.Maurizio Faravelli, presidente del Tennis Club Lecco in carica dal 2016. "Ci prodighiamo per organizzare una ventina di tornei all'anno. Gli scorsi anni abbiamo accolto due tornei internazionali ed inoltre, ci sono i campionati a squadre che coinvolgono anche i più anziani over 65".

L'età dei soci infatti varia dai 5 ai 90 anni e sono proprio i senior che spingono i nipoti a frequentare il Club. "Mi alleno tre volte alla settimana e la mia passione è stata trasmessa dai miei nonni: giocavo con loro quando ero piccolo. Il mio idolo è Nadal e vorrei diventare un professionista" ha confessato Tommaso Vola, solo quindici anni ma già con traguardi notevoli tra cui la finale del Torneo Kinder al Foro Italico di Roma. Al tennis Club Lecco prendono in mano la racchetta e s'incrociano tre generazioni legate dalla comune passione sportiva.

Mario Ferrari, Paolo Arco, Adamo Panzeri e Maurizio Favarelli

"Ho iniziato le lezioni di tennis perché giocavano mia mamma e mia sorella. Da quando ho incominciato non ho mai cambiato sport perché è una vera e propria passione per me. Mi alleno 4 volte a settimana ed è impegnativo però i miei genitori mi hanno sempre appoggiata e sostenuta anche se ero sotto pressione per lo studio" ha illustrato Alessandra Ripamonti, ventenne lecchese che insieme a Claudia Colombo e Beatrice Zappa fa parte delle quote rosa del Circolo che purtroppo si fermano solamente al 20% rispetto al numero totale degli iscritti.

L'impegno chiesto ai ragazzi è costante e solo attraverso la guida del personale specializzato che ogni giorno lavora per limare i dettagli di ogni singolo colpo degli atleti si riescono a raggiungere grandi risultati. Tutto questo deve essere correlato da ciò che serve per essere al top: una preparazione fisica e mentale adatta a supportare il carico di stress che gli atleti devono affrontare ad ogni torneo. "In questi anni è stata introdotta una figura nuova che serve per aiutare i tennisti nella gestione della partita, dello stress: il mental coach. Infatti, sia la vittoria sia la sconfitta vanno rette in modo professionale. Il mental coach non è una figura ancora istituzionalizzata qui al Tennis Club Lecco ma noi allenatori cerchiamo di sovrintendere i nostri atleti anche a livello umano e psicologico, non solo sportivo. Non c'è apprendimento senza amore. Questo è il nostro motto" ha dichiarato il Direttore Sportivo Adamo Panzeri.

"I ragazzi sono molto motivati e chiunque viene qui ha voglia di giocare e fare le cose seriamente. Io tratto i miei allievi come fossero miei figli: vogliamo metterli nella condizione di sentirsi amati ed importanti per farli stare il meglio possibile. Per questo noi del Circolo ci consideriamo una grande famiglia." La stessa linea di pensiero è stata riscontrata tra i tennisti adolescenti Nicolò Consonni, Roberto Manea e Giacomo Baruffini "Gioco al Tennis Club da 10 anni e conosco tutti. Mi sono subito trovato bene, ho i miei amici e qui mi sento a mio agio" ci ha spiegato quest'ultimo.

Nicolò Consonni, Roberto Manea e Giacomo Baruffini

Al tennis club il "Progetto Arcobaleno" ovvero un'iniziativa formativa e sociale interamente gratuita, nata per promuovere l'integrazione di bambini con disabilità cognitive, sensoriali e motorie è giunto alla terza edizione. Attraverso un percorso di attività specifica che permette a tutti di vivere la realtà sportiva senza barriere si cerca di fornire l'opportunità di imparare ad interagire nell'ambiente e a controllare la propria motricità. "Siamo molto orgogliosi di questo progetto! Tramite il nostro preparatore atletico Mattia Bertani e il Direttore Sportivo Adamo Panzeri abbiamo coltivato l'idea di avvicinare al tennis persone con disabilità. Il progetto è finanziato dagli sponsor e dal tennis club. In generale, i genitori sono molto contenti e vediamo concretamente che i bambini migliorano attraverso l'attività fisica. Quest'anno partecipano circa 40 bambini e una ventina di adulti" ha illustrato il Presidente Faravelli.

Avvicinare al tennis le nuove generazioni non è sempre semplice, soprattutto nel territorio lecchese dove sport di roccia e lago sovrastano le altre discipline. Al Tennis Club si cerca quindi di lavorare per avvicinare i più piccoli con progetti in alcune classi elementari. "Siamo assolutamente favorevoli ad uno sviluppo futuro del tennis nelle scuole. Gli anni scorsi abbiamo organizzato iniziative nelle primarie: lezioni gratuite per mostrare quanto sia bello questo sport. Siamo contenti perché qualche bambino è diventato nostro allievo dopo queste dimostrazioni. Vogliamo organizzare altri incontri simili con altre scuole anche se a livello burocratico è complicato avere le autorizzazioni necessarie" ha chiarito Paolo Arco, direttore del circolo. L'intervista continua durante il giro degli ambienti del palazzetto all'esterno e quindi verso i campi da gioco. "Grazie al contributo comunale ed al supporto dei soci il Club vanta ben otto campi tra coperti e scoperti sia in terra battuta sia in sintetico. Il nostro sogno è quello di migliorare la struttura nel suo complesso tramite la costruzione di una palestra, di un campo da paddle, di un campo di beach volley e il rifacimento di due fondi di campi coperti" ha affermato il Presidente Faravelli mentre ci mostra i luoghi dove si allenano i ragazzi. "Con l'amministrazione comunale abbiamo un buon rapporto. Siamo legati da una convenzione che scadrà nel 2028. Paghiamo un affitto annuale con impegno di 300 000 mila euro di investimenti nella struttura. Vorremmo più sostegno per realizzare le nuove strutture fisse. Speriamo.."

Durante la conversazione col presidente sono stati toccati numerosi punti che ben documentano un'attività in crescita e i segreti per far crescere una disciplina sempre più popolare anche se comunque onerosa considerando le lezioni, l'assistenza e l'impegno per gli spostamenti per la partecipazione ai tornei. Una delle spinte più importanti verso la diffusione di questo sport è sicuramente la promozione in A2 della prima squadra. "L'esordio è stato molto positivo e voglio ringraziare il direttore sportivo e il direttore generale. E' necessario sottolineare che i ragazzi sono cresciuti tutti nel nostro vivaio. Siamo molto orgogliosi perché abbiamo vinto due campionati di fila e quindi siamo cresciuti velocemente. L'obiettivo è arrivare in A1. Dal punto di vista umano il pubblico è eccezionale e ci ha sostenuto durante le partite in casa che vengono seguite da appassionati del territorio".

La fotografia del Tennis Club consegna una società in piena forma che dimostra anche come il rapporto tra pubblico e privato può essere, in molti campi, la chiave per rispondere alle esigenze dei cittadini. Il tennis non rientra tra le discipline che hanno fatto la storia di Lecco, ovviamente più celebrata per gli sport di lago e montagna, ma di sicuro tra dritti e rovesci il Tennis Club Lecco sembra aver imboccato la strada giusta per il futuro.
C.Ca.
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