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Scritto Lunedì 24 novembre 2014 alle 09:12

La disfida della Lega Nord per la segreteria provinciale. In corsa Marco Benedetti e Flavio Nogara. Come un anno fa con i due
che hanno pareggiato. E arrivò il commissario

Avete in mente quelle partite di calcio sospese per impraticabilità del campo e riprese, a mesi di distanza, col punteggio acquisito e portate al novantesimo? E' la metafora più azzeccata, a parer mio, per introdurre l'elezione del nuovo segretario provinciale della Lega Nord prevista per il 30 novembre. Nel round del settembre 2013 i “marcatori” avevano incassato gli stessi voti, 104 a testa, mentre altri 100 non avevano neppure ritirato la scheda. Un segno dei tempi. Allora il partito di Bossi era sotto schiaffo per gli scandali di Belsito, del Trota e, per restare nei dintorni, per le furbate nuziali di Stefano Galli. Il cavaliere ritrovatosi pieno di macchie e, presumo, di paure. L'esigua partecipazione segnalava un disagio diffuso e la disputa tra il brianzolo Marco Benedetti e il lacustre Flavio Nogara si risolse appunto con un “no contest” per usare un gergo pugilistico. A confronto non furono visioni profondamente diverse della politica del movimento ma sentimenti dissimili verso il nuovo corso della Lega avviato a suon di scopa. Senza dimenticare i rancori personali, un carattere che sta nel dna del Carroccio e che ha vissuto nel contrasto fra Roberto Castelli e Lorenzo Bodega il punto più alto, o più basso, alla nostra latitudine.
Ora sapete chi, dopo un anno di grigio commissariamento nel segno di Giulio De Capitani, si presenterà ai nastri di partenza ? Marco Benedetti e Flavio Nogara. Ma non si poteva trovare una mediazione o candidati alternativi in grado di tenere insieme le diverse anime? Se De Capitani non sia riuscito nell'impresa o se non se ne sia occupato, l'esito, in un caso o nell'altro documenta il flop della sua gestione. Ora i bookmaker danno ancora i due cavalli alla pari, nonostante, nel frattempo, sia venuta alla ribalta una figura dirompente come Matteo Salvini. A Lecco non si sono accorti che la Lega ha rischiato l'implosione, se non l'estinzione, come è capitato all'esercito di Di Pietro, ai colletti bianchi di Scelta Civica, ai “bianchi” senza colletti di Casini, per tacere della miserabile fine di Fini? Sono sinceramente curioso di leggere le mozioni congressuali e prometto di approfondirle perché un movimento come la Lega che ha dato tre sindaci alla città merita attenzione, specie alla vigilia delle elezioni comunali della prossima primavera.
Marco Calvetti
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